MILANO – Bentornato rock’n’roll. Anzi, verrebbe da dire bentornata musica. In questa estate di spettacoli ipertrofici, di narrazioni complesse e ambiziose, di megaschermi, ballerini e voci fuori campo, arriva Bruce Springsteen a ricordarci che il demonio della musica, il suo spirito corrosivo, irriverente e antagonista è nascosto dentro le canzoni. A quarant’anni esatti dalla sua prima volta a S…
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Approfondimenti:
Bastano un pugno di canzoni per capire che il concerto di Bruce Springsteen a Milano, in questo 2025, è il più politico degli show portati sul palco con la E-Street Band. Un grido di rivolta, resistenza e speranza, interpretando l’America anti-Trump. Esordisce con No Surrender, canzone-manifesto che è romantica ma si può leggere anche come dichiarazione di resistenza. «L’America della speranza è nelle mani di una amministrazione incompetente», dice prima di attaccare un…
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“Siete pronti?”, ripete Bruce Springsteen , per 4 volte: è appena salito sul palco, ha imbracciato la sua Telecaster. “Andiamo”, urla sempre in italiano - attaccando “No Surrender”. Non si è mai pronti all’ondata emotiva e sonora che ti arriva addosso quando c’è la E Street Band a San Siro. Questo stadio è casa per Springsteen e per i suoi fan: è il luogo di alcuni dei concerti più leggendari della sua carriera, è un amplificatore di emozioni: queste canzoni, questa band sembrano risuonare ancora…
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Erano previsti un anno fa i due concerti milanesi di Bruce Springsteen rimandati per un problema alle corde vocali. Tutto liscio invece ieri sera con la presenza sul palco di Little Steven, operato d’appendicite una manciata di giorni fa. Quella tra Springsteen e lo stadio milanese è una love story iniziata nel giugno di quaranta anni fa con un leggendario e infuocato concerto durato tre ore e mezzo.
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“Ciao Milano! Siete pronti? Siete pronti? Siete pronti?!”. Così con l’entusiasmo di un ragazzino Bruce Springsteen con la E Street Band ha salutato, poco prima delle 20 questa sera 30 giugno, il suo pubblico allo Stadio San Siro, sold out a tappo con 58.131 presenze. Si replica giovedì 3 luglio. Un appuntamento rimandato di un anno a causa di precedenti problemi di…
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"Adesso stanno accadendo delle cose che alterano la vera natura della democrazia dei nostri Paesi e sono troppo importanti per essere ignorate": è anche un comizio il concerto di Bruce Springsteen a San Siro, un urlo per la libertà contro gli "abusi di un presidente e di un governo disonesto". "In America, casa mia - dice -, stanno perseguitando le persone che esercitano la libertà di parola e danno voce al loro dissenso.
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È la (prima) notte di Bruce Springsteen a Milano, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate. Il Boss, accompagnato dalla E Street Band, questa sera e il 3 luglio porta il suo tour europeo allo stadio Meazza. Ma l’evento non sarà ricordato solo per le performance del cantante o per le sue canzoni: dal palco dello stadio meneghino è infatti arrivato un nuovo attacco al presidente americano Donald Trump
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"Ciao Milano, Ciao San Siro? Siete pronti": Bruce Springsteen torna a Milano con la sua E Street Band e saluta il pubblico che risponde con un'ovazione. Poi, elegantissimo in camicia bianca, gilet gessato, cravatta e gli immancabili jeans, intona No Surrender da Born in the Usa, l'album pubblicato l'anno prima del suo debutto a San Siro: era il 21 giugno 1985 e 40 anni dopo lo stadio, gremito, è ancora suo.
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Il Boss al Meazza: "L'America che amo, faro di speranza, e che per 250 anni è stata terra di sogni e libertà, ora è nelle mani di un’amministrazione corrotta, traditrice e incompetente" Bruce Springsteen, il concerto a Milano e l'attacco a Donald Trump. Il Boss entra in scena poco prima delle 20 sul palco del Meazza, dove stasera e il 3 luglio prossimo porta il suo tour europeo, per gli ultimi due appuntamenti della tournée, entrambi sold out.
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