Qual è la spiegazione dei volgari insulti di Donald Trump rivolti ad avversari, giornalisti, funzionari e ai quanti altri, donne e uomini, capitano a tiro degli umori presidenziali? Si può discutere se si tratti di innata malvagità, di rabbia covata contro il sapere, oppure dell’effetto di malattie che minano la stabilità anche mentale del personaggio. Da tempo a…
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La morte di Rob Reiner e di sua moglie Michele Singer meriterebbe il rispetto e il silenzio che in chiunque, istintivamente, una tragedia incomprensibile suscita. Ancor più se di radice familiare. Ma il silenzio e il rispetto sono merce fuori corso e anche l’istinto ad astenersi dal giudizio di fronte a ciò che non capiamo è purtroppo una funzione vitale che abbiamo perduto. Ho letto con grande attenzione l’intervista di Roberto Croci, una delle ultime, in cui Reiner si esprime sulla politica americana
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Sarebbe persino rassicurante liquidare le condoglianze aggressive di Trump - quelle in cui «saluta» il regista ucciso mortificandolo e dileggiandolo - come un nuovo genere letterario riferibile soltanto a lui. Trump unisce brutalità e ottusità, un mix difficilmente riscontrabile nello stesso essere umano, ma non è un cavaliere solitario. Interpreta, esasperandolo, lo spirito di un’epoca che ha dichiarato guerra alla gentilezza e considera la buona educazione una forma di ipocrisia.
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NEW YORK – Magari non sarà un nuovo caso Epstein, però dimostra che dietro le quinte della Casa Bianca un po’ di malcontento monta. Le reazioni di Donald Trump all’omicidio del regista Rob Reiner hanno innescato un serie di risposte negative tra gli stessi repubblicani, che confermano come almeno una parte della sua base stia diventando sempre più impaziente e pronta a prendere le distanze, quand…
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Non si può pretendere che Donald Trump incarni la pietas romana, un sentimento così forte e profondo che ormai si trova raramente nelle persone, soprattutto quelle che ricoprono ruoli di potere. Ma almeno la pietà, quella che porta a nascondere le malefatte delle persone quando muoiono, con orazioni funebri al limite dell’imbarazzo, quella almeno Trump la poteva mostrare nei confronti di Rob Reiner, invece di etichettarlo come squilibrato e paranoico.
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Quando Donald Trump ha commentato la morte del regista Rob Reiner attribuendola alla “Trump Derangement Syndrome“, molti hanno liquidato la cosa come l’ennesima provocazione social. Ma dietro quella battuta c’è qualcosa di più inquietante: l’uso di un’etichetta pseudo-medica per neutralizzare il dissenso politico. Non è una diagnosi, è una strategia retorica. E come tutte le strategie che trasformano gli avversari in “altro”, merita di essere presa sul…
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