L'Italia, assieme alla Repubblica Ceca, ha elaborato un documento (non Paper) su cui spera di richiamare ulteriori consensi al Consiglio competitività che si svolgerà domani.Hanno già aderito al non paper Austria, Bulgaria, Polonia, Romania e Slovacchia. E secondo fonti del Mimit, altri Paesi membri potrebbero unirsi al gruppo nel corso delle prossime ore, o manifestare il proprio sostegno durante la discussione a Bruxelles, segno di una crescente attenzione verso le proposte avanzate.
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Strasburgo, 27 nov. – Uno dei temi più importanti su cui il nuovo Parlamento europeo dovrà esprimersi nei prossimi mesi è quello dell’attuale crisi del settore automotive e della revisione del regolamento che ha fissato l’obiettivo delle auto nuove a zero emissioni di CO2 entro il 2035. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato oggi, durante il dibattito in plenaria a Strasburgo prima di ottenere la fiducia per il secondo secondo mandato del suo Esecutivo…
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Un gruppo di sette Paesi dell’Unione Europea, guidato da Italia e Repubblica Ceca, si è unito per richiedere una rivalutazione delle normative europee sulle emissioni di CO2 delle automobili. Questa coalizione, a cui aderiscono anche Austria, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Polonia, si propone di anticipare al 2025 la revisione delle norme, attualmente prevista per il 2026. L’obiettivo è quello di scongiurare una crisi nel settore automobilistico europeo, che si trova ad affrontare la…
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Altri paesi di uniscono al gruppo di quelli che sollecitano un anticipo della revisione delle norme europee sulle emissioni di CO2 nel settore auto al 2025.L'Italia ed altri 6 Paesi sollecitano ora un anticipo di un anno della revisione della normativa vigente, che prevede anche lo stop ai motori endotermici a benzina e diesel nel 2035 e determinate soglie di produzione di auto elettriche già nel 2025, pena l'applicazione di sanzioni sull'eccesso di produzione di veicoli non…
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Si allarga il fronte dei Paesi Ue che chiede di anticipare di un anno, al 2025, la revisione delle norme europee sulle emissioni di CO2 delle auto, che prevedono lo stop dei motori a benzina e a diesel nel 2035. L’Italia e la Repubblica ceca hanno inserito la richiesta in un documento (non-paper) a cui hanno aderito Austria, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Polonia. Il documento sarà presentato domani al Consiglio Ue Competitività a Bruxelles, alla presenza del ministro per il Made in Italy Adolfo Urso
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L’Italia e altri sei Paesi presenteranno un documento il 28 novembre all’Ue nel quale propongono di anticipare al 2025 la revisione delle norme sulle emissioni di CO2 per garantire sostenibilità e neutralità tecnologica. Urso: “Serve una politica industriale europea più equilibrata” L’Italia, insieme alla Repubblica Ceca, ha preso l’iniziativa per sollecitare una revisione anticipata delle norme europee sulle emissioni di Co2 per le automobili che…
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Si allarga l'elenco dei Paesi europei contrari all'attuale regolamento sui limiti alle emissioni di anidride carbonica: la richiesta dell'Italia di rinviare l'applicazione dei nuovi requisiti previsti nel 2025 e di annullare il relativo regime sanzionatorio è ora sostenuta non solo dalla Repubblica Ceca, ma anche da Austria, Bulgaria, Polonia, Romania e Slovacchia. La coalizione, stando a un documento raccolto dalle agenzie di stampa e pubblicato anche sul sito del…
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«Inversione di rotta sulla politica industriale Ue, sull'auto è un bollettino di guerra» TERMOLI. È stato un confronto positivo e costruttivo. Ora, più che mai, è importante andare tutti nella stessa direzione, rimanendo coesi come Sistema Paese in un momento di radicale cambiamento per l’Europa”. Così il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al termine dell'incontro che si è tenuto nel pomeriggio a Palazzo Piacentini, volto a presentare ai…
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– Scongiurare il collasso del settore automotive in Europa. Una sfida che fa i conti da una parte con la transizione green verso la mobilità elettrica e dall’altra con la salvaguardia di un’industria ancora dipendente dai motori a combustione. In questo contesto si è allargato ieri il fronte dei Paesi Ue che chiede di anticipare di un anno, al 2025, la revisione delle norme europee sulle emissioni di CO2 delle auto, che prevedono lo stop dei motori a benzina e a diesel nel 2035.
