Di Pietro contro Gratteri. Più vintage? Signorile contro Cirino Pomicino. Derby socialista: Andò contro Formica. Preferite i comunisti? Violante contro Barbera. Per i più raffinati, volendo, abbiamo Padovani contro Coppi. Bello, no? La prima parte della campagna referendaria sulla giustizia è tutta così. O peggio. La contrapposizione postuma tra Falcone e Borsellino, con annesse accuse di propalare fake news sulle passate posizioni dell’uno e dell’altro, è uno spettacolo troppo triste persino per questa maledetta seconda repubblica e mezza.
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Bergamo. “La riforma della giustizia è, prima di tutto, un riequilibrio dei poteri. Oggi la magistratura è così unita nella stessa “famiglia” da aver finito per alterare il principio del giusto processo costituzionale. La Separazione delle Carriere non significa rendere impossibile il passaggio da pubblico ministero a giudice, che è già oggi fortemente limitato; significa piuttosto evitare che queste due funzioni appartengano al medesimo Consiglio superiore della…
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Dopo la delusione per le regionali, con i prossimi appuntamenti elettorali potrebbe finire con un pareggio, il campo largo rischia di prendere uno schiaffone anche sul referendum sulla giustizia. Politicizzato al massimo dalle sinistre, dalle toghe militanti e dal fronte del no come l'appuntamento della verità, della possibile spallata
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È stato formalmente costituito davanti al notaio il comitato “Cittadini per il Sì”, l’organismo che sosterrà il referendum sulla riforma della giustizia e, in particolare, sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici. A presiederlo sarà Francesca Scopelliti, senatrice e compagna di Enzo Tortora, simbolo delle battaglie garantiste italiane. Nelle intenzioni dei promotori, il comitato nasce per «dare ai cittadini un segnale concreto di cambiamento» e per rilanciare un progetto che punta a…
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ROMA Nasce "Cittadini per il Sì", il comitato promosso per "sostenere la riforma della giustizia e per dare ai cittadini un segnale di cambiamento concreto contro lentezza, opacità e inefficienze del sistema". A presiederlo è Francesca Scopelliti, già senatrice, compagna di Enzo Tortora "e da sempre impegnata per una giustizia davvero giusta". E' quanto si legge in una nota del comitato. Il comitato è stato fondato, oltre che da Scopelliti, da Giuseppe Cioffi, giudice…
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Nasce il comitato promosso per sostenere la riforma della giustizia e "per dare ai cittadini un segnale di cambiamento concreto contro lentezza, opacità e inefficienze del sistema". A presiedere “Cittadini per il Sì” è Francesca Scopelliti, senatrice, compagna di Enzo Tortora. Fondatori sono Giuseppe Cioffi, giudice, Antonio Rinaudo, ex pm, gli avvocati Guido Camera, Alessandra Cacchiarelli, Elisabetta Manoni, i giornalisti Alessandro…
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PlayStop Note dell’autore di venerdì 14/11/2025 Un appuntamento quasi quotidiano, sintetico e significativo con un autore, al microfono delle voci di Radio Popolare. Note dell’autore è letteratura, saggistica, poesia, drammaturgia e molto altro. Il tutto nel tempo di un caffè! PlayStop Tutto scorre di venerdì 14/11/2025 Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.
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La riforma costituzionale della giustizia E’ stata pubblicato sulla G.U. del 30 Ottobre 2025 la Legge di Riforma Costituzionale varata dal Parlamento che concerne “Norme in materia di Ordinamento Giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” (v testo allegato) Terminato il lungo iter parlamentare, la legge, per divenire effettiva, dovrà ancora essere sottoposta al referendum confermativo dei cittadini, probabilmente nella primavera del 2026.
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Dalla separazione delle carriere alla riforma del disciplinare, dalla giustizia civile all’ordinamento professionale, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde alle domande del Sole 24 Ore al XXVIII Congresso della giovane avvocatura che si è aperto ieri a Bergamo. Domanda: Signor ministro, si riconosce in una lettura della riforma costituzionale all’insegna del revanscismo da parte della politica nei confronti della magistratura? Risposta: Non è una volontà di rivincita e…
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Tra pochi mesi, se la riforma del governo passerà il referendum, le loro carriere saranno definitivamente separate da quelle dei colleghi giudici. Così, finché sono in tempo, sempre più pubblici ministeri stanno correndo ai ripari: negli ultimi mesi si sono moltiplicati i traslochi dei magistrati dell’accusa verso la funzione giudicante, lasciando le procure – sempre …
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«La separazione delle carriere non è eversiva e fatico a capire le ragioni e i toni del fronte del No». A parlare non è Giorgia Meloni o Carlo Nordio ma Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente di spicco del Pd. «Schlein si rechi a Kyiv, se vorrà, sarò felice di accompagnarla», dice spiegando poi che «il Paese stenta a riconoscere un’alternativa credibile al governo Meloni».
