In un conflitto che nei primi sette giorni si è combattuto principalmente nei cieli, i data center sono emersi come il nuovo target da colpire. E' quanto emerge dalla strategia condotta nelle ultime ore dall'Iran che ha preso di mira le strutture di It dei colossi Usa nel Medioriente, come mostrano gli attacchi con droni contro i data center di Amazon Web Services negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein
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Approfondimenti:
Internet non abita nella nuvola, ma in capannoni pieni di server, cavi, turbine di raffreddamento e generatori diesel grandi come vagoni ferroviari. Ed è proprio lì che la guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti ha appena bussato. Di questo si parlerà nel nuovo episodio di “Pillole di Eta Beta” condotto da Massimo Cerofolini insieme a Barbara Carfagna, in onda venerdì 6 marzo, alle 11.45, su Rai Radio 1.
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Il 3 marzo 2026 ci siamo svegliati con una frase che, fino a ieri, sembrava appartenere più a un wargame che a un bollettino tecnico: due data center AWS negli Emirati Arabi Uniti “colpiti direttamente” da droni, con danni strutturali e interruzione dell’energia. Un terzo sito in Bahrain avrebbe subito effetti di un attacco nelle vicinanze, con impatti fisici alle infrastrutture. Non è solo “un outage”.
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Due zone di disponibilità della regione AWS negli Emirati sono state danneggiate da attacchi con droni. Alcuni servizi cloud non hanno retto la perdita simultanea di due zone, causando disservizi diffusi
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La guerra in Iran è appena iniziata, ma la domanda che tutti si pongono è dove possono colpire le armi (i circa 2500 missili e droni) iraniani. Dopo gli attacchi agli hotel 5 stelle a Dubai (ai civili) e alle infrastrutture energetiche (per alzare il prezzo di petrolio, gas e gas liquefatto o Gln), ieri è stato colpito un data center negli Emirati Arabi Uniti (UAE) che cha interrotto il cloud di Amazon
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Colpiti da una raffica di missili e droni i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein. La responsabilità è stata attribuita alle forze militari iraniane che stanno attaccando gli Stati del Golfo. Si tratta della prima volta che un conflitto militare danneggia grandi data center americani, attività cresciute solo negli ultimi mesi nell'area e che fa già discutere le stesse Big Tech sui rischi legati alla sicurezza informatica
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Amazon Web Services, la piattaforma di cloud computing più diffusa al mondo, ha subito una brusca interruzione dei suoi servizi in Medio Oriente, dopo che i droni hanno colpito data center e strutture operative negli Emirati Arabi Uniti (Uae) e in Bahrain. A notificare quanto accaduto è stata la stessa compagnia, che la scorsa domenica ha comunicato ufficialmente che alcune delle sue strutture erano state colpite da “oggetti” non identificati, causandovi un incendio.
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Incendio in un data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti colpito nelle scorse ore da “oggetti” non meglio identificati, in cui il Paese è stato oggetto di attacchi missilistici e droni partiti dall’Iran. Lo rendo il settore cloud di Amazon che sta lavorando per ripristinare il pieno servizio in alcune zone del Medio Oriente. La struttura degli Emirati Arabi Uniti, spiega, sta avendo un “problema energetico localizzato, per il recupero completo ci vogliono diverse ore”.
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(Adnkronos) – In un conflitto che nei primi sette giorni si è combattuto principalmente nei cieli, i data center sono emersi come il nuovo target da colpire. E’ quanto emerge dalla strategia condotta nelle ultime ore dall’Iran che ha preso di mira le strutture di It dei colossi Usa nel Medioriente, come mostrano gli attacchi con droni contro i data center di Amazon Web Services negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein.
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