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Il processo che dovrebbe condurre il vecchio continente verso un modello di mobilità sostenibile inaugurato dall’Unione Europea, si sta avviando verso il suo primo decennio. Una ricorrenza che, però, Bruxelles non potrà certo affrontare con il sorriso sulle labbra. Il suo processo di decarbonizzazione delle emissioni inquinanti, infatti, si sta rivelando sempre più difficoltoso. Reso tale in particolare da un approccio…
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Italia e sei Paesi contro le norme europee sulle emissioni di CO2 delle auto. Con un documento inviato al Consiglio UE Competitività a Bruxelles, sette Stati membri chiedono una revisione anticipata delle misure che prevedono, soprattutto, il discusso stop alla produzione dei motori endotermici dal 2035. I Paesi chiedono di sedersi attorno a un tavolo già nel 2025, senza aspettare il 2026. Oltre all’Italia, rappresentata dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, la richiesta…
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Si allarga il fronte dei Paesi Ue che chiede di anticipare di un anno, al 2025, la revisione delle norme europee sulle emissioni di CO2 delle auto, che prevedono lo stop dei motori a benzina e a diesel nel 2035. L'Italia e la Repubblica ceca hanno inserito la richiesta in un non-paper a cui hanno aderito Austria, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Polonia. Il documento sarà presentato giovedì al Consiglio Ue Competitività a Bruxelles, alla presenza del ministro Adolfo Urso
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I piani del confronto tra Stati membri, istanze dell'Acea e transizione verso l'elettrico sono molteplici e passano anzitutto dai limiti di CO2 da rispettare nel 2025. Germania per il rinvio delle sanzioni
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A pochi giorni dall'inizio del consiglio di competitività dell'Unione Europea, fissato per il 28 novembre, l'Acea ha fatto appello agli Stati membri affinché superino le divergenze e concordino su un rinvio dell'introduzione dei nuovi limiti sulle emissioni di anidride carbonica per le flotte di veicoli, previsti dal 1 gennaio 2025. L'Acea, rappresentante dell'industria automobilistica europea, ha ribadito il suo impegno verso i target di neutralità climatica del 2050, sottolineando le…
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Si allarga il fronte dei Paesi Ue che chiede di anticipare di un anno, al 2025, la revisione delle norme europee sulle emissioni di CO2 delle auto, che prevedono lo stop dei motori a benzina e a diesel nel 2035 . L’Italia e la Repubblica ceca hanno inserito la richiesta in un non-paper a cui hanno aderito Austria, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Polonia. Il documento sarà presentato giovedì 28 novembre al Consiglio Ue Competitività a Bruxelles, alla presenza del ministro delle…
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I consumatori decidono, è l’Europa che deve fermarsi. Mettere al bando le auto a benzina e a diesel dal 1° gennaio 2035 è demenziale; se uno vuole comprarsi l'auto elettrica che oggi costa di più, inquina di più, emette di più, è libero di farlo, però non può essere un obbligo per tutti. Rinviare le scadenze perché altrimenti sarà un disastro. Il ministro Matteo Salvini si è sempre dimostrato particolarmente critico contro il progetto dell'UE di mettere la parola fine alla vendita delle nuove…
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L'obiettivo dell'UE è quello di ridurre costantemente il livello di sostanze inquinanti emesso nell'aria e può essere raggiunto senza eccessivi sforzi perseguendo una sempre più diffusa elettrificazione della gamma. Il problema nasce però a causa del forte rallentamento della domanda di veicoli elettrici che sta mettendo in crisi l'industria automobilistica europea e tedesca in particolare, per cui non sorprende che sia proprio il governo di Berlino a contestare le misure varate a…
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Si allarga il fronte dei Paesi Ue che chiede di anticipare di un anno, al 2025, la revisione delle norme europee sulle emissioni di CO2 delle auto, che prevedono lo stop dei motori a benzina e a diesel nel 2035. L'Italia e la Repubblica ceca hanno inserito la richiesta in un non-paper a cui hanno aderito Austria, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Polonia. Il documento, di cui l'ANSA ha preso visione, sarà presentato giovedì al Consiglio Ue Competitività Bruxelles, alla presenza del ministro Adolfo Urso
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