L’offensiva dei ribelli jihadisti in Siria ha raggiunto il suo obiettivo. L’8 dicembre il regime di Bashar al-Assad è caduto, dopo 24 anni. L’ormai ex presidente si è dato alla fuga, colto alla sprovvista: nessuno si aspettava che l’insurrezione, lanciata il 27 novembre, riuscisse a essere portata a termine in così poco tempo. Adesso si trova a Mosca, dove gli è stato concesso asilo, mentre la capitale Damasco è in mano ai miliziani di stampo islamico - le forze…
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Siria, Bashir nuovo capo governo transizione. Ecco come vivono i cristiani In Siria sarà Bashir il capo del governo di transizione. Da anni amministra i territori controllati dalle milizie rivoluzionarie. Servizio di Cristiana Caricato Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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Le truppe di Israele dirette verso Damasco, ma l'Idf smentisce: "Sono notizie false" Sarà Muhammad al-Bashir il premier che avrà il compito di transitare la Siria verso un nuovo corso, dopo la caduta del regime di Bashar Assad per mano dei ribelli. A lui sarà affidata la formazione di un nuovo ‘governo di salvezza siriano’ che ha promesso già incisivi cambiamenti. Nel frattempo, in Europa numerosi paesi hanno deciso di sospendere temporaneamente l’esame delle richieste di asilo presentate dai…
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Mohammed al Bashir, scelto dal capo dei ribelli jihadisti, come primo ministro di transizione in Siria, è un ingegnere laureato in Sharia, la dura legge del Corano. Non sarà facile pacificare il Paese, puzzle di etnie, confessioni, gruppi armati ed evitare una balcanizzazione o spaccatura alla libica. Mohamed al Jallali, il premier del regime di Assad rimasto a Damasco per il passaggio dei poteri, è stato subito messo da parte.
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– Un futuro tutto da scrivere, in un Paese, come la Siria, dove comporre un equilibrio fra le diverse anime non sarà facile. Lorenzo Trombetta, corrispondente dal Medio Oriente per Ansa e analista di Limes, spiega perché questa transizione sarà lunga e non priva di criticità. Trombetta, Assad è caduto ed è a Mosca. Cosa succederà adesso? “Gli equilibri, per adesso, sono una vittoria del fronte occidentale, rappresentato dalla Turchia e, indirettamente anche da…
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Con abbondante esercizio di cinismo, nel mondo intero ci si domanda se il cambio di regime in Siria, dal dittatore macellaio ai combattenti islamisti, convenga oppure no. Se convenga ai siriani, ma non soltanto e non tanto: soprattutto se convenga a ciascuna potenza grande, media o piccola in base alla posizione occupata o al ruolo ricoperto in Medio Oriente. Tutti concordi che non conviene a Vladimir Putin e all’Iran, all’Arabia Saudita con precisione non si sa, e neppure a Israele, e di conseguenza non si sa se convenga agli Usa e tantomeno all’Ue, che non sa darsi una…
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Masnaa (Confine Libano-Siria) – Il vincitore ha deposto il nome ma non le armi. Il leader dei ribelli siriani che in meno di due settimane ha accartocciato un regime cinquantennale non vuole più essere Abu Mohammed al Jolani, come scelse di chiamarsi in onore del nonno nato sulle alture del Golan quando anni fa si affiliò ad al Qaeda. “Ora sono solo Ahmed al Shara”, dice, convinto che il suo nome…
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Il primo giorno di governo effettivo di Muhammad al-Jolani, il leader dei ribelli Hts che hanno rovesciato la tirannia di Bashar Assad, si apre con l’amnistia per i militari nell’esercito di Assad. Una decisione per nulla scontata in un Medio Oriente in cui nessuno fa prigionieri, in linea col pragmatismo inclusivo che è oggi la cifra ufficiale del nuovo padrone della Siria. I vincitori non imporrano il velo alle donne, né introdurranno alcuna limitazione alle libertà individuali.
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Sarà Muhammad al-Bashir il premier che avrà il compito di transitare la Siria verso un nuovo corso, dopo la caduta del regime di Bashar Assad per mano dei ribelli. Bashir è espressione di Hay'at Tahrir al-Sham (HTS), per cui governava la città di Idlib, passata a un governo di opposizione dal 2017, dopo la fine della guerra civile. Il suo nome è stato deciso dopo un incontro tra il leader della rivoluzione al-Jolani, che ora preferisce farsi chiamare con il suo nome di…
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Al Jolani leader dei ribelli, vero nome Ahmed al-Sharaa (foto dai social) Il cambiamento si fa strada, a Damasco. Ahmad Sharaa (Jolani), ha imposto alla Siria “liberata” un nuovo primo ministro, Muhammad Bashir, già a capo del cosiddetto governo di salvezza della regione nord-occidentale di Idlib, da cui è partita la fulminante offensiva del 27 novembre che si è conclusa con la presa di Damasco all’alba di domenica 9 dicembre 2024.
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Le prime dichiarazioni ufficiali dei nuovi padroni Siria sono una morbida carezza alla comunità internazionale, preoccupata che il paese arabo possa improvvisamente scivolare dal dispotismo laico di Assad a una tirannia islamista che calpesti i diritti delle donne e le libertà politiche e religiose. Scene già viste altrove e che in molti temono di rivedere a Damasco. Alle parole rassicuranti di Muhammad al-Julani leader di Hayat Tahir al-sham (Hts) che da tempo afferma di aver…
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La Siria ai ribelli, Assad in fuga dopo la conquista di Damasco: le notizie in diretta oggi 9 dicembre. Siria, chi comanda ora? Potere e territori spartiti tra fazioni: si apre l’era di uno stato-mosaico
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