Le trattative sono durate oltre 70 ore, ma alla fine i rappresentati di Volkswagen e il sindacato tedesco dell’industria metallurgica (IG Metall), come annunciato venerdì in serata, hanno trovato una soluzione unanime. L’azienda automobilistica tedesca è intenzionata a lasciar cadere oltre 35’000 posti di lavoro entro il 2030 senza dover intervenire con licenziamenti o la chiusura delle fabbriche.
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Il sindacato tedesco Ig Metall ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con Volkswagen su un piano di riduzione dei costi che eviterà i licenziamenti forzati nelle fabbriche della più grande casa automobilistica in Germania. Lo riportano i media tedeschi. "Siamo riusciti a trovare una soluzione per i dipendenti dei siti Volkswagen che garantisce i posti di lavoro, salvaguarda i prodotti e allo stesso tempo consente importanti investimenti futuri"…
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Ancora trattative in corso tra sindacati e Volkswagen. L'intesa è in dirittura d'arrivo, ma c'è ancora il rischio della chiusura di una fabbrica, mentre un'altra potrebbe essere venduta. Sindacati e operai non hanno smesso di minacciare un'escalation degli scioperi; l'ultimatum è quello di trovare un accordo (anche con compromessi) entro Natale. La direzione sembra essere quella di ridurre il numero di fabbriche chiuse in maniera definitiva, resta in bilico…
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Stando a quanto riferisce Reuters, ci sarebbero dei segnali positivi tanto che una fonte vicina ai negoziati avrebbe detto: "ci stiamo avvicinando". Anche altre fonti avrebbero confermato questa affermazione anche se mettono in guardia che fino alla fine qualcosa potrebbe andare storto. Volkswagen ed i sindacati continuano a trattare ad oltranza. Il quinto round di trattative è iniziato lunedì, con i negoziatori che hanno fatto solo brevi pause.
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Le trattative tra i vertici della Volkswagen e i rappresentanti dei lavoratori proseguono a oltranza: il confronto è aperto da giorni e le parti hanno deciso di non interrompere le interlocuzioni nonostante si stia avvicinando la chiusura delle attività lavorative per il periodo natalizio. Il sindacato IG Metall si è rivolto ai suoi iscritti per "rammaricarsi che ci sia ancora una situazione di stallo", ma ha lanciato dei segnali che…
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Volkswagen e il sindacato IG Metall potrebbero aver trovato degli accordi per salvare gli stabilimenti tedeschi, ma non senza rinunce importanti Sono settimane concitate in casa Volkswagen, dopo la decisione di tagliare i costi per fronteggiare la crisi di vendite del gruppo. Come ormai ben sappiamo, VW ha "minacciato" di chiudere ben tre stabilimenti tedeschi, con un conseguente importante taglio della forza lavoro.
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La Germania, un tempo locomotiva d’Europa, rischia di trasformarsi in un vagone merci abbandonato su un binario morto. Anzi in un’auto da rottamare. La famiglia Porsche-Piëch, azionista di controllo di Volkswagen, ha deciso che il colosso di Wolfsburg deve “dimagrire” per sopravvivere: chiusura di più stabilimenti, licenziamento di migliaia di lavoratori e taglio degli stipendi. Un terremoto sociale che non risparmia nemmeno la cassaforte di famiglia.
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L'inverno sta arrivando e per la Germania sarà un inverno di gelo industriale. Con il governo di Olaf Scholz dimissionario, una campagna elettorale apertasi in maniera rissosa e la crisi sistemica del Paese in atto, è la frenata dell'economia causata dal calo verticale della manifattura a esemplificare la crisi della (fu?) locomotiva d'Europa. Colpisce e stupisce da tempo la crisi
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I partecipanti hanno parlato di negoziati difficili. Entrambe le parti avevano già negoziato la sera prima e i colloqui sono proseguiti mercoledì dopo una pausa nel primo pomeriggio. Secondo quanto riferito, le trattative sono durate finora complessivamente 50 ore. Da lunedì i rappresentanti della Volkswagen e dell'Ig Metall si adoperano ad Hannover per trovare una soluzione alla disputa su tagli salariali, chiusure di stabilimenti e licenziamenti.
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