Lo shock energetico innescato dalla guerra in Medio Oriente e dalla fiammata dei prezzi del petrolio porta i colossi degli investimenti globali a rivedere le strategie di portafoglio. Secondo Tiffany Wilding, economista, e Andrew Balls, global cio fixed income di Pimco, nella revisione del Cyclical Outlook della società di gestione il pericolo principale oggi è quello di una stagflazione. «Il conflitto in Medio Oriente rappresenta un importante shock…
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MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente ha aumentato significativamente l'incertezza sui mercati finanziari, mentre l'ultimo sondaggio della Bank of America evidenzia un peggioramento del sentiment tra gli operatori. In questo contesto, "Fed e Bce hanno scelto l'inazione più per l'incertezza sul prossimo futuro che per un convincimento fondato sulle condizioni del ciclo economico", commenta Carlo Benetti, Market Specialist di Gam.
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L'attuale conflitto in Iran ha ampliato la gamma di scenari macroeconomici possibili e introdotto ulteriori rischi estremi. Tra coloro che stanno seguendo con attenzione gli sviluppi della situazione in Medio Oriente figura Rebekah McMillan, Associate Portfolio Manager team Multi-Asset di Neuberger Berman., UN CONFLITTO CHE DURA POCHE SETTIMANE PIUTTOSTO CHE MESI“Il nostro scenario di base prevede che il conflitto duri poche settimane piuttosto che mesi, poiché la maggior parte delle…
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MILANO (MF-NW)--Eoin Walsh, gestore di portafogli di TwentyFour Asset Management (boutique di Vontobel), segnala che con la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran che non accenna a finire e le tensioni che si sono nuovamente intensificate nel fine settimana, gli investitori si preparano ad affrontare un aumento della volatilità. I timori di inflazione sono cresciuti in modo significativo, come si evince chiaramente dai mercati dei titoli di Stato, dove l'aumento dei rendimenti…
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La guerra e il rischio legato allo Stretto di Hormuz potrebbero spingere al rialzo le materie prime, con effetti sui mercati globali, anche se l’esposizione diretta resta limitata. Un conflitto prolungato potrebbe aumentare l’inflazione e ridurre la stabilità anche nei mercati obbligazionari. Il conflitto in Medio Oriente ha riacceso le preoccupazioni sulle piazze finanziarie globali. Gli addetti ai lavori ritengono che nella fase in cui stiamo vivendo – fortemente segnata da tensioni…
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Per questi motivi è probabile che il prezzo del greggio, che lunedì scorso è sceso attorno ai 100 dollari il barile, resterà attorno a questi livelli per un certo periodo. Altrettanto vale per il gas. Così come per i prezzi dei fertilizzanti e dell’elio (che viene usato nella produzione dei chips), di cui i Paesi del Golfo Persico sono grandi produttori. Bisogna ricordare ad esempio che i prezzi del greggio non si sono inerpicati ulteriormente nelle scorse settimane grazie ai maneggi finanziari del Tesoro americano che ha…
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Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui. Nell"ultima edizione della sua analisi settimanale sui mercati, l"analista di eToro Gabriel Debach scrive una frase molto significativa. «Non siamo più di fronte a una semplice questione di direzione dei prezzi: siamo entrati in una fase di deterioramento strutturale dove la volatilità non è più un rumore di fondo, ma il…
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Anticipare choc improvvisi, come la terza guerra del Golfo, è molto difficile. Altrettanto complesso è aggiustare il portafoglio in itinere, mentre missili e bombardamenti imperversano, senza visibilità su durata e perimetro delle ostilità. Sarà un conflitto breve, con effetti transitori, che il mercato potrà riassorbire velocemente? O una crisi profonda, destinata a influenzare in modo determinante la traiettoria dei prezzi…
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Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le incertezze macroeconomiche globali stanno tornando al centro dell’attenzione degli investitori, ma per ora non stanno determinando cambiamenti immediati nell’asset allocation. Lo spiega Alex Rohner, fixed income strategist di J. Safra Sarasin sottolineando che l’approccio adottato resta basato su scenari probabilistici: allo scenario peggiore viene attribuita una probabilità del 35% e prevede una prolungata chiusura dello Stretto…
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