L’Umbria è pienamente coinvolta dall’allarme che attraversa tutta l’Italia e che riguarda l’utilizzo e la detenzione di coltelli da parte dei minori. Oltre ai 61 sequestri di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi ora c’è uno studio di Espad del Cnr, che ha analizzato i comportamenti a rischio dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni. E la nostra regione rientra tra le prime per utilizzo di coltelli da parte degli studenti, con una percentuale che supera la media nazionale.
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Approfondimenti:
BOLZANO. C'è voglia di coltelli tra i giovanissimi e, in alcuni casi, anche di machete. Lo confermano i commercianti specializzati che vendono anche armi da taglio, costretti a respingere le insistenze di ragazzi molto giovani, quasi sempre italiani di seconda generazione, interessati all'acquisto di lame o altri oggetti pericolosi. Le "lame" in tasca ai ragazzini, anche nelle scuole bolzanine, sono una drammatica realtà.
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È in aumento il numero dei giovani che usano il coltello per risolvere i loro conflitti, fino ad arrivare all’omicidio. Invece di costruirci sopra della propaganda per qualche straccio di voto, occorre individuare le cause. Immigrazione irregolare e criminalità Le radici sociali del fenomeno sono almeno due: quella degli irregolari e quella dei non integrati. Il Crime Law and Economic Analysis dell’Università Bocconi mostra che oltre un terzo delle persone arrestate o denunciate in Italia nel 2024 è straniero.
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Genitori e cittadini, siamo tutti preoccupati per il fenomeno della violenza giovanile di gruppo. Secondo l’ultimo rapporto Espad (Cnr), circa il 40% degli studenti fra i 15 e i 19 anni ha partecipato a risse. Pressappoco un milione di ragazzi. Nello specifico quasi la metà degli studenti e un terzo delle studentesse hanno partecipato a zuffe nell’ultimo anno. Quasi un quinto dei ragazzi ha partecipato a risse fra gruppi, mentre tra le ragazze la percentuale è decisamente inferiore (7,2%).
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Giovani con il coltello. Un fenomeno sempre più diffuso. Che riguarda sia italiani che stranieri, adolescenti e appena maggiorenni. Dal 2019 in Italia è raddoppiato l’uso delle armi a scuola, secondo il rapporto di Save the Children. Sono 87mila gli studenti italiani, tra i 15 e i 19 anni, che nel 2025 hanno utilizzato coltelli o altre armi per ottenere qualcosa da qualcuno (il 3,5% su 2,5 milioni di alunni).
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Mila studenti in classe con un coltello, i dati. Violenza a scuola: studente di 13 anni chiede a Chat GPT come uccidere un amico durante una lezione Di Nel 2025, secondo una ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, circa 87 mila studenti tra i 15 e i 19 anni , pari al 3,5 % degli iscritti alle scuole superiori, hanno usato un coltello in ambito scolastico per…
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# Violenza giovanile in aumento in Italia: confronto con l’Europa e soluzioni proposte da Save the Children e ANP ## Indice dei contenuti Introduzione: l’escalation della violenza giovanile in Italia I dati recenti sulla criminalità minorile in Italia Il confronto europeo: la violenza giovanile in Germania, Francia, Austria, Svizzera e Ungheria Cause e contesto dell’aumento di violenza tra i minori italiani Save the Children e…
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I ragazzi imitano la violenza che Il mondo ha elevato a metodo | In In Commento | Di Di Paolo Galletti Condividi Facebook Twitter WhatsApp Email I recenti drammatici episodi di violenza giovanile culminati nell’omicidio del diciottenne di La Spezia, avrebbero dovuto accendere ulteriormente il faro sulle problematiche che affliggono i nostri ragazzi, sul disagio e sulla anaffettività, sull’eccesso di individualismo ed il malinteso protagonismo, sugli errori che il mondo adulto continua a fare nei…
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“La situazione del Salento non è allarmante come in altre parti d’Italia, nel senso che ci sono senz’altro ragazzi che fanno uso di armi bianche, escono dalla propria abitazione armati di coltello o tirapugni”. Così Simona Filoni, a capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce descrive l’incremento degli episodi di violenza tra i giovanissimi. Una realtà che interessa anche il Salento, che si manifesta con segnali concreti e molto spesso…
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Sicurezza a scuola, Piantedosi rileva l’uso di coltelli “soprattutto tra i ragazzi che appartengono a famiglie di cittadini immigrati” precisando che “non c’è nessuno stigma” Di Il Ministro dell’Interno esclude l’emergenza sicurezza ma conferma l’allarme per l’uso sistematico di coltelli nelle scuole, evidenziando una prevalenza…
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Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico. Lo studio Espad dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr ha svelato quanti ragazzi hanno usato un'arma a scuola: i dati sono allarmanti Dopo la tragedia avvenuta in una scuola a La Spezia, dove un ragazzo di 18 anni ha perso la vita dopo essere…
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Cresce in Italia il numero di minorenni trovati in possesso di quelle che vengono definite “armi improprie”. Si tratta di un fenomeno in forte aumento, che riaccende il dibattito sulla violenza giovanile, anche se va detto che il nostro Paese ha uno dei tassi di criminalità minorile più bassi d’Europa. A riportare l’attenzione sul tema è una ricerca del…
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La violenza, l’immagine, la paralisi. E un progetto educativo che non c’è più. Dagli episodi di cronaca che coinvolgono adolescenti, secondo Laura Pigozzi, psicoanalista veronese, psicologa clinica e giuridica, civile e penale, emerge un filo comune: aggressività diffusa, passività collettiva, incapacità di intervenire nel reale. Autrice di libri, tra cui “Adolescenza zero” e “L’età dello sballo”, analizza il venir meno del…
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Forse è solo perché non ne hanno mai incontrato uno. Armato di coltello, vogliamo dire. Perché se no fatichiamo a capire. Lungi da noi cedere alle sirene razziste di certa destra. Ma neppure piegarci all'ondata di giustificazionismo di certa sinistra... Sì, parliamo di accoltellamenti a scuola. Negli ultimi giorni abbiamo sentito dire che il problema non sono le lame, ma altro. Per Massimo Giannini è la mancanza di corsi all'affettività nelle scuole: per fermare i «maranza» basterebbe «usare un linguaggio che include e che rispetta».
