Di Mauro Evangelisti Sono da poco passate le 10.15 quando una delle autobotti entra nel deposito Eni di Calenzano per caricare del carburante. Improvvisa c' è l'esplosione che appare direttamente collegata all'arrivo del mezzo. In questo video delle telecamere di sorveglianza si vedono le prime fase drammatiche dell'incidente nell'impianto in provincia di Firenze che ha causato 2 vittime, 3 dispersi e 27 feriti.
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Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale, quali sono i rischi per la salute dell'esplosione a Calenzano?«Una volta che l’incendio è stato spento, i pericoli sono legati alla ricaduta dei fumi a terra ed è fondamentale monitorare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti come furani e diossine, che persistono a lungo nell’ambiente. Pensiamo alla Terra dei Fuochi dove, a distanza di decenni, le…
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Ha sentito l’esplosione dal suo ufficio che dista appena 7 chilometri e in pochi minuti il procuratore di Prato Luca Tescaroli si è precipitato al deposito dell’Eni di Calenzano (Firenze) dove è avvenuta la tragedia, vicino al grande e sempre affollato centro commerciale «I Gigli». Lo stabilimento è finito sotto sequestro e per ora è stato aperto un fascicolo in cui si ipotizza l’omicidio colposo plurimo (ma potrebbero essere…
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Ricerche riprese all'alba CATANIA – Originario di Catania ma residente a Prato. Carmelo Corso 57 anni è uno dei tre dispersi che si cercano da ieri. È rimasto coinvolto nella terribile esplosione che a Calenzano ha fatto finora due vittime accertate. Ma, come detto, ci sono anche sono tre dispersi: tra cui il 57enne originario di Catania. L’unica vittima finora identificata è Vincenzo Martinelli, napoletano di 51 anni che viveva a Prato, autista di autocisterna.
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Di Stefano Brogioni CALENZANO (Firenze) Un boato e il cielo che diventa nero sopra le sirene delle ambulanze, tra le pale dell’elicottero del 118. "Abbiamo sentito un’esplosione, tutti i vetri dell’azienda sono andati in frantumi, alcune porte sono state danneggiate e le scaffalature sono cadute per terra. Siamo usciti fuori terrorizzati per proteggerci e capire che cosa era successo. Qualcuno ha pensato che avessero gettato una bomba".
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"Ero sceso dall’autobotte ed ero sotto la pensilina. Mi trovava a due camion da dove di lì a poco è avvenuta l’esplosione." Così inizia il racconto di Massimiliano Niccolai, 60 anni di Scandicci, che lavora per un’azienda di Firenze. Ricostruisce dalla sua postazione in pronto soccorso al Santo Stefano, con ancora cannula ed elettrodi attaccati al torace, l’attimo prima di quanto è scoppiato l’inferno al deposito petrolifero di Eni, a Calenzano.
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Facile dire l’“avevamo detto”, dopo una tragedia simile. Però Medicina Democratica, il movimento che dal 1972 si batte per il diritto alla salute, lo aveva detto. Hanno iniziato a circolare subito dopo l’esplosione le parole di Maurizio Marchi, attivista di Rosignano, oggi pensionato, che nel 2020 sulla rivista del movimento Perunaltracittà spiegava come “tutta la …
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Un’operazione di routine, fatta anche centinaia di volte al giorno. L’autocisterna si avvicina a una delle dieci pensiline di carico di carburante stivato nei silos e viene innestato il bocchettone per il riempimento. Tutto molto semplice. Occorre solo evitare telefonini o sigarette accese. Questa volta, però, succede l'imprevisto. Un testimone oculare ha parlato di una perdita di carburante dal bocchettone di carico, alla quale sarebbe seguita la violentissima…
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