Meloni: "Omicidio Kirk dimostra dove sono violenza e intolleranza" 20 settembre 2025 "Voglio rendere un sincero omaggio a Charlie Kirk, un giovane uomo, un padre coraggioso, che ha pagato con la vita il coraggio delle sue idee e il prezzo della sua libertà. Il suo sacrificio ci ricorda ancora una volta da quale parte si trovino la violenza e l’intolleranza. E voglio dire a voce alta e chiara a tutti i seminatori di odio, a coloro che trascorrono la loro esistenza a demonizzare…
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Approfondimenti:
(Adnkronos) – Un monito ai “seminatori d’odio” dopo l’omicidio di Charlie Kirk e un incoraggiamento alla destra europea “in grado non solo di vincere le elezioni, ma soprattutto di governare”. E’ questo il contenuto del videomessaggio della premier Giorgia Meloni, inviato all’evento Ecr ‘La destra che vince’, promosso a Parigi da Marion Maréchal. “Fin dagli anni della militanza giovanile – le parole di Meloni – ho sempre creduto che le idee non potessero vivere…
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Il "sacrificio" di Kirk "ricorda ancora una volta da quale parte stanno la violenza e l'intolleranza. E voglio dire forte e chiaro a tutti i seminatori di odio, quelli che passano la loro esistenza a demonizzare l'avversario politico e poi a fare distinguo ipocriti giustificando persino i crimini più efferati: non cadremo nel loro gioco sporco". Così la premier Meloni in un videomessaggio a Ecr 'La destra che vince'.
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«Non permetteremo loro di trascinare le nostre nazioni in questa spirale di odio e violenza. Ma dirò anche con la stessa fermezza che non ci lasceremo intimidire e che continueremo a lottare con la forza tranquilla delle nostre idee». Lo ha detto la premier e leader di FdI Giorgia Meloni in un passaggio dedicato a Charlie Kirk del suo videomessaggio a “En Europe, la droit qui gagne”, kermesse organizzata a Parigi da Marion Maréchal, presidente del partito di destra francese Identité Libertés.
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Giorgia Meloni dedica a Charlie Kirk un passaggio del suo videomessaggio alla kermesse di destra di Parigi e afferma: "Non permetteremo loro di trascinare le nostre nazioni in questa spirale di odio e violenza. Ma dirò anche con la stessa fermezza che non ci lasceremo intimidire e che continueremo a lottare con la forza tranquilla delle nostre idee". Il premier ha parlato così al raduno "En Europe, la droit qui gagne" organizzato in Francia da Marion Maréchal, presidente del…
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Il videomessaggio della premier all'evento Ecr 'La destra che vince': "No al gioco sporco dei seminatori d'odio. Non consentiremo di trascinare la Nazione in una spirale di violenza" Un monito ai "seminatori d'odio" dopo l'omicidio di Charlie Kirk e un incoraggiamento alla destra europea "in grado non solo di vincere le elezioni, ma soprattutto di governare". E' questo il contenuto del videomessaggio della premier Giorgia Meloni, inviato all'evento Ecr 'La…
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"Fin dagli anni della militanza giovanile ho sempre creduto che le idee non potessero vivere senza le azioni. Ho sempre pensato che sia doveroso battersi in prima persona per affermare la propria visione del mondo, assumendosi le responsabilità. E proprio per questo voglio rendere un sentito omaggio a Charlie Kirk, un giovane uomo coraggioso che ha pagato con la vita il coraggio delle sue idee e il prezzo della libertà".
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L’assassinio di Charlie Kirk negli Usa ha suscitato, anche in Italia, una forte polemica sulla violenza del linguaggio politico. Aldilà dell’uso strumentale dell’argomento per ragioni di pura propaganda elettorale, le parole di Serena Sileoni su La Stampa definiscono con precisione i limiti della libertà di parola, che non deve essere mai censurata, se non si traduce, appunto, in atti violenti. …
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Negli Stati Uniti, dopo l'omicidio di Charlie Kirk la destra sembra aver abbracciato definitivamente la cancel culture. Prima ancora che le forze dell'ordine avessero in custodia un sospettato, Donald Trump e la sua cerchia erano già sul piede di guerra . L'influentissimo attivista conservatore era stato ucciso da un proiettile. Gli agghiaccianti video del suo attentato si erano propagati online alla velocità della luce.
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La morte dell’attivista dell’alt right americana Charlie Kirk ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora su alcune dinamiche del mondo attuale e sulla confusione che regna suprema. La sua figura, tanto divisiva quanto emblematica, ha finito per rappresentare più di un singolo percorso politico: è diventata il simbolo di una battaglia ideologica che si consuma da anni negli Stati Uniti e che, inevitabilmente, si riflette anche…
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Charlie Kirk è morto per testimoniare le sue idee, e questo fa di lui anche etimologicamente un martire, specialmente se proprio lui ha dichiarato apertamente che la sua miglior morte sarebbe stata per quello in cui credeva. Ora non tutte le idee sono condivisibili, ma se non esortano apertamente al crimine, devono essere comunque considerate rispettabili, anche se evidentemente avremo sempre chi si schiera per sostenerne alcune e chi invece lo fa per altre.
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Di Ivanoe Pellerin Cari amici vicini e lontani, vorrei esprimere anch’io un’opinione sull’omicidio politico di Charles Kirk, omicidio per delle “opinioni”. Da buon liberale europeo mi trovo lontano da molte delle affermazioni di Kirk ma mi è facile osservare come molte di queste trovino tracce importanti nella storia degli Stati Uniti d’America, storia che molti (anche americani) hanno dimenticato.