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# Crescita Allarmante della Violenza tra Studenti: 90mila Giovani Armati di Coltello in Italia ## Indice Introduzione: Un'emergenza nata tra i banchi di scuola I dati emersi dallo studio CNR: una fotografia preoccupante L'aumento degli studenti armati: statistiche e trend dal 2018 al 2025 Focus sulle regioni più colpite: Friuli, Lombardia e Umbria Analisi delle cause: fattori sociali, digitali e familiari Conseguenze per la scuola e la società Le iniziative…
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Il picco si è raggiunto dopo la pandemia, ma la violenza tra i giovani resta una delle maggiori preoccupazioni in Calabria. L’episodio accaduto a La Spezia, dove uno studente di 18 anni è stato accoltellato da un coetaneo all’interno della scuola, ha rilanciato l’allarme a livello nazionale e riportato al centro del dibattito il tema delle possibili misure di sicurezza per prevenire risse e aggressioni.
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Coltelli, tirapugni, mazze, catene e anche storditori elettrici. Sono sempre di più i ragazzi che vanno in giro con quelle che vengono etichettate come "armi improprie". Un fenomeno in crescita in Italia dove però il tasso di minorenni che delinquono, pur se in aumento, resta tra i più bassi in Europa. Se la tragica morte di Abanoud Youssef (nella foto) il 18enne ucciso a scuola a La Spezia, ha riportato l'attenzione sulla violenza giovanile, ora è una…
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Nel 2025 uno studente su venti ha ammesso di aver usato un’arma per ottenere qualcosa da qualcuno e quasi tre su dieci si dichiarano autori di cyberbullismo. Sono dati duri quelli che emergono dallo studio ESPAD, il rapporto sulla diffusione dei comportamenti a rischio fra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado realizzato dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, che mostra come il rischio aumenti quando si sommano fragilità scolastiche, familiari, relazionali e comportamenti…
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Non c’è un momento preciso in cui la violenza entra in scena. È già presente, prima ancora che ce ne accorgiamo: in una canzone che accompagna distrattamente una giornata qualunque, in una serie televisiva consumata senza particolare attenzione, in parole pronunciate con leggerezza e subito dimenticate. Nulla di clamoroso, nulla di apertamente trasgressivo. Eppure, nella somma di questi dettagli …
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Percentuali record tra studenti, allarme sicurezza a Perugia La violenza giovanile emerge con forza dai dati più recenti e colloca l’Umbria tra le regioni italiane con le incidenze più elevate nell’uso di coltelli e armi da parte di adolescenti. Nel 2025, secondo le rilevazioni di Espad Italia e del Cnr, l’incidenza regionale raggiunge il 4,4%, superando la media nazionale ferma al 3,5% su una platea complessiva di circa 2,5 milioni di studenti tra i 15 e i 19 anni.
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Sono 87mila gli studenti italiani, tra i 15 e i 19 anni, che nel 2025 hanno utilizzato coltelli o altre armi per ottenere qualcosa da qualcuno e l'Umbria è una delle regioni con la percentuale più alta. Se la media italiana, su una platea complessiva di 2,5 milioni di alunni, è del 3,5%, nel cuore verde si sale al 4,4%. Numeri più alti si registrano solo in Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Una pratica, quella di girare armati sin da giovanissimi, che in termini numerici è quasi triplicata rispetto al 2018.
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Nel 2025 quasi 90 mila studenti italiani tra i 15 e i 19 anni hanno dichiarato di aver usato coltelli o altre armi per ottenere qualcosa da qualcuno. È il 3,5% dei circa 2,5 milioni di ragazzi che frequentano le scuole superiori. Un dato che segna un’impennata netta rispetto al 2018, quando la percentuale si fermava all’1,4%, nonostante una popolazione scolastica più ampia. La fotografia emerge da una ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, basata sullo studio Espad e condotta su 17 mila studenti in tutta Italia.
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Caro Aldo,il 12 ottobre a Milano, in corso Como, un branco di quattro giovani, dopo avere derubato e malmenato uno studente, ha finito l’impresa accoltellandolo ormai accasciato a terra. Come si è visto in foto e video, solo la ricerca insensata del piacere di un’esperienza estrema può avere spinto gli aggressori a trafiggere la preda indifesa. L’universitario, operato e salvato in extremis, ora è su una sedia a rotelle.
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I numeri parlano. Nel 1971 in Italia nascevano 906.182 bambini e morivano 522.654 persone. Nel 2024 è accaduto il contrario, i nuovi nati sono stati 369.944 e i decessi 651.000. L’inverno demografico, mai così severo, ha inevitabilmente capovolto il rapporto tra speranza e paura, come sentimento collettivo. I giovani sono pochi e appaiono, lo segnalavamo fin dai tempi del Covid, smarriti, colmi di ansia, di timori, di disagio.
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