Nel 2019 un programma tv, Berlin Direkt, sottopose un indovinello a vari parlamentari di Alternative für Deutschland: dovevano distinguere frasi del Mein Kampf e frasi di Björn Höcke, oggi mattatore della politica nazionale. Nessuno ci riuscì. Höcke protestò che «non c’è un linguaggio nazista»: nessuno, disse, mi rimprovera di usare la lingua dell’Illuminismo o del Romanticismo. Il tedesco è tedesco.
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Un altro Paese, un’altra Germania emergono dall’uragano delle elezioni regionali in due Land dell’Est, Turingia e Sassonia. A Erfurt e Dresda una maggioranza della popolazione affida le sue delusioni e frustrazioni a due partiti populisti, l’ultradestra nazionalista e xenofoba di AfD e l’ibrido neo-peronista di BSW, la creatura politica di Sahra Wagenknecht, che combina pacifismo filorusso, statalismo economico e dure politiche anti-migrazione.
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