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“Non c’è un aspetto punitivo nei confronti della magistratura, un riequilibrio tra i poteri politico, legislativo e giurisdizione in parte sì. Non c’è nulla da vendicare, la magistratura ha fatto il suo dovere, abbiamo tutti commesso degli errori ma ho sempre sostenuto che la magistratura non ha mai aggredito la politica, e non ha mai cercato di sostituirsi alla politica”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel corso del suo intervento al Congresso ordinario…
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Riforma giustizia, Delmastro: "Meloni taglia le unghie alla politica sulla magistratura" 13 novembre 2025 Con la riforma della giustizia, "Giorgia Meloni ha deciso di tagliere le unghie alla politica sulla magistratura e contemporaneamente di liberare i magistrati dal giogo delle componenti che hanno dato pessima prova di sé in anni passati. Liberiamo le energie della magistratura”. Lo ha detto Andrea Delmastro, sottosegretario alla giustizia, a…
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L’asse del referendum confermativo non è, malgrado la retorica da comizio, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri: quella è una scelta politicamente divisiva ma concettualmente chiara, da anni oggetto di confronto dottrinale e comparato, con argomenti seri su entrambi i fronti; il vero punto critico, quello che può alterare in profondità la fisionomia costituzionale della giurisdizione, è l’istituzione dell’Alta Corte…
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Secondo il racconto dei media mainstream, l’Italia in mano al governo di centrodestra doveva finire in bancarotta, Londra poteva regredire al Medioevo dopo aver lasciato l’Ue e Trump avrebbe fatto saltare i mercati globali: non ne hanno presa una.Lo scandalo sulla Bbc, gloriosa emittente televisiva britannica scoperta «con le mani nella marmellata» a falsificare il racconto degli eventi del 6 gennaio 2021 di fronte a Capitol Hill in modo da far credere che Donald Trump avesse esplicitamente esortato i manifestanti ad assaltare…
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«La Riforma della giustizia non è contro i magistrati. Per noi anzi può essere una purificazione», spiega Giacomo Rocchi, presidente di sezione della Corte di Cassazione. E il capo della Procura di Padova, Antonello Racanelli, invita i colleghi a non far guerra alla politica: «Maggioranza legittimata dal voto, sì alla separazione delle carriere». Prosegue Rocchi: «Non temo la riforma…
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Siamo alla fase divulgativa. La separazione delle carriere viaggia verso il referendum come una carovana imponente e un po’ misteriosa. E così, come avviene anche su queste pagine, si moltiplicano i doverosi sforzi di rendere accessibile il contenuto della riforma e i motivi delle opposte posizioni in vista del voto popolare. Ieri il Corriere della Sera ha rivolto a diversi giuristi tre quesiti. Il primo recitava: «La riforma mina autonomia e indipendenza dei magistrati?» .
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Sarina Biraghi Di Pietro guida il Comitato del «Sì» Antonio Di Pietro (Ansa) Presentazione ufficiale per il gruppo che appoggia il testo al referendum del 12 giugno. A sinistra, il fronte del «No» miete già le prime vittime: Carofiglio è un «indesiderato».Sarà il 12 giugno l’appuntamento con le urne per il referendum sulla giustizia, che prevede principalmente la separazione delle carriere dei magistrati (tra giudice e pubblico ministero) e la scelta per sorteggio dei membri dell’Associazione nazionale magistrati.
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Min lettura La riforma costituzionale sulla giustizia voluta dal governo Meloni, appena approvata dal Parlamento, modifica il Titolo IV della Costituzione, ridefinendo l’assetto della magistratura. I pilastri sono tre: separazione delle carriere, sdoppiamento del CSM e istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Innanzitutto, ogni magistrato dovrà scegliere all’inizio se fare il giudice o il pubblico ministero, senza possibilità di…
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La riforma costituzionale sulla magistratura approvata dal governo e dalla maggioranza politica parlamentare non incide sul funzionamento della giustizia, non cura gli interessi del popolo, ma è punitiva nei confronti della magistratura libera e coraggiosa e tesa a garantire l’impunità del potere politico. Sgomberiamo subito il campo dall’idea che se dovesse vincere il Sì al referendum confermativo noi avremmo una giustizia più giusta, equa, efficiente, efficace e rapida.
