Continuano a moltiplicarsi i commenti sul discorso d’insediamento di Trump. C’è chi cerca di sdrammatizzare, scommettendo sull’irrealizzabilità dei funesti propositi, e chi, come Bernie Sanders, suona la campana a morto per la democrazia, incitando l’opposizione al risveglio. Non avevamo certo bisogno dell’Inauguration Day per preoccuparci dello stato di salute della democrazia. Ma la cerimonia di «incoronazione» è apparsa a molti l’atto di inizio di una distopia che sta per realizzarsi.
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Le istituzioni democratiche americane hanno retto, anche se a stento, alla prima presidenza di Donald Trump. Resisteranno ancora? Nella campagna elettorale del 2024 Trump ha promesso deportazioni di massa e campi di detenzione, rappresaglie contro i suoi avversari politici, un giro di vite sul «nemico interno», e una drastica riduzione delle tutele del servizio civile per i lavoratori federali. Per realizzare queste politiche Trump afferma che sarà un «dittatore» almeno il primo giorno e continua a esprimere…
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Nel suo primo giorno da presidente, Donald Trump ha firmato i primi 50 ordini esecutivi «che sono davvero allarmanti», dice Giovanna Melandri, newyorkese di nascita, presidente Human Foundation e Social impact agenda per l’Italia – Sia. «Del resto, è tutto orribile, ma tutto prevedibile». Melandri, dopo i proclami e i primi provvedimenti del 47esimo presidente Usa, la sua parte americana cosa prova? La mia parte americana soffre, mi sanguina il cuore.
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L’inizio della seconda presidenza di Donald Trump, che coincide con la presidenza di turno brasiliana dei Paesi Brics, potrebbe segnare un cambiamento nelle dinamiche internazionali rispetto agli ultimi anni. La prassi ormai datata dell’allineamento automatico tra Europa e Stati Uniti potrebbe saltare per divergenze su diversi punti, dalla questione della lotta al cambiamento climatico alle strategie per la risoluzione dei conflitti in corso…
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Ese, infine, Donald Trump non avesse tutti i torti? Nel pronunciare a braccio il suo primo discorso, il quarantasettesimo presidente ha tratteggiato, mostrando brutale inconsapevolezza dei problemi che assillano gli Stati Uniti, e soprattutto delle possibili soluzioni, un’America tornata a quel “complesso della fortezza” ricorrente nella storia, e che oggi sembra piuttosto un “complesso della Trump Tower”.
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Un avvertimento è d’obbligo. Le righe che seguono non sono in alcun modo una valutazione filosofico-estetica) dello show a cui il mondo intero ha assistito lo scorso lunedì. Piuttosto un tentativo di decodifica, tutto interno a quel vastissimo mondo che ancora definiamo con (l’insufficiente) vocabolo “moda”. La cerimonia di insediamento di Donald Trump Alla cerimonia che si è svolta nella Capitol Rotunda era presente, ad esempio, il più potente tra i tycoon di questo settore, il francese Bernard Arnault accompagnato dalla…
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Guido non fu compagno d’infanzia di Dante, non crebbero insieme, si unirono invece da adulti, militando dalla stessa parte politica. Con buona probabilità, fu Guido stesso a favorire l’accesso di Dante in politica, all’epoca rigidamente strutturata in cordate. Dante ‒ come attesta l’altro suo amico Forese Donati ‒ era infatti sprovvisto di mezzi e di un titolo nobiliare tale da permettergli di rimanere inserito nelle élite politiche e culturali della propria città.
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Min lettura Nel gennaio 2017, pronunciando il discorso di giuramento per il primo mandato presidenziale, Donald Trump evidenziò come il trasferimento di poteri fosse avvenuto in “modo pacifico”, ringraziando il suo predecessore e appellandosi a un “noi” composto dai “cittadini americani”: Noi, cittadini americani, siamo ora uniti in un grande sforzo nazionale per ricostruire il nostro paese e ripristinare la sua promessa per tutti i nostri cittadini.
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Gentile Direttore Feltri, cosa ne pensa del discorso che Donald Trump ha pronunciato durante la cerimonia di insediamento? I media lo stanno criticando aspramente, ma a me è sembrato un discorso di buonsenso, fatto da una persona affidabile. E quale parte l'ha colpita di più? Valerio Zerbi Trovo che il discorso del nuovo presidente degli Stati Uniti, contrariamente a quanto sostiene la maggioranza dei miei colleghi, sia con ogni evidenza ponderato.
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Reuters L’America e il buon senso, prima di tutto. Donald Trump ha posto questi due riferimenti come bussole per il suo secondo mandato. La prima è un’agenda letteralmente espansiva per il Paese, che vuole tornare ad allargare il proprio territorio, prendendosi il Canale di Panama e colonizzando Marte; che punta a diventare ancora più prospero privilegiando la propria economia e tassando le importazioni; che mira a imporre il proprio ordine al mondo, grazie alla figura di “pacificatore” e…
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Mentre i giornaloni che piacciono alla gente che piace si stracciano le vesti per il ritorno alla Casa Bianca di orange man bad, il puzzone più puzzone che c’è, l’incarnazione di tutto quello che gli fa andare di traverso il tofu, le prime 48 ore della seconda presidenza Trump hanno visto un’enormità di executive orders che hanno lasciato di stucco anche gli osservatori più equilibrati. Se gli analisti più moderati hanno scosso la testa di fronte all’uso smodato di questo…
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WASHINGTON — L’ha chiamata «rivoluzione del buon senso»: ma di fatto la sequela di ordini esecutivi firmati da Donald Trump su questioni di politica interna è una spallata alla visione di Joe Biden, l’inizio dello smantellamento di tutto ciò che l’ex presidente volato via in elicottero dopo aver assistito all’insediamento del successore-picconatore aveva capillarmente costruito. Vera operazione d…
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