Termini nuovi e per lo più sconosciuti. L'attacco di Hamas nei confronti di Israele ha scatenato un conflitto che dura da anni. Molte parole, tuttavia, erano per lo più sconosciute. Si è sentito parlare di kibbutz, Hezbollah, Gaza. Ma non sempre è chiaro il significato. Per questo è bene conoscerne il significato, cosa da comprendere meglio le diverse realtà che ci sono in questa che ormai è una nuova guerra.
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Almeno un centinaio gli israeliani e gli stranieri trascinati a Gaza dagli uomini di Hamas. Incerto il loro destino. Racconti strazianti da parte dei familiari PUBBLICITÀ Quale destino per gli ostaggi? Un centinaio di famiglie è in angoscia per il destino dei loro cari, rapiti da Hamas, sul territorio di Israele, lo scorso sabato 7 ottobre, e ora in ostaggio a Gaza. La minaccia di Hamas è di uccidere un ostaggio per ogni attacco israeliano sui civili.
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Ieri oltre 150 persone sono state catturate e sono state ripartite tra Hamas, Al Aqsa (Fatah) e Jihad. Israele vuole salvarle ma l’intensità dei raid su Gaza dimostra che mette in conto possano essere coinvolte
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ROMA La notte è ancora più buia nell'incertezza totale. Crudele il silenzio, la mancanza di informazioni, la drammatica ricerca dei figli spariti nel nulla. Tutto tace, nessuna pista a cui aggrapparsi, nonostante le foto diffuse sui social e ovunque, di quei ragazzi israeliani sorridenti e spensierati che partecipavano al rave dell'orrore. Non solo loro, ognuno ormai cerca disperatamente uno o più familiari in Israele
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Una nuova, vecchia, guerra è già presente. L’incubo di un altro conflitto, quando ancora cadono le bombe in Ucraina, è diventato una triste realtà. Sabato lo Stato di Israele è stato attaccato da Hamas. Un’invasione da cielo e terra, una pioggia di razzi che ha messo a ferro e fuoco un già martoriato territorio, di qua e di là dalla Striscia. Il riaccendersi di un conflitto che va avanti da decenni in cui, come su ogni campo di battaglia, non ci sono vincitori né vinti, ma solo…
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Il mondo trema per la sorte degli ostaggi nelle mani di Hamas e delle altre costole della jihad palestinese. L'annuncio delle esecuzioni dei prigionieri fatta lunedì dall'organizzazione terroristica viene presa maledettamente sul serio da tutti, anche dagli americani, «a causa della barbarie di cui Hamas ha già dimostrato di essere capace», ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby
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Durante l'attacco lanciato da Hamas il 7 ottobre, sono stati catturati centinaia di ostaggi. Contrariamente a quanto avvenuto in passato, tra di loro non ci sono solo soldati ma anche molti civili. Non si conoscono ancora i numeri esatti, ma si parla di circa 150 persone rapite. Secondo le autorità israeliane, si tratta di una "cifra senza precedenti".
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Autore Etienne Dignat Cover Soldati israeliani prendono posizione vicino alla frontiera tra Gaza e Israele, nel Sud del Paese, lunedì 9 ottobre 2023. AP Photo/Oren Ziv, File Data 10 Ottobre 2023 save saved Download pdf Condividi Iscriviti per scaricare la versione pdf di questo articolo 1 – Un rapimento epocale: parametri di confronto Secondo le ultime stime, quasi 150 persone sono state sequestrate da Hamas e portate a Gaza.
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Riconoscere nell’altro te stesso è una conquista morale. Ma è anche un prodotto culturale. Cioè, un apparato di credenze condivise. Per Hamas, non vale la regola intrinseca alla guerra: cioè che la guerra la combattono i soldati. Per Hamas, la guerra si fa ai civili usando i civili come arma. La regola del terrorismo. Arma per terrorizzare, se i civili sono ebrei, andando a razziarli casa per casa, straziandoli davanti ai loro bambini.
