Inviato a Perugia. Alle 18 le bandiere sventolano nell’auditorium San Francesco di Perugia, chiesa duecentesca sconsacrata e riempita per il comizio finale dei leader del centrodestra in Umbria. Ma sui cellulari di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani piomba un comunicato: la Corte costituzionale si è espressa sull’autonomia differenziata. Dichiarandola costituzionalmente legittima ma, di …
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“La legge Calderoli è uno zombie. Resta in piedi, ma è una scatola vuota”. E il peggio potrebbe arrivare col referendum abrogativo, non del tutto superato dalla decisione della Corte costituzionale (ma di questo si occuperà la Cassazione). Michele Ainis, costituzionalista tra i più noti e professore emerito all’Università Roma Tre, premette che per valutazioni …
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Sette punti della legge Calderoli sono incostituzionali. E altri cinque vanno letti in modo «costituzionalmente orientato». La Corte costituzionale con la decisione presa ieri smonta in gran parte l'impianto attuativo dell'autonomia differenziata, senza però cancellarlo del tutto, accogliendo quindi parzialmente i ricorsi di quattro Regioni: Campania, Puglia, Toscana e Sardegna. Dopo i dodici interventi, quel che resta della Calderoli diventa inapplicabile per cui…
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Nessuna bocciatura in toto della legge sulla autonomia differenziata delle Regioni, come chiedeva anche la Toscana, ma alcuni punti della normativa voluta da Calderoli dovranno essere riscritti dal Parlamento. Ieri la Corte costituzionale ha deliberato sui ricorsi presentati dalle Regioni Toscana, Puglia, Sardegna e Campania e ha appunto ritenuto «non fondata la questione di costituzionalità dell’intera legge sull’autonomia differenziata», considerando però «illegittime specifiche…
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Roberto Calderoli è soddisfatto. Anzi, di più: «È un passaggio storico. La Consulta ha certificato che la legge sull'autonomia differenziata non è incostituzionale. È una svolta importantissima e, va detto, non scontata». Però, ministro, la Corte pone numerosi paletti. Di fatto, la lunga marcia si complica e non di poco. La sua è una vittoria striminzita? «No, per niente. Mettiamola così: il semaforo è verde, ma ci sono anche degli arancioni.
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«La riforma dell’autonomia differenziata va abbandonata», anche perché ciò «che non è stato bocciato dalla Consulta risulterà inapplicabile». Gaetano Azzariti, professore ordinario di diritto costituzionale all’università La Sapienza, esperto che più volte è intervenuto sul tema, chiede alla politica di cambiare strada e pensare alla «solidarietà tra i territori». La Corte costituzionale ha acco…
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È un “no” che in realtà diventerà un “ni” e forse quasi un “si” all’incostituzionalità della riforma delle autonomie differenziate quello pronunciato ieri dalla Corte costituzionale presieduta da Barbera, quasi un messaggio di addio del presidente che sta per lasciare. E dice in sostanza: l’autonomia rafforzata sì può fare, ma non così; servono leggi ben scritte, non gli “accrocchi” che il Parlamento si è ormai abituato a sfornare.
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La seconda «porcata» Calderoli subisce la stessa sorte della prima. L’autonomia differenziata come voluta dalla Lega e alla fine accettata da Fratelli d’Italia e Forza Italia, capaci di mugugnare distinguo ma fedeli al patto di maggioranza, è ferita a morte dalla Corte costituzionale. Smontata nei suoi ingranaggi essenziali, come fu undici anni fa per il «porcellum» elettorale, sempre firmato dal senatore e ministro leghista.
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Tutti cantano vittoria: i contrari all’autonomia perché in effetti hanno visto molte delle loro ragioni riconosciute dalla Consulta; i sostenitori, invece, perché comunque la riforma è almeno in parte sopravvissuta al giudizio costituzionale. Ma se i primi ora si trovano in mezzo al guado referendario (si farà oppure no?), i secondi si appoggiano a comprensibilissime ragioni tattiche. Come Luca Zaia, che vede nell’autonomia la rappresentazione più concreta possibile del vecchio sogno leghista della secessione e che, nel 2017, promosse e…
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La Corte costituzionale ha bocciato pezzi fondamentali della legge sull’Autonomia differenziata, come le norme sui livelli essenziali dei servizi e il Parlamento dovrà riscriverle seguendo le indicazioni dei giudici a cui si erano rivolti le regioni Toscana, Campania, Puglia e Sardegna. Ritenuta “non fondata”, invece, la questione di costituzionalità dell’intera legge. La sentenza demolisce, di …
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Da ovunque la si guardi è una doccia fredda. Lo stop parziale della Corte costituzionale all’autonomia irrompe sugli smartphone quando il comizio finale del centrodestra a Perugia è a metà del guado. Corruccia i volti dei leader seduti in prima fila nell’auditorium di San Francesco al Prato. Stampa invece un sorriso sul volto di Elly Schlein e Giuseppe Conte. Perché il comunicato della Consulta sulla legge simbolo della Lega, la promessa…
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«La decisione della Corte costituzionale ha chiarito in maniera inequivocabile che la legge sull'autonomia differenziata nel suo insieme è conforme alla Costituzione. Su singoli profili della legge attenderemo le motivazioni della sentenza, per valutare gli eventuali correttivi da apportare». Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, commentando la decisione della Corte Costituzionale.
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