Il commercio elettronico continua a crescere in Italia a un ritmo più che doppio rispetto a quello dei negozi di prossimità, ma senza scardinare il ruolo centrale delle attività commerciali fisiche, dove si concentra ancora quasi il 90% delle vendite al dettaglio di prodotti. È quanto emerge da un’analisi dell’Cgia di Mestre, che fotografa un sistema commerciale in trasformazione, ma non in declino per il commercio tradizionale.
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La regione Umbria si posizione all'ottavo posto in Italia, secondo l'elaborazione della Cgia di Mestre su dati Istat, per aver effettuato acquisti online. Sono stati 383mila gli umbri che hanno effettuato acquisti con e-commerce nell'ultimo anno, con una percentuale sulla popolazione residente del 44,9%. Circa quattro punti in meno della provincia autonoma di Trento, che vanta la percentuale più alta, e più di 17 rispetto al fanalino di coda, la Calabria
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Tra le grandi regioni del Nord Italia, il Veneto è al primo posto per la quota di persone sul totale residenti che ha fatto un acquisto di beni o di servizi attraverso il commercio online. Nel 2024, infatti, 2.242.000 veneti (pari al 46,2 per cento del totale) hanno comperato per mezzo dell’e-commerce. Si stima che l’anno scorso nella nostra regione il giro d’affari del commercio elettronico abbia oscillato tra i 7,5 e gli 8 miliardi di euro.
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Nell'era delle grandi innovazioni tecnologiche dove con Amazon si può fare shopping direttamente dal divano, in Italia quasi il 90% delle vendite avviene ancora nei negozi fisici. A dirlo sono i dati dell'Ufficio studi della Cgia. Si tratta del segno evidente di un modello di consumo che resta fortemente legato alla prossimità. Sembra così che l'e-commerce non sia destinato, almeno nel breve periodo, a sostituire il commercio di vicinato, ma sta comunque crescendo.
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La crescita dell’e-commerce in Italia sfiora ormai i 60 miliardi di euro, ma continua a poggiare su un paradosso evidente: quasi il 90 per cento delle vendite al dettaglio avviene ancora nei negozi fisici. Un equilibrio che, se letto a livello territoriale, assume contorni diversi e particolarmente significativi per province come Ferrara, dove il commercio di prossimità resta un presidio economico e sociale centrale.
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Se l'online consente al consumatore finale di ridurre i tempi di acquisto, di confrontare con facilità i prezzi e di avere un maggiore accesso alle informazioni sui prodotti, i negozi di vicinato sono penalizzati dai grandi operatori del commercio elettronico anche perché questi ultimi operano su scala globale con piattaforme centralizzate che permettono di praticare politiche di prezzo molto aggressive.
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La Sicilia si conferma tra le regioni italiane con la più bassa diffusione di acquisti su piattaforma e-commerce. Nel 2024, secondo i dati Istat elaborati dalla CGIA di Mestre, solo il 30,7% dei residenti – su 1,47 milioni di persone osservate – ha effettuato almeno un acquisto online nell’arco di dodici mesi. Un dato che posizione la regione al penultimo posto nella graduatoria nazionale, davanti soltanto alla Calabria (27,6%).
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L'e-commerce corre veloce, molto più del commercio tradizionale, ma, nonostante il boom degli acquisti online, i negozi non spariscono. Anzi. In Italia quasi il 90% delle vendite al dettaglio di prodotti avviene ancora nei punti vendita fisici. È il quadro che emerge dall'analisi dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, che fotografa un mercato in profonda trasformazione, ma tutt'altro che dominato esclusivamente dal digitale.
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Nonostante la rapida crescita del commercio elettronico, il negozio tradizionale continua a generare la stragrande maggioranza delle vendite di prodotti, anche in Lombardia, così come evidenzia l’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che sottolinea come circa il 90% delle vendite al dettaglio di prodotti avvenga ancora all’interno dei negozi fisici, a beneficio dell’occupazione, del tessuto urbano e della qualità della vita nelle città.
