«Questa è la guerra. E a subirne le maggiori conseguenze sono coloro che non l’hanno voluta. Guardi i volti dei bambini, delle donne, degli uomini: sono pieni di terrore. Questa è la guerra». Il vescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, non si scompone mentre il rombo degli aerei israeliani satura l’aria. Il tempo rallenta fino al fragore dell’esplosione. I jet militari continuano a sorvolare a bassa quota, gli scoppi si susseguono.
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Il sacerdote milanese impegnato in una parrocchia di Beirut racconta il travaglio del Paese alle prese con un milione di profughi: «Nella nostra comunità abbiamo accolto 150 persone: c’è paura, ma ci sono anche segni di speranza. La grandiosità di questa terra è la convivenza tra 18 etnie diverse. Per i cristiani la sfida è rimanere in questo contesto» Don Carlo Giorgi «Non dimenticateci». Si conclude così il dialogo con don Carlo Giorgi del Vicariato apostolico di Beirut, la Chiesa libanese di rito latino
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