Di Marlene Madalena Pozzan Foschiera “Non è depressione, è capitalismo.” Così recitavano i murales del movimento cileno. Non come negazione della malattia, come sua diagnosi più onesta. Esiste un fenomeno che cresce nell’ombra delle statistiche economiche, nelle pieghe dei bilanci sanitari nazionali, negli algoritmi delle piattaforme digitali. Non è ancora stato dichiarato emergenza globale, non ha un accordo internazionale alla sua misura come l’Accordo di Parigi per il clima, ma i suoi numeri sono devastanti.
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