Milano si mette in coda e si inginocchia prostrante davanti a lui, anche ora che è morto. È un oceano vestito in nero Armani, una folla osannante che si accalca silenziosa, un requiem mondiale che esonda poi sui social ma ha epicentro nella capitale della moda, lì dove il genio del blazer ha dato tutto se stesso ed è stato applaudito, incoronato. Però non illudetevi: Giorgio, almeno nell’anima, è già altrove e pochissimi in queste ore dimostrano di averlo capito davvero.
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Armani, il maxi cartellone pubblicitario in memoria dello stilista a Milano 6 settembre 2025 "Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia". Queste le parole di Giorgio Armani, scomparso giovedì a 91 anni, apparse su un maxi cartellone pubblicitario in centro a Milano, in via Broletto, nel giorno in cui è stata aperta la camera ardente del grande stilista.
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Sobrietà, stile, eleganza. Tre aggettivi cari a Giorgio Armani nel mondo della moda e della vita, che ben si prestano a raccontare anche il saluto dei tanti milanesi e non che si sono ritrovati in via Bergognone, luogo simbolo dell'impero dello stilista, per porgergli un ultimo pensiero. Immancabili gli amici di una vita, tra i quali Donatella Versace, ma anche i dipendenti, sempre tenuti in considerazione dallo stilista.
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Milano, 6 set. Giorgio Armani "faceva parte della nostra vita", "non sbagliava mai, se diceva va bene era così perché aveva un occhio perfetto per tutto". Lo ha detto Massimiliano Fuksas, arrivato assieme alla moglie Doriana, alla camera ardente dello stilista a Milano."Ci lascia una grande umiltà - ha aggiunto il celebre architetto - era di una gentilezza incredibile, mai arrogante in un Paese come il nostro".
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La camera ardente ha aperto stamani alle 9 ma la coda di persone in attesa di dare l’ultimo saluto a Giorgio Armani nel suo teatro non accenna a diminuire. In mattinata oltre all’attuale sindaco Beppe Sala sono arrivati gli ex Letizia Moratti e Gabriele Albertini, il prefetto Claudio Sgaraglia e gli assessori Tommaso Sacchi e Alessia Cappello. E poi il presidente attuale di Camera Moda Carlo Capasa e l’ex Mario…
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La camera ardente nel teatro di via Bergognone a Milano ha aperto stamani alle 9, ma le persone sono arrivate anche prima per l'ultimo saluto ad Armani. La camera ardente sarà aperta anche nella giornata di domani. I funerali in forma privata, invece, sono in programma il prossimo lunedì.
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È tutto men che casuale la scelta di allestire la camera ardente per Giorgio Armani in via Bergognone, lontano dal quadrilatero del lusso, a ridosso del quale peraltro abitava e dove si trova la sede storica dell’azienda. Ma in via Bergognone ci sono altri uffici, spazi, showroom e soprattutto in quella zona della città, diventata negli anni un polo della moda e del design alternativo al centro storico, si trovano l’Armani/Silos e l’Armani/Teatro
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Dalla moda al cinema, dalle attrici alle principesse, dai red carpet alle premiazioni, tutti volevano vestire Giorgio Armani. Indiscusso re del Made in Italy ma apprezzatissimo anche in tutto il resto mondo, lo stilista di origini piacentine ha regalato nel corso dei suoi cinquant'anni di carriera un'innumerevole quantità di momenti memorabili, fatti di look, vestiti e accessori che hanno contribuito a segnare per sempre la storia della moda e del costume.
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Giorgio Armani ha vestito il calcio moderno e lo veste ancora. No, non un una squadra o una nazionale, ma l’idea. Lo stilista ha conquistato il mondo con la giacca destrutturata, che liberava il corpo dalle spalline rigide e lo avvolgeva con tessuti morbidi, a metà degli anni Settanta, proprio mentre l’Olanda di Cruijff destrutturava il calcio e toglieva gli spilloni dei ruoli fissi, liberando le funzioni a tutto campo.
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Giorgio Armani ha mostrato al mondo che l’Italia può essere grande senza rinunciare alla sua identità. È stato tradizione, eleganza, raffinatezza e sobrietà, lanciate oltre confine e diventate icona. Diceva che «lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire no. È gusto e cultura». Ci ha insegnato che lo stile non è forma ma sostanza: è la forza di restare fedeli a ciò in cui si crede, anche quando è più difficile farlo.
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Un gesto d’affetto. Un modo per ricordare quell’incontro avvenuto nel 1966, che segnò per sempre vita e carriera. Con queste parole, semplici e potenti, Giorgio Armani ha annunciato, poco prima di morire, l’acquisto de La Capannina di Forte dei Marmi. Un ritorno alle origini, lo ha definito, perché lì, negli anni Sessanta, conobbe il suo amico e socio Sergio Galeotti. «Ma in realtà il primo incontro fu nella spiaggia difronte a La Capannina, poi proseguirono a frequentarsi…
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È una lunga coda silenziosa quella che si è formata già dal primo mattino in via Bergognone, a Milano, dove all’interno dell’Armani Teatro è stata allestita la camera ardente di Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre scorso all’età di 91 anni. articlepreview id="729000"…
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