C’è stato un momento, tra il 2023 e il 2024, in cui il miglior investimento non era l’intelligenza artificiale, l’oro o l’oro nero, ma il lingotto d’oro bruno. Il dolce e rassicurante cioccolato. In quei mesi, le fave di cacao hanno messo a segno una performance degna di una criptovaluta, triplicando il proprio valore e abbattendo la soglia psicologica dei 10.000 dollari per tonnellata. Una corsa che ha reso la materia prima più cara del rame
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Un crollo verticale per i prezzi del cacao, che ieri sui mercati internazionali sono scesi a poco più di 3.000 dollari per tonnellata. All’apice toccato nell’aprile del 2024, sfondarono il tetto dei 12.000 dollari e segnarono un record assoluto nella loro storia. Da allora, -75%. Ma la caduta è stata brusca anche con riferimento agli ultimi tempi: -25% in un mese. Come sempre, i movimenti sono spiegati dalle forze della domanda e dell’offerta.
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I futures sul cacao (COCOA) presso Intercontinental Exchange (ICE) sono crollati oggi, in calo di oltre il 5% e scesi sotto i 3.000 dollari per tonnellata – livelli che non si vedevano da maggio 2023. Il mercato è penalizzato da una domanda fisica cronicamente debole, da un forte rallentamento della trasformazione (processing), da condizioni meteo favorevoli in Africa occidentale e dalla prospettiva di una stagione di raccolto abbondante, fattori che stanno…
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I prezzi del cacao sui mercati internazionali sono tornati a scendere bruscamente dopo gli “schizzi” record dell’ultimo biennio: dalle quotazioni ben sopra i 12.000 dollari a tonnellata toccate nel 2024 il valore si è ridotto sino a livelli inferiori ai 3.200 dollari nelle ultime settimane, riflettendo un progressivo rallentamento della domanda industriale e un surplus di offerta dovuto a condizioni climatiche favorevoli nelle aree produttive principali.
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Roma, 20 feb. – Da inizio anno i prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe hanno segnato un -41%, consolidando il trend deflattivo in corso da inizio 2025 (-72%) e arrivando a toccare i minimi degli ultimi due anni e mezzo. Le proiezioni di una campagna 2025/26 caratterizzata da un surplus globale superiore alle aspettative e su livelli record pluriennali hanno contribuito a intensificare le prese di posizione degli operatori non commerciali, confermando uno stato di ipervenduto.
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Linizio del 2026 segna scenari complessi per cacao e riso , secondo i dati di Areté. Da un lato, la fava di cacao soffre un calo dei prezzi senza precedenti, con minimi pluriennali sul mercato internazionale dovuti a un surplus globale superiore alle attese. Dallaltro, il riso italiano mostra segnali differenziati: ribassi diffusi per le principali varietà, accompagnati da un boom di semine per il Tondo, favorito da prezzi sostenuti e da una domanda crescente.
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Il prezzo del cacao scende, quello del cioccolato resta ostinatamente alto. A prima vista un paradosso, in realtà il ritratto preciso di una filiera globale lunghissima, dove il tempo degli affari non coincide mai con quello dei consumatori. Le quotazioni internazionali del cacao sono crollate progressivamente fino ai 3.200 dollari la tonnellata registrati ieri, il 70% in meno rispetto al picco di un anno fa, quando siccità e malattie delle piante in Africa occidentale…
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Morbido, lucido, profumato di rum: il babà è molto più di un dolce. È un simbolo identitario, un rito domenicale, un’espressione linguistica (“Si’ ‘nu babbà”) che a Napoli equivale a dire: sei una meraviglia. Ma la sua storia, sorprendentemente, non nasce all’ombra del Vesuvio. Dalla Polonia alla Francia: le origini europee Le radici del babà affondano nel Settecento, alla corte di Stanislao Leszczyński, re di Polonia in esilio e duca di Lorena.
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