Ucraina e Gaza hanno rimesso la pace al centro del dibattito politico. E i programmi per le europee dei principali partiti non ignorano un tema importante quanto divisivo. Difesa comune europea, armi, corpi civili i nodi affrontati. Con esiti spesso antitetici. FRATELLI D’ITALIA. Una pagina è sufficiente. Tre righe per chiedere «una pace giusta per l’Ucraina» e «due popoli, due stati in Medio Oriente».
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Sulle pagine di questo giornale ho spesso difeso, anche controcorrente, l’opinione che abbiamo bisogno di leader e programmi politici che mirino ad abbassare, anziché alzare, il livello di scontro internazionale. Ritengo che in una situazione di conflittualità globale crescente, demonizzazione reciproca, spese militari che esplodono, rischio di catastrofe nucleare che si avvicina, crisi climatica, e instabilità alimentata da diseguaglianze economiche mai prima viste, abbiamo bisogno di leader politici dalla mente fredda, che…
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Milano, 4 giu. Una Europa più forte per affrontare le crisi internazionali, da Gaza all'Ucraina, e un sentimento diffuso, ma non unanime, della necessità di andare alle urne per migliorare le cose, nonostante un generale senso di sfiducia. A pochi giorni dal voto alle Europee, fra turisti
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Bisogna scongiurare il furto del futuro, soprattutto per i nostri giovani. Mi spiego. L’elezione del nuovo Parlamento europeo, più che mai decisiva, disegnerà le sorti del nostro Continente e del nostro Paese per il prossimo decennio; e, con la velocità che contraddistingue lo svolgersi degli eventi nella nostra epoca, si tratta di un periodo enorme. Al di là delle sfumature interne, ognuno di noi si trova di fronte alla necessità di scegliere fra due opzioni.
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, ecco i programmi dei partiti politici italiani sui temi di difesa e migrazioni. Difesa C’è chi vorrebbe un esercito comune europeo entro dieci anni e chi, invece, propone di fermare l’invio di qualunque arma all’Ucraina. Il capitolo della difesa, mai come quest’anno, sarà decisivo nella scelta degli elettori. Elezioni europee 2024: quale partito voto? Chi mi rappresenta? Il ‘Navigatore politico’ per orientarsi Alleanza Verdi Sinistra Vogliono bloccare l’invio a Kiev di qualunque…
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"Lo stato della Palestina? In questa situazione non è pensabile uno stato, non gli sarebbe concessa nessuna autonomia. Oggi bisogna alzare la posta" per fare "un unico Stato che permetta la convivenza di due popoli. Noi pensiamo che" i due popoli dovrebbero essere "proclamati dall'Unesco due grandi patrimoni dell'umanità". Lo ha detto Raniero La Valle, candidato alle europee per la lista Pace, Terra, Dignità al Forum ANSA
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Umberto Baldo Un vecchio spot degli anni ‘70 (allora si diceva réclame) di una società alimentare recitava “io a scatola chiusa compro solo Arrigoni”. Era un altro mondo, ma credo che il messaggio di quel “Carosello” sia valido ancor oggi, anche quando si deve scegliere per chi votare. Sgombrando il campo, chi mi legge da tempo sa bene che la mia estrazione politico-culturale è liberal democratica, per cui potete facilmente immaginare a chi andrà il mio voto, anche se voterò (qualcuno una volta disse “turandosi il naso”)…
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Fra pochi giorni si voterà. E vincerà l’astensione. A ruota ci sarà la destra: in tutta Europa, seppur con proporzioni verosimilmente diverse. È solo auspicabile che la destra (questa pessima destra) non stravinca. La cosa, grave sempre, è particolarmente preoccupante nell’attuale momento storico in cui incombe, su tutto, la guerra. Si tratta, dunque, di elezioni importanti, anche se circondate da una tensione mai così ridotta.
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Il blocco politico che governa l’Europa, pur contando eletti di schieramenti diversi, è allineato con Usa e Nato. Chi contesta la linea è considerato ostile: solo gli elettori possono cambiare questo destino
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Si fa presto a dire pace. Da qui a portare in Europa un vero drappello di europarlamentari italiani pacifisti, il passo non è breve. Nonostante il fatto che buona parte della campagna elettorale si sia giocata su questo tema. Col sostegno militare all’Ucraina a fare da linea del Piave. Giuseppe Conte ha messo la parola …
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Elezioni Europee, voci dal Duomo di Milano: le guerre pesano sul voto 04 giugno 2024 Milano, 4 giu. - Una Europa più forte per affrontare le crisi internazionali, da Gaza all'Ucraina, e un sentimento diffuso, ma non unanime, della necessità di andare alle urne per migliorare le cose, nonostante un generale senso di sfiducia. A pochi giorni dal voto alle Europee, fra turisti e milanesi in pausa in piazza Duomo si ragiona così delle elezioni imminenti.
