Il terremoto del 7 ottobre 2023 sta facendo collassare tutto il vecchio ordine mediorientale. Un terremoto di potenza inedita. Che quindi ha posto nuovi problemi di comprensione e di definizione. A partire da cosa sia stato il 7 ottobre: un pogrom contro gli ebrei? Un sanguinoso sussulto dell’esistenziale lotta tra Israele e palestinesi? Un ennesimo episodio del lungo conflitto arabo-israeliano? Un attacco jihadista su larga scala contro l’Occidente? Un altro 11 settembre? O magari tutte queste…
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Nessuno sa come sarà la Siria di domani. E in realtà sembra che gli stessi siriani – dopo una lunga guerra civile e oltre mezzo secolo di feroce dittatura – stiano solo cercando di respirare, se non di imparare a respirare, liberamente. Il futuro del paese sarà però determinante, per tutta la regione, e oltre. In queste ore offrono spunti di riflessione gli sviluppi diplomatici. Dopo aver ricevuto nel fine-settimana il ministro degli esteri turco – Ankara è la più vicina alla nuova leadership siriana…
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L'abbattimento della sanguinaria dittatura della famiglia Assad e i rivolgimenti che hanno investito la Siria vanno molto al di là dei confini di quel Paese, incidendo profondamente negli assetti politici della regione e di più vasti equilibri internazionali. Il rovesciamento del regime innesca in primo luogo un ulteriore profondo cambiamento nella geografia politica del Medio Oriente: piegati Hamas e Hezbollah, la caduta del regime siriano segna l'ulteriore disfacimento di…
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CADUTA LA DITTATURA DI ASSAD, QUALE FUTURO PER LA SIRIA? – L’intervento delle Donne in Nero Piacenza Il regime del partito Baath e di Assad in Siria sembra essere finalmente finito dopo cinquantaquattro anni, ma non certo grazie ad una rivoluzione popolare. L’uscita di scena di Assad e la smobilitazione dell’esercito ‘regolare’ siriano è avvenuta infatti in modo evidentemente concordato tra le principali potenze mondiali.
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La nuova Siria, 23 dicembre 23 dicembre 2024 Dopo la conquista di Damasco da parte dei ribelli islamisti dell’Hts e la fuga di Bashar al-Assad a Mosca, ecco come cerca di rinascere un paese dilaniato da conflitti interni e crisi economica profonda
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“Non solo le montagne vi sono amiche”, disse Joe Biden ai curdi nel 2002 (da presidente del Senato Usa), riprendendo un loro proverbio. In vent’anni, Washington ha avuto modo di smentirsi più volte. La settimana scorsa Ilham Ahmed, la ministra degli Esteri del governo dell’Amministrazione autonoma curda del nord est della Siria (Aanes), ha inviato …
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L’8 dicembre scorso i residenti dell’elegante e tranquillo quartiere di al-Maliki a Damasco non si aspettavano di essere svegliati nel cuore della notte dalle urla dei soldati. Qui, in una villa modernista di quattro piani circondata dalle palme e arroccata su una collinetta, viveva con la moglie Asma e i loro tre figli l’ex dittatore Bashar al-Assad. Quello però non è un giorno come un altro e ben prima dell'alba i vicini della residenza presidenziale balzano giù dal letto spaventati da un…
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(di Giuseppe Morabito ) Dopo la caduta del regime siriano di Assad, l'emergere di una nuova “costellazione” di potere, nel territorio in passato riconosciuto come Siria, non solo rischia di diffondersi in tutta la regione, ma anche di causare una possibile presa di controllo regionale da parte della Turchia governata da Erdogan (a suo tempo definito quale un dittatore dall’ex presidente del consiglio italiano Draghi).
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Con la fuga di Bashar al-Assad, si reitera lo sbaglio fatto con Saddam Hussein e Muhammar Gheddafi: esultare per il dittatore caduto. Purtroppo non si può misurare il mondo con un metro ormai inservibile.Ci risiamo. Il copione si ripete puntualmente, con tutti i suoi errori e noi incuranti, nonostan...
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Di: Riccardo Cristiano Scelte decisive per evitare il caos attendono nelle prossime ore la nuova Siria. Intanto sono giunti altri segnali importanti. Per carpirne la portata occorre tenere a mente alcune dinamiche interne al mondo a cui la Siria appartiene: il soggetto politico da cui partire è la Fratellanza Musulmana, l’espressione leader di quello che noi chiamiamo «Islam politico», un tipo di visione che col passare del tempo è diventata sempre più rigida e avversa ai regimi, da quelli militari come Egitto e Siria, ai loro nemici del Golfo…
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SIRIA: CONSIDERAZIONI (MILITARI) CONCLUSIVE di Orio Giorgio Stirpe Ora che il clamore si sta finalmente smorzando sulla crisi siriana, proviamo a tornare brevemente sulla sua clamorosa conclusione, e vediamo se questa può insegnarci qualcosa di utile per comprendere meglio la situazione in Ucraina, e in particolare su come questa potrebbe evolvere in un futuro più o meno prossimo. Chi ha avuto modo di seguire i miei precedenti articoli avrà notato come in passato io abbia più volte fatto riferimento al “collasso” di un esercito a…
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Reuters Velo bianco come i guanti di lattice, gillet nero e jeans, anche ieri, Judi, avvocata 26enne, ha impugnato la scopa e ha «fatto la sua parte per rendere la Siria migliore», come dice. O, almeno, per rimuovere cartacce, foto bruciacchiate di Bashar al-Assad e bossoli dei proiettili sparati, ogni sera, dalla folla a piazza degli Omayyadi, nel cuore di Damasco, per celebrare la caduta del regime.
