Chi è il nuovo presidente argentino Javier Milei? Un esaltato dalle idee economiche astruse? Il volto di un neoliberismo che si spoglia delle apparenze paludate? O forse l’esplosione di rabbia di una popolazione stanca? Probabilmente tutto questo e altro ancora. “La causa più evidente della vittoria di Milei è l’inflazione fuori controllo. E c’è da …
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In Argentina ha vinto la bronca, la rabbia contro «la casta», la voglia di far saltare in aria gli equilibri a qualunque costo. L’anarcocapitalista Milei si è aggiudicato il ballottaggio al cardiopalma per la presidenza del paese. Per il futuro ha annunciato la ricostruzione del paese in base alla libertà, di commercio e dell’individuo. Libertà senza democrazia. Il movimento della estrema destra globale, Donald Trump in testa, lo applaude.
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Con la sua vittoria alle presidenziali in Argentina, domenica scorsa Javier Milei ha introdotto nel bestiario della politica contemporanea un nuovo animale fantastico: il fascio-anarco-liberale. Ispirandosi all’ala estrema del neoliberalismo, quella che predica la privatizzazione di ogni cosa fino all’estinzione dello Stato, l’economista argentino ha costruito la sua campagna su un programma radicalmente libertario, che prevede l’azzeramento della spesa e persino l’abolizione della Banca centrale.
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Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva non si recherà a Buenos Aires per l'insediamento, il 10 dicembre prossimo. del presidente eletto, Javier Milei, ma il governo di Brasilia invierà comunque un rappresentante, ha dichiarato oggi il consigliere speciale per gli Affari internazionali del capo dello Stato, Celso Amorim. "Da quello che so del presidente Lula - ha spiegato - penso che sarà difficile che vada a Buenos Aires perché è stato offeso personalmente, ma in qualche modo lo Stato…
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È difficile, ma non impossibile, che papa Francesco visiti l’Argentina ora che la sua patria ha scelto come presidente Javier Milei, ultraliberista di destra che nei mesi scorsi ha ripetutamente insultato Bergoglio. Insulti e “pifferai magici” Gli improperi certo non sono passati inosservati a Casa Santa Marta, la residenza vaticana del Pontefice argentino: “rappresentante del male nella casa di …
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Di Sara Gandolfi Il presidente eletto è già al lavoro per formare il nuovo governo e annuncia un viaggio subito in Usa e Israele. «Per abbassare l’inflazione ci vorranno due anni» Il presidente eletto dell’Argentina, Javier Milei, si insedierà il prossimo 10 dicembre, a quarant’anni esatti dal ritorno alla democrazia dopo la dittatura militare. Cosa accadrà in seguito, è ancora un mistero. «Entriamo in una geografia sconosciuta», dice lo storico e giornalista Carlos Pagni.
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Ma sicuramente, tanto è vero che il peronismo viene da un lungo ciclo di dominio dell’ala Kirchner, quindi la più profondamente e visceralmente populista del peronismo, che tra l’altro ha beneficiato all’inizio del secolo di un decennio di straordinaria opportunità economica, visto il prezzo alle stelle delle materie prime che l’Argentina esporta. Che uso ha fatto di queste risorse? Purtroppo, invece di farne un uso produttivo a lungo periodo, ha pensato, come ahimè ha fatto molte volte in passato il peronismo, a coltivare la sua…
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Colloquio telefonico del Presidente Meloni con il nuovo Presidente eletto della Repubblica Argentina
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il nuovo Presidente eletto della Repubblica Argentina, Javier Milei, al quale ha formulato le proprie congratulazioni e gli auguri di buon lavoro. L’Argentina è una nazione a cui siamo legati da profondi legami storici e culturali e in cui vive la più grande comunità di italiani all’estero. Roma e Buenos Aires condividono valori comuni che definiscono la nostra…
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L'esperto di relazioni internazionali a LaPresse: "Non è segnale per Usa 2024" La vittoria di Javier Milei “è un segnale che ci dimostra chiaramente l’insofferenza della popolazione argentina. E’ un voto di protesta contro la situazione economica di un Paese sull’orlo della bancarotta e che a livello economico può quasi essere considerato un ‘paria’ a livello internazionale”. E’ l’analisi fatta con LaPresse da Raffaele Marchetti, docente di Relazioni internazionali…
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La notte della vittoria Javier Milei è arrivato sul palco visibilmente emozionato, ma senza i toni e il ruggito dal leone infuriato che ha sbandierato in campagna elettorale. È probabile che nemmeno lui si aspettasse un trionfo così clamoroso: undici punti di differenza sono tantissimi in un ballottaggio. Basta chiederlo a Lula da Silva, che l’anno scorso ha battuto Bolsonaro con un misero 3%. Milei ha vinto perché la stragrande maggioranza del centrodestra moderato gli ha concesso una chance, un voto strategico, l’unico strumento per mettere fine a 16 anni di governo…
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Quale ricetta miracolistica avrà in tasca Javier Milei, eletto ieri presidente dell’Argentina, per raddrizzare la situazione economica di un Paese che ha contabilizzato in ottobre un tasso di inflazione del 142,7% (dal 138,3 di settembre) e in cui l’inflazione stessa è stata in media fra il 1944 e il 2023 del 189,81% con punte del 20.262,8% nel marzo 1990? Un Paese in cui lo stesso governo – tram…
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Autore Pablo Stefanoni Cover Javier Milei con una motosega in un raduno a La Plata, in Argentina, martedì 12 settembre 2023. AP Photo/Natacha Pisarenko Data 20 Novembre 2023 Salva Salvato Versione pdf Condividi Iscriviti per scaricare la versione pdf di questo articolo Con il suo stile eccentrico, Javier Milei ha suscitato un particolare interesse per le idee libertarie di destra, in particolare quelle del movimento paleolibertario…
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