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“Dov'è l'esercito?”. Domanda che si sono chiesti molti cittadini israeliani durante l'attacco di Hamas. La risposta è la stessa di 75 anni fa: la vostra difesa, e sicurezza, siete voi stessi. Prima linea del fronte di guerra. Dove l'alternativa è combattere o scappare. La mattina del 7 ottobre 2023 prime ad essere investite dall'orda terroristica sono state le comunità che risiedono lungo il confine, a pochi metri dalla barriera che separa la Striscia di Gaza da Israele
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Decine di cittadini e soldati israeliani nelle mani di Hamas. Secondo il miliziano Moussa Abu Marzuk, sarebbero almeno 100 i prigionieri, compresi ufficiali di alto rango dell’esercito. Come se non bastasse, la Jihad islamica ha fatto sapere di tenere prigionieri 30 israeliani. Il totale in base a queste informazioni è per ora di 130. Tra le persone sequestrate, anche diversi cittadini tedeschi, americani e due italiani con doppio passaporto.
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Mai più Masada cadrà. Le reclute dell'esercito vanno sulle rovine dell'antica fortezza che guarda al Mar Morto e lì giurano: «Metzadà shenìt lo tippòl». Mai più Masada cadrà. Israele si trova davanti a una scelta difficile, di quelle dove non c'è redenzione. Ti fai male e basta. È il dilemma degli ostaggi. Non si conosce con precisione il numero, sicuramente più di cento e sono più che abbastanza. Sono la razzia dopo l'attentato di Hamas
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La situazione mi è familiare, ho già provato una cosa simile: uomini donne bambini trascinati via, incappucciati, picchiati, umiliati, rinchiusi in fetidi buchi. Gli ostaggi, i sequestrati. Ho già vissuto nel passato quello che sta accadendo nel presente, in Israele, a Gaza. Gli psicologi credo lo definiscano «il ricordo del presente». Mai però mi è accaduto con tanta forza, con questa intensa impressione di realtà.
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LEGGI – Israele promette “assedio totale”. Hamas: “Giustiziamo gli ostaggi” “Ero in kibbutz”, racconta la giovane donna. “Ed è iniziato l’inferno. Allarmi, spari, urla. Con il mio vicino di casa, Haim, ci siamo chiusi in un armadio all’interno della stanza sicura. Ero terrorizzata. E l’incubo si è avverato. Mi sono entrati in casa degli uomini …
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Hamas afferma di tenere in ostaggio più di cento persone. L'esercito israeliano conferma ma i dati sono ancora incerti. Intanto le famiglie delle vittime sono disperati: "È una questione di umanità" PUBBLICITÀ Hamas e il gruppo Jihad islamica dichiarano di tenere in ostaggio oltre 130 persone in seguito all'assalto armato contro Israele. Tra queste, cinque parenti stretti di Abbey Onn: tre bambini, il padre e la nonna.
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Le immagini dei rapimenti sono le più drammatiche testimonianze degli orrori avvenuti sabato nel sud di Israele. Ragazze prese in ostaggio davanti ai propri familiari, mamme con i propri bambini caricate a forza dentro camionette con attorno decine di miliziani di Hamas a lanciare insulti e sputi. Poi le macabre umiliazioni delle persone trascinate via da casa ed esposte alla gogna della folla tra le vie di Gaza
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Di Guido Olimpio Molti ritengono che il governo abbia messo in conto una battaglia feroce, ma la presenza di ostaggi israeliani potrebbe rappresentare un ostacolo Molte sfide attendono in Israele nelle prossime ore e giorni. Tutte complicate. IL CONTROLLO Le forze di sicurezza devono riprendere il controllo nel sud. Dopo 24 ore alcuni siti erano ancora a rischio e c’è l’allarme – specifico - su cellule “lasciate dietro” per azioni ritardate.
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Il portavoce di Hamas, Khaled Qadomi, li chiama «prigionieri di guerra, non ostaggi». Ma le immagini di cui è pieno il web documentano l'orrore che l'ala militare del gruppo palestinese della Striscia ha perpetrato in tutti i villaggi e kibbutz che si sono trovati nel raggio della loro irruzione colma d'odio. Guerra Israele, 007 spiazzati e difese…
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