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Come quasi tutti nel mio ambiente, ho trascorso l'ultima settimana in uno stato di stordimento. La notizia dell'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk ha gettato nello shock e nella tristezza chiunque lo avesse conosciuto. Lo avevo incontrato in vari studi tv, ero stato ospite del suo programma radiofonico e avevo collaborato con lui per trovare persone capaci da inserire al Dipartimento dell'Istruzione.
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Scrive Guia Soncini su Linkiesta: “Il minimo sindacale per parlare del caso Kirk è concordare che non si ammazza la gente”. Poi aggiunge che, anche se uno avesse idee di merda, non per questo sarebbe lecito sparargli. Sembra di una semplicità ed evidenza eclatanti. Non è così. Nei così detti “Anni di piombo”, circa 200mila (o 300mila, includendo gli estremisti di Pci e Psi) avevano due certezze: 1) I brigatisti erano “compagni che sbagliano” (ciò fu vero fino all’omicidio del sindacalista genovese Guido Rossa); 2)…
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Tirando una riga, per quanto fin qui si possa, la reazione del governo americano all’omicidio di Charlie Kirk è la peggiore negazione del metodo e delle idee che l’attivista ucciso ha incarnato. Con l’apparente obiettivo di celebrarlo come martire il presidente in persona e tutta la sua amministrazione hanno scatenato una caccia all’uomo in tutto il paese: fuori i nomi di coloro che hanno – in un commento, in un dibattito – espresso “parole d’odio” sul suo conto.
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Cari amici lettori, nella cosiddetta democrazia contemporanea la politica, oramai, si fa con i fucili da precisione. Non è una novità. Forse noi italiani, scoperta che mi ha positivamente meravigliato, siamo meno pessimi degli altri, perché dopo Aldo Moro non abbiamo ammazzato altri leader politici. Gli americani, i democratici per eccellenza, guidano la classifica. Ammazzare i presidenti è uno dei loro sport preferiti.
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E adesso, paradossalmente, gli araldi dell’arcobaleno non invadono più la rete con il loro post Je Suis Charlie, come usavano fare qualche anno addietro al tempo dell’attentato orrendo contro la redazione di Charlie Hebdo. Ora che Charlie Kirk è stato brutalmente assassinato per le idee professate, i paladini della tolleranza liberale tacciono solennemente, o talvolta addirittura giubilano per la dipartita di un uomo, Charlie Kirk, la cui colpa era quella di avere idee diverse da quelle…
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Se qualcuno nutriva dubbi su quanto la destra intendesse sfruttare fino all'ultima goccia di sangue l'assassinio di Charles Kirk le ultime 48 ore li hanno dissipati. Non importa quanto ambigua e difficilmente identificabile sia la figura del killer, più in termini di psicolabilità che di appartenenza alla sinistra o alla destra. Non importa quanto tirate per i capelli oltre l'accettabile siano le supposte parentele tra le posizioni delle varie formazioni di sinistra in occidente e il grilletto premuto da…
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La nuova moda della sinistra italiana si sviluppa su due binari paralleli. Il primo obiettivo è quello di prendere ovviamente le distanze dall’omicidio di Charlie Kirk, l’attivista trentunenne ucciso mentre stava tenendo un discorso agli studenti. Dall’altro lato, invece, accusare continuamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di avvelenare il clima politico italiano. Un modo per lavarsi le mani e, allo stesso tempo, continuare ad attaccare l’operato dell’esecutivo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia e…
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Tra i cattivi maestri della sinistra italiana evocati da Giorgia Meloni nel suo attacco alla “cultura dell’odio” che condizionerebbe negativamente e in modo pericoloso i rapporti politici e sociali, c’è anche il matematico e opinionista Piergiorgio Odifreddi. Il quale ha detto che non si possono porre sullo stesso piano gli omicidi di Martin Luther King e di Charlie Kirk, esponente Maga vicino a Donald Trump
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Nessun mea culpa, nessuna volontà di avviare una riflessione seria, nessun dubbio sul fatto di aver avuto un ruolo nel clima di odio politico che, anche in Italia, rischia di passare dalla violenza verbale a quella fisica. La sinistra politica e culturale, nel dibattito che si è aperto sul
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Quando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per Charlie Kirk spende parole del tipo “Il suo sacrificio ci ha ricordato un’altra volta da che lato stanno la violenza e l’intolleranza”, come ha fatto nel messaggio al convegno di Vox, partito spagnolo di estrema destra, dimostra, come al solito, di avere un problema di matrice. Forse pensa di cavarsela con lo spregiudicato giochino politico con cui scarica a sinistra responsabilità “morali” e “materiali” per l'assassinio del…
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Un'immagine del video-messaggio della premier Meloni alla convention dei "Patrioti europei" in Spagna - ANSA Il dibattito mediatico innescatosi dopo l'attentato negli Usa costato la vita all'influencer della destra a stelle e strisce Charlie Kirk continua a riverberarsi anche nel nostro Paese, dove peraltro il tema delicato delle "parole d'odio" è già da tempo presente nel confronto politico. Ancora una volta è la presidente del Consiglio, che sulla questione martella ormai da giorni, a trarre…
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Giorgia Meloni sulla violenza politica che ha infiammato gli ultimi giorni va all'attacco. «Vengo da una comunità politica che spesso è stata accusata di diffondere odio, guarda un po' dagli stessi che festeggiano e giustificano l'omicidio intenzionale di un ragazzo che aveva la colpa di difendere con coraggio le sue idee». Così la premier intervenendo alla festa nazionale dell'Udc, a Roma, facendo riferimento all'assassinio di Charlie Kirk.
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