"Io con Gratteri non sono mai stato in lite, anzi. Ogni volta che lo vedo, ci scambiamo la mano e qualche volta anche baci e abbracci. Lui ha un carattere un po' fumino e un modo di esprimersi pittoresco che non è il mio. Però, quando si esagera con gli aggettivi bisogna anche cercare di abbassare i toni". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a margine di un evento sulla giustizia organizzato a Bologna da Fratelli d'Italia
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Pino Corrias commenta le dichiarazioni di Nordio sui magistrati, osservando come certe uscite televisive ricordino vecchi episodi della politica italiana. In particolare, Corrias cita un’affermazione di Silvio Berlusconi, che vent’anni fa definì i magistrati “matti” e “perturbati mentali”, suscitando scalpore ma anche applausi. Secondo Corrias, le parole di Nordio sui test psicoattitudinali dei magistrati rievocano quella stagione…
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"Mi chiedo se l'esame psico-attitudinale che abbiamo proposto per l'inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine". La battuta di Carlo Nordio - arrivata dopo l'entrata a gamba tesa e piede a martello nel dibattito referendario del procuratore di Napoli Nicola Gratteri (secondo cui a votare sì sarebbero "indagati e massoneria deviata") - ha riportato a galla un tema insabbiato da un po': quello dell'idoneità psicologico-comportamentale delle future toghe.
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Si potrebbe per esempio sottoporre a test una ministra al Turismo plurindagata anche per reati di truffa ai danni dello Stato. Così il test potrebbe finalmente dirci per quale arcano motivo vorrebbe essere una presenza rassicurante nel suo ruolo di garanzia verso i cittadini. Si potrebbe testare un ministro ai Trasporti che rivendica credibilità pur avendo avuto in diversi campi (giustizia, ponte, rapporti internazionali solo per citarne qualcuno) una posizione e poi il suo contrario.
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