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ROMA La domanda di Antonio Di Pietro risuona, nella sala stampa di Montecitorio, con la stessa solennità della formula recitata dal prete sull’altare: «Vuoi (tu) che accusa e difesa possano giocarsi le loro carte di fronte a un giudice che non ha niente a che spartire con entrambi?». È questo, secondo il magistrato simbolo di Mani pulite e ora sponsor del sì al referendum sulla giustizia, il quesito da porre ai cittadini, spiegando loro che «oggi…
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Nella lettera dell’11 marzo 1993 alla Fraternità di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani formulò un giudizio molto duro su Tangentopoli: «Di fronte al dissesto totale del nostro paese non possiamo non essere provocati ad un giudizio: un’azione che per punire colpevoli distrugge un popolo, come coscienza unitaria e come raggiunto benessere, ha almeno nella sua modalità di attuazione qualcosa di ingiusto».
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Sono quasi trent’anni, dalla Commissione D’Alema del 1997, che la separazione delle carriere dei magistrati è oggetto di attenzione politica e tentativi di riforma costituzionale. Mai come ora si è andati vicini allo scopo, anche se le riforme legislative che si sono succedute in questi anni, da quella Mastella a quella Cartabia, hanno reso più difficile il passaggio dalla funzione requirente e q…
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A guardare il nome degli aderenti al comitato per il Sì al referendum costituzionale della Fondazione Einaudi c’è da alzare quantomeno un sopracciglio: dall’ex presidente delle Camere penali Gian Domenico Caiazza all’ex eroe di Mani pulite ed ex leader dell’Idv Antonio Di Pietro, dal magistrato (ancora in servizio) ed ex parlamentare di An Luigi Bobbio all’ex direttore del Messaggero Alessandro Barbano
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È ormai opinione comune che i prossimi mesi saranno dominati dal referendum sulla riforma Nordio: vale a dire la riforma della giustizia e, per andare alla sostanza, la separazione delle carriere. L’approccio può essere duplice. Il primo, molto politico, tenderà ad affossare il testo costituzionale per colpire il governo e forse anticiparne la caduta. Allo stesso modo la maggioranza punterà a sal…
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Il referendum sulla giustizia si terrà a primavera ma la campagna dei comitati è già iniziate e la battaglia tra fautori e detrattori della riforma si annuncia accesa. In campo anche figure che hanno segnato una stagione, come l'ex pm Antonio Di Pietro, al fianco del Comitato per il Sì, si separa. Falso che la riforma sottoporrebbe il pm all'esecutivo, dice parlando con i giornalisti. “Separa le carriere ma non toglie nulla all'autonomia e all'indipendenza della magistratura…
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Avvocato Oliviero Mazza, Ordinario di Diritto processuale penale all’Università degli studi Milano-Bicocca, Marco Travaglio ha scritto che a causa della riforma della separazione delle carriere verranno moltiplicati gli errori perché il pm si trasformerà in un “avvocato dell’accusa”. Che ne pensa? Il giusto processo accusatorio, fondato sulla parità fra le parti e la terzietà del giudice, non è solo il nostro modello costituzionale dal 1999, ma anche il miglior…
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Roma, 12 nov. "C'è un fiume di menzogne e manipolazioni vergognose per indurre dal fronte del No i cittadini a votare" contro la riforma per la separazione delle carriere". Così ha detto Giandomenico Caiazza, presidente del "Comitato sì separa" promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi, durante la presentazione alla Camera.Secondo il penalista la riforma "va approvata perché ci allinea alle più importanti democrazie del mondo e impone un giudice…
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Separazione carriere, Caiazza: "Dal fronte del No solo manipolazioni" 12 novembre 2025 Roma, 12 nov. - "C'è un fiume di menzogne e manipolazioni vergognose per indurre dal fronte del No i cittadini a votare" contro la riforma per la separazione delle carriere". Così ha detto Giandomenico Caiazza, presidente del "Comitato sì separa" promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi, durante la presentazione alla Camera
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Il Corriere ha interpellato sei costituzionalisti sulla riforma della giustizia, tre favorevoli (Stefano Ceccanti, Ida Nicotra, Carlo Fusaro) e tre contrari (Gaetano Azzariti, Ugo De Siervo, Andrea Pertici). A ciascuno di loro abbiamo posto tre domande; sotto, le loro risposte. 1 La riforma mina autonomia e indipendenza dei magistrati?2 La riforma della Giustizia rischia di creare i super pm?3 Sdoppiando il Csm e sottraendogli il potere disciplinare (che passa all’Alta…
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