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Nell’attuale situazione di estrema emergenza ogni energia va fatta convergere sull’obiettivo di fermare i criminali guerrafondai che colla loro nefanda follia ci spingono ogni giorno di più nell’abisso. Occorre pervenire alla pace negoziata sia in Ucraina che in Palestina. Nel primo caso ripartendo dagli accordi del marzo 2022 sabotati a suo tempo irresponsabilmente da Boris Johnson e dalla Nato. Nel secondo caso occorre il ritiro immediato delle truppe israeliane e dei coloni da ogni territorio palestinese…
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“L’unica via maestra per l’Europa è la pace. La pace non è un’opzione tra le altre né la scelta opportunista di un pacifismo ipocrita dell’ultima ora. La pace è un processo totale,profondo e rivoluzionario che costituisce garanzia di diritti civili, sociali e politici ugualmente disponibili per tutti”. Inizia così l’appello, in vista delle elezioni europee, del Forum per la pace di Lucca. “La pace è l’unica scelta possibile: se vogliamo interrompere la corsa al riarmo, se vogliamo costruire una…
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Introduzione Dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 il conflitto in Medio Oriente si è riacceso e sotto i riflettori sono finiti anche i ripetuti raid di Israele sulla Striscia di Gaza, con la Corte penale internazionale che ha chiesto di emettere un mandato di arresto contro il premier Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per “crimini di guerra e crimini contro l'umanità”.
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Di Sinistra Classe Rivoluzione Alle elezioni europee del 8-9 giugno la nostra organizzazione non sosterrà nessuna lista e nessun candidato. Non esiste, come ora spiegheremo brevemente, alcun modo di usare queste elezioni per fare avanzare, sia pure di poco, le condizioni in cui la classe lavoratrice si trova ad affrontare le politiche imposte dal capitale e le loro pesanti conseguenze sulle nostre condizioni di vita e di lavoro.
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Ho già scritto quali caratteristiche dovrebbero avere i miei candidati ideali al Parlamento europeo, ma ho qualcosa da aggiungere. Approvo incondizionatamente il Green Deal (il Patto Verde) di Von der Leyen, che innesca la transizione ecologica, e il Next Generation EU, dedicato alle prossime generazioni europee. Ho apprezzato il Pnrr e la fiducia concessa all’Italia, con finanziamenti a fondo perduto e prestiti a condizioni molto più vantaggiose di quelle…
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Scrive un lettore. "Guardo l’’Europa, i suoi leader, anche in Italia, e mi chiedo in che mani siamo. Non ho sentito una voce di speranza. Capace di visione. Di futuro. Che ci dica, col sorriso, di stare tranquilli". La paura. Quella dei comizi di Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Unite a silenziare l’Europa della guerra. Che sta montando. I partiti in questa campagna elettorale che si avvia al termine hanno parlato.
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Partito Democratico • «Vogliamo costruire una difesa comune integrata per l’Europa, che garantisca sicurezza e libertà alle proprie cittadine e ai propri cittadini, fondata su un coordinamento strutturale delle politiche nazionali di difesa, atta a rispondere alle crisi presenti e future, nella cornice di una vera e propria politica estera e di sicurezza comune, in stretta cooperazione con alleati e partner».
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Tra mille sfumature, dubbi, contrasti - il tema tabù del difendersi guerreggiando veramente a sostegno dell’Ucraina, più da Mosca arrivano tremende minacce come quella del «fungo atomico» che vorrebbe scatenare il Cremlino e più la campagna italiana per il voto dell’8 e 9 giugno si tinge da tutte le parti di arcobaleno. Il pacifismo senza se e senza ma all’inizio del tragitto verso le Europee era appaltato soprattutto a certa sinistra cieca e ideologica, a minoranze demagogiche come quelle della lista…
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«O la va’ o la spacca… Se perdo il referendum, chi se ne importa?» A noi importa, signora, detta Giorgia, importa come la nostra vita. Noi scegliamo la pace senza della quale “tutto è perduto!” e la Costituzione, la nostra casa, la casa dei nostri padri e madri. Guerra e Pace di Lev Tolstoj è un’opera del XIX secolo, in cui si tratteggia la storia di due famiglie sullo sfondo della grande storia e la campagna di Napoleone in Russia: sappiamo come andò a finire.
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Perché non si parla del futuro dell’Europa nelle elezioni europee? D’accordo. Jens Stoltenberg è stato imprudente e forse anche un poco scorretto visto che certe affermazioni (“è ora di togliere il divieto all’Ucraina di usare le armi all’interno dei confini russi”) non si fanno a cuor leggero senza una preventiva consultazione. Soprattutto a pochi giorni dal voto per il Parlamento europeo, quando i partiti temono persino la loro ombra, soprattutto in Italia (basti ricordare il trattamento…
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