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Il commercio elettronico continua a crescere in Italia a un ritmo più che doppio rispetto a quello dei piccoli negozi di prossimità. Nonostante ciò, quasi il 90% delle vendite al dettaglio di prodotti avviene ancora nei negozi fisici, segno che il commercio tradizionale mantiene un ruolo centrale nelle abitudini dei consumatori. La stima arriva dall’Cgia di Mestre, che sottolinea come l’e-commerce sia un fenomeno strutturale e in espansione…
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Il Veneto è la prima grande regione del Nord Italia per diffusione degli acquisti online. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che fotografa una crescita ormai strutturale del commercio elettronico, pur senza oscurare il ruolo del commercio tradizionale. Nel 2024, infatti, 2.242.000 veneti, pari al 46,2% della popolazione residente, hanno acquistato beni o servizi attraverso l’e-commerce.
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Condividi queste informazioni su: L'espansione dell'e-commerce in Italia segna ritmi sostenuti, ma il quadro resta equilibrato: la crescita digitale convive con una netta prevalenza delle vendite offline. Secondo le stime per il 2025 l'online aumenterà del +6% superando i 62 miliardi di euro complessivi, ma quasi il 90% delle vendite continua a svolgersi nei negozi fisici, un elemento che rimodella strategie commerciali e investimenti.
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L’e-commerce sta vivendo una crescita inarrestabile, ma il commercio fisico continua a mantenere una posizione dominante nel panorama delle vendite al dettaglio. Secondo l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, sebbene il commercio online abbia mostrato tassi di crescita più che doppi rispetto a quelli dei piccoli negozi, quasi il 90% delle vendite di prodotti al dettaglio continua ad avvenire attraverso attività commerciali fisiche.
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Nonostante l’aumento costante dello shopping online, anche nel Natale 2025 la maggior parte degli italiani ha preferito acquistare nei negozi fisici. Secondo la CGIA di Mestre, infatti, circa il 90% degli acquisti natalizi è stato effettuato in presenza. Un dato che, seppur in apparenza in controtendenza, riflette l’attaccamento degli italiani al commercio di prossimità, soprattutto nei periodi festivi.
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Il Veneto si conferma leader tra le grandi regioni del Nord Italia per la diffusione del commercio elettronico. Nel 2024, infatti, 2.242.000 veneti, pari al 46,2% dei residenti, hanno effettuato almeno un acquisto di beni o servizi tramite piattaforme online, generando un giro d’affari stimato tra i 7,5 e gli 8 miliardi di euro. Nonostante la crescita sostenuta dell’e-commerce, che negli ultimi anni ha superato di gran lunga quella dei piccoli negozi di vicinato, i dati più recenti indicano…
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«Veneto al primo posto tra le grandi regioni del Nord per gli acquisti online»: lo sostiene l’Ufficio studi della Cgia affermando che, tra le grandi regioni del Nord Italia, il Veneto è al primo posto per la quota di persone sul totale residenti che ha fatto un acquisto di beni o di servizi attraverso il commercio online. Nel 2024, infatti, 2.242.000 veneti (pari al 46,2 per cento del totale) hanno comperato per mezzo dell’e-commerce.
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In Italia cresce l’e‑commerce, ma il retail tradizionale continua a generare la maggior parte del fatturato. Secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al 2024, il 53,6% degli italiani ha effettuato almeno un acquisto online, confermando l’espansione del commercio digitale. Tuttavia, come evidenzia una ricerca dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, il 90% delle vendite al dettaglio avviene ancora nei negozi fisici.
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Nonostante negli ultimi anni il commercio elettronico abbia registrato tassi di crescita più che doppi rispetto ai negozi di prossimità, la gran parte degli acquisti continua a svolgersi nei punti vendita fisici. A dirlo sono gli ultimi dati dell’Ufficio studi della CGIA, secondo cui circa il 90% delle vendite al dettaglio di prodotti avviene ancora offline, confermando il ruolo centrale del commercio tradizionale…
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