"Giggino 'o mandulino" suona la sua versione di Per sempre si' di Sal Da Vinci a Chiaia. A pochi passi da dove vive il cantante vincitore di Sanremo 2026 e dal teatro Sannazaro, incendiato il posteggiatore mandolinista Luigi Papa, in arte Giggino 'o mandulino, ripropone la versione acustica del tormentone. "Appena l'ho sentita a Sanremo l'ho subito suonata - dice - Così sembra un classico della canzone napoletana
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Eppure Sal da Vinci non solo è un cantante italiano, ma addirittura ha anche la nazionalità statunitense. Ma se tu leggi di lui dopo la vittoria a Sanremo, leggerai che è un cantante napoletano. Il secondo arrivato Sayf (che pure è mezzo tunisino) sicuramente è definito italiano e non di Genova, dove è nato. Come è italiana Ditonellapiaga, terza, pur essendo di Roma. Sal da Vinci deve essere diversamente italiano essendo nato a Napoli
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Le storie sono importanti perché da sempre, ci raccontano gli antropologi, aiutano a capire le società e le loro trasformazioni. La canzone vincitrice quest’anno del festival di Sanremo è una storia d’amore: il protagonista è “un re dal cuore innamorato” che ha il potere di regalare a “una regina ora vestita in bianco sposa” “il più grande giorno” della sua vita. Il più grande giorno. Quello in bianco vestita.
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Vincere è bello, ma vincere senza farsi guastare la festa lo è anche di più. Prendete Sal Da Vinci. Trionfa al Festival di Sanremo, torna a casa, trova la folla, i cori, l'abbraccio collettivo, il quartiere che si gonfia come il petto di una mamma alla recita di fine anno e avrebbe sì materiale per distribuire frecciatine come confetti, invece no. Sceglie la cosa più difficile: chiede di non rispondere alle provocazioni.
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Che ci fosse una certa elettricità, intorno a Sal Da Vinci, l'ho capito, non senza un poderoso moto di stupore, la prima sera del Festival di Sanremo, quando, all'annuncio del nome del futuro vincitore della kermesse, anche qui, in una città emiliana di norma freddina e abbottonata, sono partiti dei gridolini d'approvazione. Fino a che non è comparso lui, Salvatore Michael Sorrentino, nome che pare rubato a uno dei personaggi dell'altro Sorrentino, quello che…
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Non volevo, vi giuro che non volevo. Ma gli è che è intervenuto e uno, e poi è intervenuto e due, e poi non contento è intervenuto ancora e tre. E allora, scusate, ma devo intervenire anch’io. Sto parlando degli attacchi di quel che era, una volta, il notista gentile del Corriere, Aldo Cazzullo. Vittima il povero incolpevole Sal Da Vinci, tanto smarrito al momento della proclamazione a Sanremo, da sembrare di aver vinto quasi contro la sua volontà.
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«Veder vincere un testo così su un palco che pochi minuti prima aveva visto ospite il padre di Giulia Cecchettin è una contraddizione da fare paura» (Irene Renei, blogger) «La colonna sonora di un matrimonio della camorra» (Aldo Cazzullo) Rispetto alla seconda citazione, parola di avvocato bolognese che trent’anni fa ha sposato una napoletana, e al ricevimento si è divertito moltissimo, ci potrebbe pure stare bene la querela.
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Da Cazzullo un passo falso: non si capisce come mai, a chi voglia dire che una canzone di un autore napoletano è brutta, debba venire in mente l’associazione con la camorra Da anni mi occupo delle ‘immagini’ del Mediterraneo e dei suoi popoli, e ne ho teorizzato il doppio movimento – da un lato, la stigmatizzazione ‘orientalista’ dell’arretratezza, dall’altro la rivendicazione rovesciata di certi stereotipi come elementi identitari positivi (la ‘lentezza’…
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Il ritorno a Napoli, dopo il trionfo a Sanremo, è stato un bagno di folla per Sal Da Vinci. “Ciao a tutti” esordisce così l'artista napoletano presentandosi al suo pubblico. Di fianco sua moglie, di sottofondo la sua "Per sempre sì" e una piazza che si infiamma. Arrivano la figlia, il figlio, la mamma, i nipotini: la famiglia che ha ispirato quel brano divenuto virale in meno di una settimana. Innalza il trofeo, rivolto alla piazza Torretta il quartiere dove ha vissuto la sua infanzia, la sua giovinezza, lì dove è…
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