Il 2025 ha messo a nudo la polarizzazione dei mercati: da un lato, l’onda lunga dell’intelligenza artificiale e la corsa ai metalli preziosi; dall’altro, il colpo inferto alle società di consumo americane e alle agenzie pubblicitarie. Un anno contraddittorio, segnato da politiche radicali e volatilità estrema, che definisce l’agenda per la performance azioni 2026. Il “Liberation Day” tariffario di Donald Trump in primavera ha scosso Wall Street, salvo poi lasciare spazio a un poderoso recupero guidato dal comparto…
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Si chiude un’altra annata ghiotta per gli azionisti, in cui le principali Borse guadagneranno attorno al 15%, poco meno del 2024 quando l’indice Msci globale salì del 18%. I grandi listini, da Wall Street all’Europa fino alla Cina, sfidano sui massimi, con una tenacia che si fa beffe di recrudescenze geopolitiche, contese daziarie o dati macro controversi. L’S&p 500 Usa gongola in area 7.000 …
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Il 2026 si apre con un clima molto diverso rispetto agli anni immediatamente precedenti. Dopo un 2025 dominato da mercati alle prese con tassi più elevati, nuove geometrie geopolitiche e il passaggio dell’intelligenza artificiale dalla promessa all’uso concreto, l’anno che arriva appare come quello delle conseguenze di quanto esposto. Il sentimento prevalente tra analisti e investitori è di cauto ottimismo, ma senza entusiasmi.
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Gianni Errico, lei è il responsabile del settore azionario del gruppo Azimut, cosa si aspetta per il 2026 dopo tre anni super per le borse mondiali? “Bisogna ragionare su due binari paralleli: da una parte le incertezze geopolitiche, dall’altra l’andamento delle imprese”. Sul primo fronte cosa sarà determinante nell’anno che viene? “Oltre alle guerre in corso bisognerà tener d’occhio le elezioni di medio termine negli Stati Uniti e il cambio al vertice della Fed, che può…
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Sembra passato un secolo da quando, nel dicembre del 2024, gli esperti di mercato aspettavano con ansia di conoscere le politiche del neo-presidente Usa Donald Trump in merito ai dazi. Esattamente un anno dopo, i 65 gestori coinvolti nel consueto sondaggio annuale di MF-Milano Finanza hanno tutta un’altra paura per il 2026 che sta per iniziare: i multipli troppo elevati delle società tecnologiche americane.
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Il 2025 è stato segnato dal dominio delle grandi società tecnologiche: la metà della performance dell’S&P 500, in rialzo di circa il 17%, è riconducibile ai dieci titoli più capitalizzati. Per questo, Bank of America ha selezionato le “Most Important Stocks” del 2026, aziende che combinano crescita di qualità, momentum e solidità dei profitti. Le loro caratteristiche le rendono il baricentro dell’attuale rally azionario.
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Su un piatto della bilancia ci sono le tensioni geopolitiche, le guerre, i dazi USA. Sull’altro piatto ci sono la resilienza e la capacità di reazione messe in mostra da gran parte delle economie. Se il peso dei fattori politici ed economici negativi aumenta ulteriormente, le possibilità di tenuta per le economie naturalmente diminuiscono. Se viceversa il quadro geopolitico ed economico si fa meno pesante, la resilienza delle economie può ovviamente salire.
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Le previsioni per il 2026 stanno infiammando il dibattito tra gli analisti di Wall Street. Da un lato troviamo i "super-tori" come Tom Lee, convinto che il mercato rialzista sia solo all’inizio e che chi resta fuori oggi rischi di perdere il rally più importante della propria vita. Dall’altro, istituzioni come Bank of America invitano alla prudenza, accendendo i riflettori su valutazioni elevate e potenziali rischi macroeconomici.
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Per decenni, l’ossessione degli outlook sull’anno che verrà è stata più l’ombra dei “cigni neri”, o almeno dei “cigni grigi”, da allontanare piuttosto che la luce delle rivoluzioni da agganciare. Mettersi al riparo dall’imponderabile e concentrarsi su ciò che potrebbe andare male è sempre un po’ più sentito di quanto potrebbe andare bene. E invece è proprio questo che dovrebbero fare gli investitori guardando avanti; «dedicare più tempo a riflettere su ciò che potrebbe andare bene».
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Sarà un altro buon anno per le borse mondiali e persino eccitante per Wall Street. Così promettono gli analisti e gli strateghi delle maggiori banche e società d’investimento. Nel 2026, l’S&P 500 dovrebbe crescere quasi del 12% e l’indice Stoxx tra il 7 e il 10%. Parrebbero persino stime prudenti, come quelle che 12 mesi orsono si fecero per il 2025: obiettivo a 6.700 per l’S&P (non distante dai 6.886 punti di mercoledì scorso) e a 535 per lo Stoxx…
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Il 2025 si chiude come l’ennesimo anno da incorniciare per i mercati finanziari. Siamo reduci da un rally che dura da tre anni consecutivi: l’S&P 500 ha guadagnato quasi il 16% solo quest’anno, facendo seguito alle performance straordinarie del 2023 e 2024 (entrambe sopra il 20%). Tuttavia, con le valutazioni ai massimi, la domanda che agita il sonno degli investitori è: cosa aspettarsi dal 2026? Mentre l’euforia per l’Intelligenza Artificiale inizia a normalizzarsi, molti analisti stanno spostando il focus dal…
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Oggi ci si interroga sulla bolla tech. C’è o non c’é? Dodici mesi fa i gestori si muovevano con il freno a mano tirato. Inflazione, dazi, tensioni geopolitiche e timori di recessione spingevano verso portafogli prudenti, dominati da obbligazioni e asset difensivi. Oggi lo scenario è cambiato. Non perché i rischi siano scomparsi: il principale, segnalato da una larga maggioranza (66%), è…
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