Il 'tavolo' di Giorgia Meloni resta vuoto, la premier chiama le opposizioni per proporre una sede di confronto permanente sulla crisi in Iran ma solo i centristi offrono disponibilità, M5s e Avs pronunciano un netto no, mentre il Pd non chiude ma ripete che la sede per parlarsi è innanzitutto il Parlamento e che la premier dovrebbe prima tornare in aula. Alla fine rimane l'impegno della premier ad "aggiornare" tempestivamente - ma uno ad uno e via telefono - i leader delle minoranze.
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Roma, 12 mar. – Il ‘tavolo’ di Giorgia Meloni resta vuoto, la premier chiama le opposizioni per proporre una sede di confronto permanente sulla crisi in Iran ma solo i centristi offrono disponibilità, M5s e Avs pronunciano un netto no, mentre il Pd non chiude ma ripete che la sede per parlarsi è innanzitutto il Parlamento e che la premier dovrebbe prima tornare in aula. Alla fine rimane l’impegno della premier ad “aggiornare” tempestivamente – ma uno ad uno e via telefono – i leader delle…
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La premier ha assicurato che terrà aggiornati i leader delle opposizioni con chiamate e messaggi sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Ma l'invito per un tavolo istituzionale da palazzo Chigi, secondo il leader di Azione, non sarebbe stato accettato da tutti La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato a Elly Schlein per fare il punto sulla situazione…
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Venezia, 12 mar. – “Mi ha telefonato la presidente Meloni, siamo rimaste d’accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che fosse necessario in una situazione, quella che riguarda il conflitto in Medio Oriente, molto preoccupante anche in riferimento all’attacco che c’è stato alla nostra base a Erbil”. Così Elly Schlein, segretaria del Pd, questa sera a Venezia, a margine di un incontro sul referendum
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“Alla fine” Meloni “non ce l’ha fatta neanche oggi, l’aplomb istituzionale, l’appello all’unità, il tavolo… forse ce l’aveva proposto con troppo anticipo, sarebbe stato più saggio aspettare ancora un po’ di giorni. Poi mancano tutti gli elementi per avere un quadro chiaro della situazione”. Così ha esordito – con ironia – Nicola Fratoianni di Avs alla Camera, dopo le comunicazioni di ieri di Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue.
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ROMA Apparecchia il tavolo con le opposizioni di prima mattina: «Quando volete ci sono per un confronto sulla crisi» in Medio Oriente. Ma a tarda sera, a Montecitorio, l'unico tavolo ancora apparecchiato è il buffet di Confartigianato che attira un via vai di onorevoli affamati e rapiti dagli agnolotti al sugo di ossobuco. Giorgia Meloni apre la lunga giornata in Parlamento allungando un ramoscello d'ulivo al centrosinistra.
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Se doveva servire a svelenire il clima tra maggioranza e opposizioni di fronte al tragico evento della guerra in Iran, quella di ieri in Parlamento è stata chiaramente un’occasione perduta. Non tanto per mancanza di volontà di Meloni, riapparsa alle Camere dopo molte insistenze di Pd, 5 Stelle e Avs, e protagonista di uno sforzo, almeno nel tono, mirato a cercare il confronto, in vista di provved…
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Come sarebbe stato il dibattito sulla crisi del Golfo e sul prossimo Consiglio europeo senza l’incombenza del referendum, senza le mattane di certi governisti di rango, senza la condanna social dei vecchi video di FdI sulle accise da abolire che tornano a girare in rete? Di sicuro migliore. Probabilmente concluso da un voto a larga maggioranza. Perché Giorgia Meloni sa per esperienza, e lo dice, …
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ROMA Apparecchia il tavolo con le opposizioni di prima mattina: «Quando volete ci sono per un confronto sulla crisi» in Medio Oriente. Ma a tarda sera, a Montecitorio, l'unico tavolo ancora apparecchiato è il buffet di Confartigianato che attira un via vai di onorevoli affamati e rapiti dagli agnolotti al sugo di ossobuco. Giorgia Meloni apre la lunga giornata in Parlamento allungando un ramoscello d'ulivo al centrosinistra.
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La presidente Meloni continua a «non concordare» e «non condannare». Chi si aspettava che nel dibattito in Parlamento la premier prendesse una posizione definita è rimasto deluso. Quando alla fine della replica alla Camera esclama assertiva che «la posizione del governo è chiarissima» ci si chiede smarriti: «Oddio, e qual è?». Se c’è un passo in più rispetto alle mezze parole dei giorni scorsi è la condanna netta del bombardamento sulla scuola di Minab
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Meloni: “Quando gli Usa uccisero Soleimani non dissi che Conte era un vigliacco” 11 marzo 2026 "Quando, nel gennaio del 2020, e al Governo c’era Giuseppe Conte con alcuni ministri del Partito democratico, gli Stati Uniti uccisero il generale iraniano Soleimani, fuori dalle regole del diritto internazionale, allora nessuno, né Conte e neanche i ministri del Pd, dichiarò che quella scelta ordinata dal presidente Trump era contraria al diritto internazionale e nessuno la…
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Il concetto suona un po’ come l’ormai celebre – quanto sfortunata – citazione di Mario Draghi (“Volete la pace o il condizionatore?”). Quando Giorgia Meloni prende la parola di buon mattino al Senato per le comunicazioni in anticipo in vista del Consiglio Europeo ricalca la dichiarazione del suo predecessore, ora sul Medio Oriente, allora sull’Ucraina: …
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