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In Europa, masse enormi di immigrati musulmani, coloro che vengono indicati genericamente come gli ultimi, i non integrati, manifestano in modo entusiastico, gridando Allah Akbar, sventolando bandiere verdi, bianche e nere, utilizzate da Al-Nusra. Notiamo che queste bandiere, fresche di stampa e già pronte per essere utilizzate in quantità di molte decine di migliaia, richiamano i colori della restaurazione della Siria prerivoluzionaria.
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Mentre pende sul futuro della Siria l'incognita delle scelte di Abu Mohammed al-Jolani e di Hayat Tahrir al-Sham (Hts), dopo la conquista del potere lo scorso 8 dicembre, abbiamo parlato delle dinamiche politiche e militari del conflitto con James Gelvin, docente di Storia dell’Università della California (Ucla), autore di saggi fondamentali per lo studio del Medio Orie…
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Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, dissidente iraniana in carcere con condanne che si accumulano invece di consumarsi, ha scritto tempo fa una lettera al mondo invitandoci ad ascoltare il sibilo che arriva quando un muro comincia a creparsi e finalmente l’aria passa. Succede ogni volta che la presunta “stabilità” dei regimi viene svelata nella sua debolezza strutturale. Succede se la gente comincia ad avere meno paura.
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Dopo la caduta di Bashar Al-Assad, l'etnia alawita a cui appartiene l'ex presidente è in ansia per il futuro sotto gli islamisti di Hts. Chiedono come la comunità internazionale una costituzione e un governo inclusivi: il reportage dalla Siria PUBBLICITÀ Mentre ogni giorno migliaia di persone festeggiano la cacciata del presidente Bashar Al-Assad nella piazza degli Omayyadi, nel centro di Damasco, molti alawiti siriani affermano che le preoccupazioni per il…
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Pubblichiamo da International Viewpoint, organo in inglese della Quarta Internazionale, questa intervista, anche se è vecchia di una settimana. Munif Mulhem è un compagno della Quarta Internazionale che vive a Damasco. Militante del Partito d’Azione Comunista della Siria, è stato imprigionato per 17 anni nella terribile prigione di Palmira. Non ha mai rinunciato alla sua lotta contro la dittatura ed è stato…
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Uno degli eventi più sorprendenti degli ultimi mesi è stata la caduta di Damasco. Questa caduta era stata prevista già più di dieci anni fa, quando gli eserciti ribelli finanziati da Qatar, Turchia, Arabia Saudita e Stati Uniti si riunirono ai margini della Siria e minacciarono il governo dell’allora presidente Bashar al-Assad. Questi eserciti, sostenuti da Paesi ricchi e potenti, erano composti da una serie di attori, tra cui: fasce di popolazione arrabbiate a causa dal disagio economico prodotto dall’apertura dell’economia e…
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Siria: ultimi eventi Dopo cinquantaquattro anni di dittatura imposta dalla famiglia Al-Assad, tra il 7 e l’8 dicembre 2024 è caduto ufficialmente il regime baathista di Bashar Al-Assad. L’ex dittatore alawita aveva instaurato un governo di stampo sciita dal 17 luglio 2000, erede delle politiche autoritarie messe in atto dal padre, Hafez Al-Assad. La Siria sotto guida di Bashar Al-Assad ha fronteggiato le Primavere Arabe del 2011 con il supporto militare degli alawiti indigeni e della flotta…
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Chiunque abbia seguito da vicino le vicende siriane dal 2011 sa che il desiderio di cambiamento è stato espresso da una parte importante della società, sia pur in modi e con obiettivi diversi. Alcune prospettive hanno avuto modo nel tempo di consolidarsi maggiormente, dando luogo e istituzioni di fatto che, nel corso del tempo, hanno conteso al regime il controllo del territorio. La principale e più grande è l’Amministrazione autonoma del…
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Davvero c’è da disperarsi per la Siria? Intanto, bisognerà iniziare a rallegrarsi, visto che geostrategicamente a perdere il loro alleato più prezioso in Medio Oriente sono stati proprio i nemici giurati dell’Occidente, Russia e Iran, che avevano tenuto in piedi con la forza delle loro armi e dei mujahidin del popolo iraniani un regime corrotto e sanguinario, pur di avere un porto (Tartus) sul Mediterraneo per quanto riguarda Mosca; o di assicurarsi l’assoluta complicità del regime di Bashar al-Assad, da parte iraniana, per far…
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