Proprio in questi giorni, dove si ripetono le morti civili in Ucraina, si svela tutta la disonestà intellettuale dei fanatici del liberalismo atlantista. Penso in particolare al loro modo quasi invasato di presentare la Russia come stato terrorista, tacendo però su quanto Israele sta facendo a Gaza, di gran lunga più terribile; nel loro discorso, a un tempo ipocrita e menzognero, si riconosce la loro inadeguatezza a parlare credibilmente di diritto internazionale
Leggi
Su Atlantico quotidiano Stefano Magni scrive: «E potrebbe essere solo un antipasto: è infatti parte dello stesso problema costituito dalle minacce iraniane di bloccare il Golfo Persico, dalla costruzione di basi navali cinesi nel Mar Cinese Meridionale e dalla “guerra del grano” combattuta dalla Russia nel Mar Nero. Si tratta di una strategia volta a strangolare, alla bisogna, gran parte del commercio da cui dipende il Mondo Libero.
Leggi
Nessuna ipotesi di pace Mosca controlla centomila chilometri di territorio occupato; Kiev è riuscita a riprenderne una parte minore. Una guerra che si trascina da quasi due anni (il prossimo ventiquattro di febbraio) e che ha prodotto oltre mezzo milione fra morti e feriti. Per questa guerra Putin ha speso fino ad oggi circa centotrenta miliardi; Zelensky forse il doppio, ma, intendiamoci, non ha speso soldi suoi, bensì quelli che graziosamente gli hanno inviato Stati Uniti ed Unione europea, che si erano messi in testa di creare un grosso…
Leggi
Giuseppe Casale – L’espressione “terza guerra mondiale a pezzi”, coniata nel 2014 da Papa Francesco, riecheggia tra gli analisti dispiegando tutta la sua pregnanza. È innegabile: la nostra è un’epoca di conflitti disseminati eppur collegati in quanto a cause e corresponsabilità, effetti e rischi propagativi. È il lato oscuro di un’interdipendenza fatta di antagonismi locali ma intelligibili più chiaramente a livello globale.
Leggi
L’espressione “terza guerra mondiale a pezzi”, coniata nel 2014 da Papa Francesco, riecheggia tra gli analisti dispiegando tutta la sua pregnanza. È innegabile: la nostra è un’epoca di conflitti disseminati eppur collegati in quanto a cause e corresponsabilità, effetti e rischi propagativi. È il lato oscuro di un’interdipendenza fatta di antagonismi locali ma intelligibili più chiaramente a livello globale.
Leggi
Il 2023 si chiude in un clima di generale spaesamento internazionale dove America ed Europa non riescono più a influenzare le soluzioni delle grandi crisi – Al contrario il Global South sembra destinato ad essere un attore dei futuri equilibri economici mondiali È in un clima di generale incertezza e smarrimento che si chiude questo 2023 che ha visto aumentare e aggravarsi le aree di crisi globali presenti nel mondo.
Leggi
– Altro che “fine della Storia“, come improvvidamente scrisse il politologo americano Francis Fukuyama nel 1992, celebrando il trionfo della democrazia liberale dopo la caduta del Muro. Magari. Regimi illiberali di varia ideologia, teocrazie e oligarchi governano oggi la maggior parte del mondo generando un’instabilità che ha prodotto una serie di guerre regionali, alcune delle quali – l’invasione russa dell’Ucraina iniziata nel febbraio del 2022 e la…
Leggi
