Le bombe sull'Iran ci mostrano quanto fosse bello il mondo che chiamavamo "difficile". L'Iliade lo sapeva già: la guerra è la condizione normale. O la estirpiamo dentro di noi, oppure siamo fritti Da sabato 28 febbraio gli Stati Uniti e Israele bombardano l’Iran. Le cifre dei morti sono contestate. Chi sta da una parte e chi dall’altra litiga sul numero delle bambine morte in una scuola elementare femminile.
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Con la guerra israelo-statunitense all’Iran, si è aperto il secondo tempo di quella consumatasi in 12 giorni a giugno. Lo dichiara persino il nome dell’operazione dato da Israele (il “Leone”, dapprima rampante” sabato è diventato “ruggente”). Di preventivo non ha nulla, se si considera l’incipit anche stavolta dato a trattative in corso. Ma serve a certificare che risponde a una decisione già presa da Tel Aviv, al netto dell’oggetto negoziale.
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Roberta Barbi e Paola Simonetti – Città del Vaticano Al centro del conflitto restano i bombardamenti su Iran e Libano. Per quanto riguarda il fronte principale, si registrano nuovi attacchi su Teheran che subisce la maggior pressione militare, ma anche a Karaj, nella città santa sciita di Qom e in molte altre località quali Behbahan, Kermanshahm Khorramabad, Shiraz e Tabriz: un bilancio di fonti umanitarie riferisce di almeno 1100 vittime tra i civili, finora, dall’inizio delle…
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Un siluro contro una nave iraniana al largo dello Sri Lanka. “Dalla Seconda guerra mondiale non succedeva” dice Hegseth. “Siamo appena all’inizio”. Ma “niente art. 5 per la Nato” New York Le operazioni militari si allargano oltre l’Iran e gli Stati del Golfo. La Nato è costretta a intervenire. Salgono le vittime del conflitto. Sono più di mille. Le ultime ore mostrano che la guerra a Teheran è sempre più distruttiva ma anche incontrollata, difficile da gestire.
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Questa non è la guerra di Donald Trump. Il conflitto fra l’Iran e l’America ha opposto l’ayatollah Khomeini e Jimmy Carter, lo stesso Khomeini e Ronald Reagan, poi il suo pupillo Khamenei a tutti gli altri presidenti americani. E il termine “guerra” non è metaforico. Non si tratta solo di rivalità geopolitica, strategica, ideologica. Da quarantacinque anni questo conflitto ha seminato una lunga scia di morti: vittime di…
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