ROMA (ITALPRESS) – Ecco l’inevitabile cartellino giallo della Commissione Europea sull’eccesso di deficit italiano. Taluni già si atteggiano a vittime, ma il severo richiamo era già scontato. Il nostro disavanzo si colloca al 4,4%, ben oltre il 3%, e dunque chi ha il gravoso compito di sorvegliare i conti per la salute economica degli Stati aderenti alla UE, ci ricorda che le penalità sono già lì pronte qualora non si dovesse rimediare presto.
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Venerdì la Commissione europea ha comunicato riservatamente al governo ciò che pubblicherà in autunno: i numeri da realizzare perché l’Italia esca, in un triennio, dalla procedura per deficit eccessivo in cui sta entrando adesso. Le grandezze stimate a Bruxelles non hanno sorpreso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e non implicano un percorso così duro da risultare, a priori, irrealistico.
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Si prova un po’ di amarezza e sconcerto a leggere delle ennesime procedure d’infrazione nei confronti di molti paesi europei, Italia e Francia in primis, come se il loro debito non fosse aumentato anche per via della pandemia. Malattia nota ma cure sbagliate, in attesa di una svolta che non arriva. Quattro anni sembrano passati inutilmente ma intanto il debito dei paesi dell’eurozona è aumentato di 2.
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Sarà lungo il confronto tra Roma e Bruxelles in vista della prossima manovra di bilancio. L’estate servirà a capire bene lo sforzo che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi anni per far calare il debito pubblico e avvicinarsi ai parametri delle regole di bilancio comunitarie. Sul piatto il governo torna a mettere la richiesta di valutare le spese per la difesa tra i fattori rilevanti da tenere a mente quando si dovrà…
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“Procedura attesa. Avanti con percorso responsabile!”, ha esclamato Giancarlo Giorgetti (Ministro Mef) alla notizia della procedura d’infrazione azionata contro l’Italia dall’Unione europea. Ma alla gente di strada, che commenta le notizie davanti al televisore del bar di periferia, suona strano che la Commissione Ue apra una procedura per deficit eccessivo contro i sette Paesi dell’Ue che hanno votato contro i governi di centro-sinistra
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A qualcosa è servito, il rimprovero di Bruxelles a 7 Paesi con i conti pubblici non in linea. In Francia, l’estrema destra che si sente ormai vicina al potere sta ridimensionando quasi di ora in ora lo spropositato programma di meno tasse e maggiori spese in deficit che aveva proposto. Si conferma la regola che le responsabilità di governo quasi sempre smentiscono le bugie della propaganda. Più…
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Global Cities Il Programma Global Cities dell’ISPI promuove analisi e iniziative sul ruolo che le Global Cities esercitano a livello globale e regionale, sulla loro interazione con gli Stati e gli altri attori internazionali e su specifici obiettivi perseguiti anche mediante la loro azione in network (dalla lotta al climate change all’implementazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite). Particolare attenzione viene riservata all’impatto delle Global Cities e dei crescenti fenomeni di urbanizzazione sui…
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L'Italia comincia a fare i conti con il rientro del deficit nei prossimi sette anni e al Tesoro preparano una manovra da EUR30 miliardi. Le rinunce saranno molte, a cominciare dalla flat tax per gli autonomi e dall'addio alla riforma Fornero delle pensioni, e in sostanza, tra le promesse elettorali del 2022, si salverà solo il taglio del cuneo fiscale per i redditi più bassi. Con la nuova ondata di rigore imposta da Bruxelles dopo le elezioni torna sott'occhio anche lo spread
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L’indebitamento pubblico annuale in questi Paesi è saldamente sopra la soglia del 3 per cento in rapporto al Pil, cioè sopra il livello massimo consentito dai Trattati in tempi normali. Per valutare l’impatto di questa decisione non si può che iniziare dalla comprensione di quello che essa comporterà in concreto. Il prossimo settembre l’Italia dovrà presentare il proprio Piano di medio termine per ridurre l’indebitamento nazionale, dopodiché, a ridosso della stesura della nostra Legge di bilancio, la Commissione a novembre…
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La procedura per deficit eccessivo decisa dalla Commissione nei confronti dell’Italia dovrebbe comportare un aggiustamento di bilancio di circa 10-12 miliardi l’anno per un triennio. Bisogna però tener conto anche delle regole del nuovo Patto di stabilità. La decisione della Commissione Come del tutto previsto e anticipato, il 19 giugno la Commissione europea ha deciso di aprire una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia e di altri sei paesi, tra cui Francia e Belgio
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Ascolta ora 00:00 00:00 La Commissione europea ieri ha definito «giustificata» l'apertura di una procedura per deficit eccessivo a carico di sette Stati dell'Eurozona: Belgio, Francia, Italia, Malta e Slovacchia. Migliorato il giudizio perché dallo «squilibrio macroeconomico eccessivo» dello scorso anno si passa a «squilibrio economico» Come l'Italia la Grecia. Non sono più in squilibrio Francia e Portogallo
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Conti pubblici: cercasi trenta miliardi per far quadrare i conti e i patti con la Ue. Tagli o tasse?
Una trentina di miliardi. Il governo li deve trovare entro la fine dell’anno. Una decina sono necessari per rispettare le nuove regole europee del Patto di stabilità e crescita e limare dello 0,5-0,6% il nostro deficit, il più alto di tutti i paese Ue. Una ventina servono per replicare le misure della legge di bilancio 2024 che erano state possibili facendo deficit e non scegliendo percorsi strutturali.
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Paolo Gentiloni, commissario Ue all’Economia, dopo gli anni di pausa tra pandemia e guerra, ieri la Commissione ha fatto il primo passo verso l’apertura delle procedure per deficit eccessivo nei confronti di 7 Paesi, tra cui l’Italia. È tornata l’austerità? «No. Non dobbiamo confondere la cautela nella spesa, d’obbligo per un Paese ad alto deficit e debito, con l’austerità. Abbiamo sempre avuto delle regole di bilancio comuni, il che è inevitabile in un’Unione in cui…
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Mentre gli Stati Uniti investono per sostenere posti di lavoro di qualità e decarbonizzare la loro economia, facendo debito e deficit elevati, l’Europa sta tornando alle ricette fallimentari dell’inasprimento fiscale considerate la premessa per garantire gli investimenti e dunque la crescita. Questo paradosso, smentito dall’austerità tra il 2007-2015, è tornato d’attualità ieri. La Commissione europea ha suggerito al Consiglio di aprire una procedura di infrazione per deficit eccessivo…
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La destra italiana, mutevole nelle forme ma coerente nei nefasti comportamenti, perde il pelo ma non il vizio. Come nel 2005, e poi ancora nel 2009, allora a capo del governo c’era Silvio Berlusconi, anche oggi la Commissione Europea ha aperto la procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti di un governo italiano di destra. Un provvedimento abbastanza grave. Non conforta il fatto che con noi tra le grandi economie europee ci sia la…
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