Con l’invecchiamento della popolazione globale, il morbo di Alzheimer è diventato una delle forme di demenza più diffuse. Le diagnosi tradizionali, spesso basate su test cognitivi, risonanze magnetiche o punture lombari, possono essere costose e invasive. Ora uno studio spagnolo propone un’alternativa più semplice: un esame del sangue rapido ed economico capace di migliorare sensibilmente l’accuratezza diagnostica.
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Secondo un nuovo studio, gli esami del sangue che rilevano una proteina coinvolta nella malattia di Alzheimer potrebbero aiutare a prevedere l'età in cui la malattia potrebbe colpire le persone molto prima che sviluppino i sintomi. Tuttavia, permangono dubbi sull'accuratezza e l'incertezza di questi test e gli esperti avvertono che le analisi non sono ancora pronte per essere utilizzate su larga scala.
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Con un esame del sangue si può prevedere quando una persona rischia di manifestare i primi sintomi di Alzheimer. Lo suggerisce uno studio condotto dai ricercatori della Washington University (WashU) School of Medicine di St. Louis, pubblicato su 'Nature Medicine'. Gli scienziati hanno dimostrato che i loro 'modelli-orologio' sono in grado di predire la comparsa dei disturbi tipici della malattia neurodegenerativa con un margine di errore di 3-4 anni.
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Un'incredibile scoperta che portà essere di grande aiuto per il futuro. Secondo un recente studio, nel sangue sarebbe presente un timer molecolare in grado di indicare con decenni di anticipo quando potrà manifestarsi la malattia di Alzheimer, con uno scarto al massimo di 3-4 anni: si tratta della proteina tau. Scopriamo cos'è. La proteina tau e la sua alterazione La tau è una proteina normalmente presente nel nostro cervello.
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Lo studio denominato Bio-Hermes-002 è una sperimentazione internazionale in corso che punta a verificare se un test basato su una puntura al dito e sulla misurazione di specifiche proteine nel sangue possa aiutare a diagnosticare la malattia di Alzheimer o identificarne il rischio in persone over 60. La ricerca è promossa dall’ente benefico per la ricerca medica LifeArc insieme alla Global Alzheimer’s Platform Foundation, con il supporto dell’UK Dementia Research Institute.
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