Un’indiscrezione rilanciata dal sito investigativo Whale Hunting sostiene che il Venezuela potrebbe aver accumulato una riserva segreta di 60 miliardi di dollari in Bitcoin, con Alex Saab come presunto “custode” delle chiavi. Nel frattempo, le vicende giudiziarie di Saab e della moglie italiana Camilla Fabri tornano sotto i riflettori, tra estradizione, scambi di prigionieri e una recente condanna patteggiata a Roma
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Altre notizie:
Il Venezuela potrebbe detenere una riserva segreta di bitcoin del valore di circa 60 miliardi di dollari, una delle più ricche del mondo, poco meno di quanto detenuto da Strategy, la società di Michael Saylor quotata al Nasdaq. Si vocifera che fin dal 2018 il Venezuela converta in bitcoin i proventi derivanti dalla vendita di oro e petrolio. E poiché l’arresto dell’ormai ex presidente venezuelano Nicolas Maduro è stato presentato dagli americani come…
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Saab ha operato attraverso società per firmare contratti di noleggio delle petroliere, incassare e trasferire pagamenti per il greggio ma soprattutto mascherare il collegamento diretto con il governo di Caracas
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La destituzione di Nicolas Maduro sembra aver giovato alle attività legate alle criptovalute del presidente americano L’incursione militare statunitense in Venezuela non ha solo rafforzato la posizione di Donald Trump tra gli anticomunisti della Florida meridionale, le sue tensioni con altri paesi latinoamericani o la sua disponibilità a minacciare la Groenlandia e la Colombia. Sembra anche aver aumentato il suo patrimonio personale.
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Circolano con maggiore insistenza voci su riserve in criptovaluta che il dittatore e la sua cricca avrebbe accumulato grazie anche a traffici illeciti. E le autorità americane potrebbero volersene impossessare, riducendo i quantitativi di Bitcoin circolanti e provocando un aumento del valore della valuta virtuale La promessa di una nuova e per nulla certa El Dorado del Sud America appassiona gli statunitensi: secondo voci di corridoio che…
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Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. In effetti non ci vuole molta fantasia a “pensar male” a proposito dell’intervento Usa in Venezuela, la cattura (violenta) di Maduro e la cattura (non violenta) della governance di quel Paese. Nessuno, come ha detto il Primo ministro inglese Keir Starmer, spargerà lacrime sulla fine del regime – crudele e corrotto – di Maduro.
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Il Venezuela potrebbe nascondere altre ricchezze nascoste, oltre alle riserve di oro ed ai ricavi della vendita di petrolio. Secondo rumors di mercato, il Presidente venezuelano Nicolas Maduro avrebbe accumulato massicce riserve di Bitcoin per un valore di 60 miliardi di dollari. Una ipotesi non confermata e che divide gli esperti del settore.Secondo quanto riferito da diversi media, il tesoro accumulato dal governo venezuelano in Bitcoin sarebbe frutto di traffici illeciti dell'attuale ministro della produzione e dell'industria Alex…
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Dopo la cattura di Nicolas Maduro, gli analisti internazionali stanno cercando di capirci qualcosa di più circa le condizioni finanziarie del Venezuela. E c’è un dato che è emerso da qualche giorno e che, se confermato, scuoterebbe i mercati internazionali: il regime disporrebbe di riserve composte tra 600.000 e 660.000 Bitcoin per un controvalore attuale compreso tra 56 e 61 miliardi di dollari. A rivelarlo è stato il sito Whale Hunting, che ha…
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Non solo petrolio e oro, il Venezuela potrebbe avere altre ricchezze nascoste. Da qualche giorno, dall'arresto del Presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, si vocifera di massicce riserve di Bitcoin. Ne parlano diversi siti specializzati, ipotizzando che il Presidente Trump potrebbe porre sotto sequestro le riserve di criptovalute del Venezuela e farle confluire nelle riserve crypto statunitensi, producendo una diminuzione dei quantitativi in circolazione e una…
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Vero o falso? Di certo la voce corre sui social, al punto da essere riportata anche da Cnbc: il Venezuela potrebbe detenere una riserva segreta di Bitcoin del valore di circa 60 miliardi di dollari, una delle più grandi del mondo, poco meno di quanto detenuto da Stratego, la società di Michael Saylor. Si vocifera che fin dal 2018 il Venezuela converta i proventi derivanti dalla vendita di oro e petrolio in Bitcoin.
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Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. In effetti non ci vuole molta fantasia a “pensar male” a proposito dell’intervento Usa in Venezuela, la cattura (violenta) di Maduro e la cattura (non violenta) della governance di quel Paese. Nessuno, come ha detto il Primo ministro inglese Keir Starmer, spargerà lacrime sulla fine del regime – crudele e corrotto – di Maduro.
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È vero che Maduro controlla una quantità enorme di Bitcoin? Una storia che sta facendo il giro del mondo. Quando accadono eventi insoliti, la lista dei rumors non può che allungarsi. D’altronde i misteri sono sempre tanti – e la tentazione di unire puntini, anche in circostanze di pettegolezzo puro – è spesso troppo forte. L’ultima riguarda ancora l’arresto di Maduro, e l’enorme tesoro che avrebbe accumulato… nel corso degli anni passati al potere.
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