La Toscana è terra di riciclaggio. È quanto emerge dalla relazione dalla relazione semestrale della Dia. «La Toscana — si legge — rappresenta un territorio di interesse per le organizzazioni criminali, che vi individuano un contesto favorevole al reinvestimento di capitali di provenienza illecita. Il quadro socio-economico regionale, caratterizzato da una forte vocazione turistico-culturale, costituisce un’attrattiva per le mafie, le quali cercano di infiltrarsi nei mercati legali».
Leggi
Altre notizie:
La ‘ndrangheta è sempre più radicata in Piemonte. La Direzione investigativa antimafia nella relazione semestrale 2024 ha tracciato un quadro preoccupante sull’evoluzione delle ’ndrine in Regione. Qui le cosche calabresi hanno saputo tessere una delicata rete di rapporti e conoscenze. I prefetti piemontesi hanno emesso in totale 24 provvedimenti interdittivi antimafia nel 2…
Leggi
“In provincia di Prato risulta consolidata una forte presenza della criminalità cinese che gestisce importanti giri di affari illegali, legati soprattutto all’imprenditoria tessile e dell’abbigliamento, ai settori del gioco e delle scommesse clandestine, cui si ritiene possano essere ricondotte anche ipotesi di riciclaggio”. E’ ciò che si legge nella relazione sull’attività svolta e…
Leggi
’Ndrangheta certo come racconta la storia investigativa e giudiziaria degli ultimi quarant’anni, ma anche Cosa Nostra che dopo alcuni decenni di assenza pressoché assoluta comincia a riaffiorare nei radar di guardia di finanza, carabinieri e polizia. Con un paradigma diventato solenne: «Agire sottotraccia perseguendo le proprie finalità illecite lontane dai riflettori investigativi e facendo rico…
Leggi
FOLLONICA Attenzione focalizzata sui reati finanziari che vengono ritenuti una ’spia’. Società create ad arte, beni che spariscono, false fatturazioni. Ma anche evasione fiscale e bancarotta. Reati che conosciamo, spesso agli onori delle cronache e che vengono considerati comuni ma che, sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia della Toscana, del nucleo Pef della guardia di finanza e del Gico raccontano molto altro.
Leggi
“Sodalizi delinquenziali autoctoni frammentati e contraddistinti da una struttura priva di una conformazione verticistica, storicamente influenzati dalle matrici mafiose delle regioni confinanti”: è questo il quadro della criminalità in Basilicata che la Dia (Direzione investigativa antimafia) ha evidenziato nella Relazione sull'attività svolta nel 2024. Nel Materano si rileva l'ingerenza dei gruppi tarantini che si stanziarono sulla fascia jonica, creando…
Leggi
Nella lotta al riciclaggio, nel corso del 2024, sono state oltre 150mila le Sos, segnalazioni operazioni sospette, analizzate dalla Dia, relative a circa 1,6 milioni di persone fisiche e giuridiche segnalate. I contenuti di oltre 50mila Sos sono stati evidenziati alla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, in quanto potenzialmente attinenti alla criminalità organizzata. Le stesse sottendono, a loro volta, un flusso di oltre 1,3 milioni di operazioni finanziarie sospette, relative a…
Leggi
La Direzione Investigativa Antimafia ha acceso i riflettori sulle possibili infiltrazioni delle organizzazioni mafiose nel tessuto del Friuli Venezia Giulia, in particolare nel settore edile e delle opere infrastrutturali finanziate attraverso il PNRR. Nel 2024, la DIA ha rilevato la presenza di imprese – legate per lo più alla ‘ndrangheta – che affidano il proprio personale alle ditte aggiudicatarie degli appalti pubblici.
Leggi
GROSSETO. Reati finanziari che fanno da “spia”, se si è bravi a leggere i segnali. Società create ad arte, beni che spariscono, false fatture. Ma anche evasione fiscale e bancarotta. Reati che spesso vengono considerati comuni ma che, sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, del nucleo Pef della guardia di finanza e del Gico raccontano un’altra storia. Quella dei tentacoli della criminalità organizzata che s’infiltrano nei territori.
Leggi
«La camorra si conferma un fenomeno dinamico, capace di adattarsi ai cambiamenti economici e sociali, mantenendo un forte radicamento sul territorio e una pericolosa capacità di infiltrazione nella società civile e nelle istituzioni locali, evidenziando anche una discreta proiezione in altre regioni soprattutto di quelle realtà criminali maggiormente strutturate»: è quanto emerge dalla Relazione sull'attività svolta dalla Direzione…
Leggi
Nel corso del 2024, la Dia ha sequestrato beni per oltre 93,4 milioni di euro e ne ha confiscati quasi 160 milioni. Sono 53 le attività investigative concluse nel 2024 e 309 i provvedimenti restrittivi eseguiti: di questi, 174 sono ordinanze di custodia cautelare, 26 arresti in flagranza, 81 altri provvedimenti restrittivi, 24 sottoposte a fermo, due ordini di esecuzione pena e due arresti di latitanti.
Leggi
C'è una mappa nell'ultima relazione della Dia che dice più di tante parole sullo stato di salute di Cosa nostra ed è quella che misura in percentuale la pericolosità di ogni organizzazione criminale. Se è vero che la maggior parte delle mafie presenti sul territorio sono italiane, non è certamente quella siciliana e palermitana la più temibile. In testa figura infatti la 'Ngrangheta (47%), segue la criminalità organizzata albanese (35%), poi la…
Leggi
La relazione annuale della Direzione investigativa antimafia certifica l'ascesa della 'ndrangheta, spinta dai soldi del narcotraffico riciclati con attività nel centro e nel nord. E mentre la criminalità organizzata cambia il suo modus operandi, la giustizia non abbassa la guardia: confiscati beni per più di 159 milioni di euro e sequestrati per 93 milioni
Leggi
In Sardegna «non si registra la presenza di associazioni di tipo mafioso a carattere autoctono tuttavia nelle attività di contrasto, eseguite nel corso degli anni, sono state riscontrate proiezioni delle mafie tradizionali che hanno posto in essere investimenti immobiliari proventi di attività illecite». Inizia così il capitolo della relazione della Direzione investigativa antimafia, relativa al 2024, pubblicata oggi, dalla quale emerge che la…
Leggi
La ’Ndrangheta, da buona holding, sembra aver separato nettamente i due rami aziendali: uno per il ricco Nord, l’altro per il Sud. Grossi appalti da un lato, controllo del territorio e gestione dall’altro. La relazione sull’attività 2024 della Direzione investigativa antimafia offre molti spunti in questa direzione. Uno arriva direttamente dal direttore della Dia Michele Carbone: il 72 per cento delle interdittive che…
Leggi
