(Agenbio) – Nella settimana dedicata al cervello – dal 15 al 22 marzo – Alice, l’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, ha concentrato l’attenzione sul rischio ischemico ed emorragico prima della comparsa dell’evento culmine. Il processo che porta all’ictus, in realtà, si sviluppa silenziosamente negli anni e può essere collegato alle alterazioni del sonno notturne e diurne e allo stress cronico.
Leggi
Segui il canale WhatsApp di Mypersonaltrainer per rimanere aggiornato su tutte le novità. Segnali “silenziosi” da non ignorare: quando sonno e stanchezza fanno riflettere L’ictus nella maggior parte dei casi non nasce all’improvviso: si prepara lentamente, mentre pressione alta, colesterolo, diabete e fumo agiscono in sottofondo. A questi fattori noti si aggiungono segnali più discreti, che riguardano energia, sonno e stress.
Leggi
Stress e sonnellino spie precoci dell’ictus di Ernesto Diffidenti 18 marzo 2026 L’ictus colpisce all’improvviso ma è il risultato finale di numerosi fattori di rischio, spesso sottovalutati. Tra questi, segnala l’associazione Alice Italia, stanno emergendo lo stress cronico e le alterazioni del sonno sia notturno sia diurno. Se un breve riposino programmato può aiutare il recupero mentale e la memoria, i sonnellini prolungati e involontari sembrano causare un aumento del rischio cerebrovascolare.
Leggi
Cosa c’è di più bello di un pisolino pomeridiano, soprattuttoadesso che iprimiteporidi primavera ci appesantiscono le palpebre dopo pranzo? Il geniale Fiorello gli ha dedicato addirittura un neologismo, la “Pennicanza”, con il quale ha titolato il suo ultimo successo radiofonico. Ma ecco che a turbare quest’armonia sonnecchiosamente rarefatta, spunta come un fulmine a ciel sereno una pubblicazione scientifica, che mette in cattiva…
Leggi
