Nel tetro scenario di rincari e nuove povertà, disegnato a più voci negli ultimi mesi, arriva un controcanto che racconta una storia economica diversa. Una storia di ripresa dei consumi e rinnovata fiducia degli investitori che cade agli esordi di un 2026 che si annuncia campale per tante ragioni, a cominciare dall’esaurirsi del Pnrr. È il rapporto «Congiuntura» dell’Ufficio Studi di Confcommercio, divulgato ieri e subito capace di scatenare un…
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Milano – Il quadro congiunturale di inizio 2026 offre segnali incoraggianti per l’economia italiana, secondo un’indagine Confcommercio. L’Ufficio studi descrive una fase in cui l’aumento dei prezzi, depurato dagli elementi temporanei, “ha cessato di rappresentare un freno strutturale” per famiglie e imprese: la stima tendenziale di gennaio si colloca allo 0,7%, in calo rispetto all’1,2% di dicembre.
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Oggi nel calendario macroeconomico L’attenzione dei mercati sarà concentrata sulle pubblicazioni degli indici PMI delle principali economie europee, tra cui Germania e Francia, oltre che dell’intera area euro. Gli investitori seguiranno inoltre l’intervento della Presidente della BCE, Christine Lagarde. Nel corso della giornata sono attesi anche i dati preliminari PMI dagli Stati Uniti. Da segnalare infine che è ancora in corso il World Economic Forum di Davos, che continua…
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Il Centro Studi di Confcommercio prevede una crescita del PIL italiano tra lo 0,9% e l'1% per il 2026. La previsione supera le stime del governo, dell'Unione Europea e della Banca Centrale Europea, segnalando una ripresa economica più robusta del previsto. I fattori trainanti includono l'inflazione sconfitta, il recupero dei consumi e l'aumento costante del potere d'acquisto delle famiglie. L'inflazione in Italia è prevista allo 0,7% a gennaio 2026 e dovrebbe attestarsi all'1,2% entro fine…
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Nel 2026 il Pil italiano crescerà dello 0,9%, ma potrebbe anche arrivare a +1%, meglio delle stime dello stesso governo, di Ue e Bce. È la previsione della Congiuntura del Centro studi di Confcommercio da cui emerge un quadro positivo dell'economia italiana, principalmente dovuto all'azione dell'esecutivo negli ultimi tre anni. Al centro dell'analisi tre elementi: la sconfitta dell'inflazione, la ripresa dei consumi e la crescita del potere d'acquisto delle famiglie.
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ROMA (ITALPRESS) – Ci sono segnali concreti di miglioramento dell’economia italiana, sostenuti dal rientro dell’inflazione, dal recupero del potere d’acquisto e da una ripresa dei consumi più diffusa rispetto ai mesi precedenti. E’ quanto emerge dalla congiuntura elaborata dell’Ufficio Studi Confcommercio presentata questa mattina: stando ai dati grezzi, il 2025 chiude con +0,6% mentre il Pil per il 2026 andrebbe verso un +0,9%.
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Economia in ripresa e pil in crescita dello 0,9% nel 2026. Dall’ultima congiuntura dell’Ufficio studi di Confcommercio emerge un quadro in miglioramento. In particolare, il rientro dell’inflazione, il recupero del potere d’acquisto e la crescita dei consumi rappresentano segnali concreti di una svolta. Ma il cambiamento più rilevante, ha spiegato il direttore dell’Ufficio studi, Mariano Bella, riguarda il clima di fiducia: «A partire da ottobre-novembre si registra una riduzione…
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Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, l’economia italiana mostra segnali concreti di miglioramento. A favorire la ripresa contribuiscono il ritorno dell’inflazione su livelli più bassi, il recupero del potere d’acquisto e una crescita più diffusa dei consumi rispetto ai mesi precedenti. Le previsioni per il 2026 sono quindi moderatamente positive: il Pil dovrebbe crescere dello 0,9%, dopo il +0,6% registrato nel 2025.
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L’economia italiana apre il 2026 con segnali incoraggianti. Secondo l’ultimo rapporto congiunturale dell’Ufficio Studi di Confcommercio, il Prodotto Interno Lordo è stimato in crescita dello 0,9% per l'anno in corso. A trainare la ripresa è il risveglio della domanda interna, che ha mostrato un'accelerazione significativa nell'ultimo trimestre, culminando con un ottimo +1% registrato a dicembre. I consumi trascinano la crescita Il cambio di passo è evidente nelle abitudini di spesa degli…
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