Il caso del Ministro della Cultura costretto a dimettersi per una scappatella. La femme torna fatale tra ipocrisia, doppia morale e la realpolitik di Giorgia Meloni Franco Fiorito Ulisse della Politica “Nobili romani! Amici, concittadini romani! Prestatemi orecchio. Sono venuto a lodare Sangiuliano, non a seppellirlo. Il male che un uomo fa, gli sopravvive, il bene, spesso, resta sepolto con le sue ossa.
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– Le dimissioni dell’ex ministro della Cultura non chiudono l’affaire Sangiuliano-Boccia, ma mettono il governo, a meno di clamorosi sviluppi giudiziari, al riparo da contraccolpi politici immediati. Il che non toglie, però, che da tutta la gestione del caso da parte di Giorgia Meloni si possa trarre qualche lezione utile per il futuro. È apparso chiaro che, nonostante l’evidenza della necessità di un passo indiet r o dell’ex ministro fin da subito, la premier abbia avuto un approccio oscillante in quella direzione, spinta soprattutto…
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Caro Duilio, Non mi piace accanirmi sulle persone in difficoltà. Questa storia non sarà stata soltanto dolorosa e ridicola ma anche utile, se chiuderà il biennio del conformismo. Perché il problema non è Sangiuliano, e non è neanche il governo Meloni; siamo noi italiani. Mai, negli ultimi cinquant’anni, ricordo un periodo di conformismo come quello che (forse) si chiude con questa vicenda. Craxi era l’uomo più potente d’Italia, ed era odiatissimo e osteggiatissimo.
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Lo “spettacolo integrato” – per dirla alla Debord – sulla vicenda del Ministro Sangiuliano – con la sua intervista in diretta su TG1 – è forse una delle pagine più basse sulla rappresentazione della politica italiana. Il “pianto politico” in tv, sdoganato dall’allora Ministra Fornero mentre chiedeva sacrifici alla popolazione per le sue politiche neoliberiste sulle pensioni, ha un ruolo ben preciso: umanizzare la classe politica, facendo passare l’idea…
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Cinquanta sfumature di nulla Non è solamente quella vicenda pseudo sentimentale da cortile (che ci ha appassionato tutti in quest’inutile estate piena di allarmi per siccità, eventi estremi, Caronti africani, ponti messinesi, eccetera) che si vuol far passare per la realtà. È la superficialità con cui tutto viene trattato, come se non fosse così grave, alla fine, chi non ha avuto una sbandata. Se poi il matrimonio ufficiale funziona o no non è importante, sebbene il ritratto della famiglia modello sia inevitabilmente infranto, giurami che non è così e…
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Sangiuliano si è dimesso, la Meloni prima lo ha difeso, poi ha delirato del complotto contro il governo. Ordito da chi? I protagonisti sono tutti postfascisti, forse non post, hanno fatto tutti da soli, il governo sapeva da settimane, ma ha finto di non sapere. Forse pensavano di “ammorbidire” la signora Boccia, ma non ci sono riusciti perché lei ha dimostrato di essere tosta, una vera “legionaria” per usare il loro frasario.
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L’estate, iniziata con l’evocazione di un complotto giudiziario ai danni di Arianna Meloni e con la di lei pubblica ammissione dell’avvenuta separazione coniugale dal ministro Francesco Lollobrigida, si è dunque conclusa col chiacchiericcio sull’amante (presunta) di Gennaro Sangiuliano, con la relativa, stereotipata, evocazione di “menti raffinatissime” a guidare i passi, e soprattutto i messaggi social, della spregiudicata Maria Rosaria Boccia e, infine, con le dimissioni “spintanee” del ministro.
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/09/2024 06:00:00 di Katia Regina Sì lo so, è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo! Tocca a me fare chiarezza, una volta per tutte, su questa vicenda del ministro Sangiuliano. Affronterò la questione senza entrare troppo nel merito, ché tanto i dettagli pruriginosi sono in continuo divenire, e rischierei di bucare le novità del giorno. Il mio contributo tornerà utile a tutti gli schieramenti politici, perché se esiste un campo largo che può mettere d'accordo tutti, è proprio quello dei tradimenti e divorzi.
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CERNOBBIO — Alle cinque della sera, mentre il ministro Gennaro Sangiuliano a Roma si dimette, al forum Ambrosetti sta per parlare Volodymyr Zelensky, in uno dei momenti più solenni delle sue 50 edizioni. Uscendo dalle due ore a porte chiuse con il leader ucraino molti ospiti non ne sanno ancora nulla. Anche per questo non è facile farli parlare di uno scandalo che ha risvolti privati, e che non è…
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Di Leonardo Botta I sociologi si stanno interrogando, nelle ultime ore, su un curioso fenomeno: il pianto di un ministro in diretta tv. Dopo quelle di Elsa Fornero durante la conferenza di presentazione della manovra lacrime (mo’ ci vuole) e sangue del governo Monti (correva l’anno 2011), l’altro giorno è toccato a Gennaro Sangiuliano, reggente il dicastero della cultura, irrorare il proprio viso nel salotto tutto sommato amico e accomodante del Tg1
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“Sulla questione Sangiuliano il direttore ha posto il veto ”. A parlare è Dalmazio Frau, storico collaboratore del quotidiano di area L’Opinione delle Libertà diretto da Andrea Mancia. Dal 2019 scrive articoli sull’arte per il foglio rifondato da Arturo Diaconale ma solo l’ultimo, dopo l’affaire Sangiuliano-Boccia, viene stoppato dall’alto e nulla può il caporedattore che pure si…
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Se muore il senso delle istituzioni, i ministri finiscono a fare gli speciali al Tg Sangiuliano al Tg1 Che un giorno saremmo arrivati a vedere un ministro usurpare il telegiornale del servizio pubblico per raccontarci le sue relazioni extraconiugali avremmo dovuto immaginarlo: non è passato molto da quando trascorrevamo le giornate a parlare del fidanzato del presidente del Consiglio, che ci ha addirittura voluto comunicare la fine della relazione sui suoi canali social…
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Un tempo ci si emozionava quando i politici annunciavano manovre economiche lacrime e sangue. Oggi quando i ministri lasciano cadere una lacrima sul viso in diretta TV. Cosa capiamo da quella lacrima? Molte cose. Per esempio, che non siamo tutti uguali. Infatti, quali sarebbero le conseguenze di un comune impiegato se si trovasse coinvolto in un’esposizione mediatica come quella del ministro piangente? Non è necessario fare sforzi di fantasia perché poco più di un anno fa il governo ha varato la riforma del codice…
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Di Alessio Andreoli Da cittadino rispettoso delle figure istituzionali ora mi sento sollevato, tranquillo e felice di pagare il canone TV. Il ministro Gennaro Sangiuliano ha chiarito tutto parlando, in una inedita intervista, a tutti gli italiani attraverso il canale della rete pubblica. Ha parlato anche a chi non guarda la Rai perché anche altre reti private hanno immediatamente e quasi in contemporanea ripreso l’intervista al ministro.
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Sorride Cristina Seymandi quando le si domanda che cosa ne pensi dello scandalo Sangiuliano. "Eh, cosa ne penso? Avendo anche io subito una gogna mediatica non indifferente, so che cosa vuol dire lavorare con uno stress di quel tipo addosso. Se Sangiuliano riesce a mantenere un equilibrio e dal momento che la premier Meloni lo ha scelto (per ricoprire il ruolo di Ministro ndr) resti. Ma dipende da lui".
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