Da testimone a potenziale indagato. E il problema non è solo se o quando si deciderà di incriminare anche il fratello di Saman per concorso nell'omicidio della 18enne pachistana morta nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara. Ma che tutte le dichiarazioni rilasciate sin qui dal ragazzo sono diventate inutilizzabili: è una porzione importante del quadro accusatorio contro i genitori, lo zio e i due cugini, che improvvisamente rischia di volatilizzarsi.
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Novellara C’erano elementi concreti per indagare il fratello di Saman, Alì Haider, già dal 21 maggio 2021 per concorso in omicidio. Un atto che sarebbe stato dovuto per tutelare lui e gli altri indagati. Non solo. Quando l’allora sedicenne fu ascoltato dai carabinieri e dalla procura, doveva essere assistito da un legale perché era stato iscritto nel registrato degli indagati per il reato di violenza privata (all’epoca si riteneva che avesse contribuito a portare la sorella in Pakistan per…
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Il principale teste dell'accusa nel processo per l'omicidio di Saman diventa un 'fantasma'. Tutto quello che il fratello minore della ragazza uccisa nella primavera del 2021 aveva messo a verbale finora non vale più perché avrebbe dovuto essere ascoltato alla presenza di un avvocato. Un po' come le 'olgettine' nell'inchiesta Ruby le cui testimonianze, rese durante le indagini, vennero 'cancellate' per la stessa ragione aprendo la strada all'assoluzione di Silvio Berlusconi
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Il fratello di Saman Abbas e teste chiave nel processo in cui sono imputati i genitori, uno zio e due cugini, andava indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa e morte della sorella. Anche per “assicurargli le garanzie” previste dalla legge. Il giovane A.H. – che indichiamo con le iniziali perché minorenne all’epoca dei fatti – andava indagato come gli altri familiari, poi finiti a…
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Secondo la Corte d'Assise di Regio Emilia, sulla base degli elementi raccolti, il fratello di SAman Abbas, considerato testimone oculare del delitto, doveva essere indagato, anche per assicurargli le dovute garanzie. Ne consegue che tutte le dichiarazioni fatte a carico dei familiari imputati nel processo sono inutilizzabili. Prossima udienza il 31 ottobre.
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Nuovo capitolo dell'inchiesta sulla morte di Saman Abbas. Sulla base degli elementi raccolti, il fratello della ragazza scomparsa da Novellara e poi trovata morta doveva essere indagato, anche per assicurargli le dovute garanzie. Ne consegue che tutte le dichiarazioni fatte dal ragazzo, a carico dei familiari imputati nel processo, sono inutilizzabili.
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Un colpo di scena davvero inatteso al processo per il sequestro, l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Saman Abbas: il fratellino, oggi maggiorenne, sarebbe stato indagabile al momento dell’incidente probatorio e quindi le sue dichiarazioni non sono utilizzabili, per via dei “ precisi indizi di reità ” ravvisati. Lo ha reso noto in un’ordinanza letta all’esordio dell’udienza di oggi la presidente della corte d’assise di Reggio Emilia Cristina Beretti.
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La decisione del Corte d'Assise di Reggio Emilia La Corte d’Assise di Reggio Emilia ha dichiarato l’inutilizzabili le dichiarazioni di Ali Haider, il fratello di Saman Abbas, in sede di incidente probatorio, perché non sarebbe stato sentito nel 2021, come inizialmente iscritto nel registro degli indagati, con le relative formule e garanzie. Le dichiarazioni sarebbero state prese il 12, il 15 e il 21 maggio 2021.
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«Il fratello di Saman Abbas doveva essere indagato già a maggio 2021». Queste le parole della Corte d'assise di Reggio Emilia davanti alla quale si sta svolgendo il processo per l'omicidio della 18enne di Novellara, uccisa la sera del 30 aprile 2021. Il colpo di teatro in mattinata. La Corte ha accolto le eccezioni delle difese degli imputati, che sostenevano come il ragazzo, minorenne all'epoca dei fatti, andasse indagato per…
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