"Per molte pazienti con tumore ovarico resistente al platino si può parlare oggi di una vera e propria luce dopo il buio, perché negli ultimi anni sono arrivate nuove opzioni terapeutiche che stanno cambiando le prospettive di cura". Lo ha spiegato Domenica Lorusso, responsabile del Centro di Ginecologia oncologica di Humanitas San Pio X e professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, intervenendo all'incontro scientifico…
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"L'avvento dei nuovi farmaci chiamati anticorpi farmaco-coniugati rappresenta un modo più preciso di portare il chemioterapico direttamente sulla cellula tumorale attraverso un anticorpo che riconosce il tumore. Questo segna una svolta importante nel paradigma terapeutico del carcinoma ovarico ed è un grande passo in avanti nelle possibilità di cura. Ci aspettiamo un impatto molto positivo per queste pazienti".
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'FOlight è un momento di confronto tra specialisti e ricercatori per fare il punto sulle novità nella cura del tumore ovarico'. Lo ha detto Sandro Pignata, direttore Uoc Uro-ginecologia Int-Irccs Fondazione Pascale di Napoli all'evento scientifico in corso a Sorrento, che
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"FOLight è prima di tutto un momento di confronto tra specialisti che si occupano di tumore ovarico e che provengono da diverse realtà cliniche e di ricerca. Il nostro obiettivo è discutere e approfondire le opportunità terapeutiche oggi disponibili per il trattamento dei tumori dell'ovaio, una patologia complessa e difficile da gestire". Così Sandro Pignata, direttore dell'Oncologia ginecologica dell'Int-Irccs Fondazione Pascale di Napoli, spiega il significato…
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Il tumore ovarico ogni anno in Italia fa registrare più di 5.400 nuovi casi. Otto donne su 10, al momento della diagnosi, presentano una malattia già in fase avanzata e vengono generalmente sottoposte a un intervento chirurgico seguito da una chemioterapia a base di platino. La sopravvivenza globale a 5 anni delle pazienti con tumori epiteliali maligni dell'ovaio si aggira intorno al 43%. I tassi di mortalità risultano però in diminuzione, nell'ultimo decennio, anche grazie…
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Il tumore ovarico continua a essere uno dei tumori ginecologici più complessi da affrontare. In Italia ogni anno vengono diagnosticati oltre 5.400 nuovi casi e più di 52mila donne convivono con questa malattia. Il problema principale è la diagnosi tardiva: circa otto pazienti su dieci scoprono il tumore quando la malattia è già in fase avanzata. Questo accade perché il carcinoma ovarico si sviluppa spesso senza sintomi specifici e non esistono programmi di screening consolidati.
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Tumore ovarico, 5.400 nuovi casi l’anno: diagnosi tardiva per 8 su 10 In Italia 52mila donne convivono con la malattia. Esperti: rendere accessibili le nuove terapie Il tumore ovarico continua a rappresentare una delle neoplasie ginecologiche più insidiose. In Italia si registrano oltre 5.400 nuovi casi ogni anno e sono circa 52mila le donne che convivono con una diagnosi di carcinoma dell’ovaio. Il problema principale resta la diagnosi tardiva.
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In Italia 52mila donne vivono con una diagnosi di carcinoma dell'ovaio. Otto su dieci, al momento della diagnosi, presentano una malattia già in fase avanzata e vengono sottoposte a un intervento chirurgico, seguito da una chemioterapia. La sopravvivenza a 5 anni si aggira intorno al 43%. Ma sono in arrivo nuove possibilità di trattamento anche grazie a anticorpi farmaco-coniugati. A fare il punto l'evento scientifico FOLight: Discovering new frontiers in Ovarian Cancer, in corso a Sorrento…
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Il tumore ovarico ogni anno in Italia fa registrare più di 5.400 nuovi casi. Otto donne su dieci, al momento della diagnosi, presentano una malattia già in fase avanzata e vengono generalmente sottoposte a un intervento chirurgico, seguito da una chemioterapia a base di platino. La sopravvivenza globale a 5 anni delle pazienti con tumori epiteliali maligni dell’ovaio si aggira intorno al 43%1. I tassi di mortalità risultano però in diminuzione, nell’ultimo decennio, anche grazie…
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