È arrivato il momento dell’addio definitivo: la leggenda di Rafa Nadal si è chiusa dopo vent’anni giocati ad altissimo livello. E forse, il punto a una splendida carriera, poteva essere più bello di quello messo a segno dalla coppia olandese formata da van de Zandschulp e Koolhof che ha eliminato dalla Coppa Davis il duo formato dal marocchino e dal suo successore spirituale, Carlos Alcaraz. L’Olanda passa, la Spagna è out L’Olanda ha infatti eliminato la Spagna dal torneo, mettendo di fatto la parole…
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Vincendo il doppio decisivo di Olanda-Spagna di Coppa Davis assieme a Botic van de Zandschulp, Wesley Koolhof ha posto fine alla carriera di Rafa Nadal: "Era la fine mia o quella di Rafa, sono felice che sia stata la sua...".
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Adesso che tutto è finito, versate le lacrime e arrotolate la bandiere, una cosa resta da capire tra le tante cui si è assistito l'altra sera sul Centrale del Carpena di Malaga. Ed è l'eliminazione della Spagna dalla Coppa Davis, evento quasi passato sottotraccia rispetto all'addio al tennis giocato di Rafa Nadal. Si dirà: tabellini, numeri e pronostici son freddi rendiconti da affidare ai notai e agli statistici del caso; altra cosa erano le aspettative e la ilùsion con cui migliaia di spagnoli si erano riversati in…
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Con la sconfitta in Coppa Davis della Spagna contro l'Olanda Rafael Nadal ha chiuso, come aveva già preannunciato, la sua gloriosa carriera da tennista professionista. Al termine della giornata che lo ha visto uscire sconfitto in due set contro Van de Zandschulp, Nadal si è goduto l'ovazione del pubblico di Malaga. "Il mio corpo non vuole più giocare a tennis" "Non vorresti mai arrivare a questo punto.
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Roma, 20 nov. Con la sconfitta in Coppa Davis della Spagna contro l'Olanda Rafael Nadal ha chiuso, come aveva già preannunciato, la sua gloriosa carriera da tennistaprofessionista. Al termine della giornata che lo ha visto uscire sconfitto in due set contro Van de Zandschulp, Nadal si è goduto l'ovazione del pubblico di Malaga."Non vorresti mai arrivare a questo punto. Sinceramente non sono stanco di giocare a tennis.
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Il Gladiatore. È sempre stato il suo film preferito, «perché è uno che non si arrende mai». Rafa Nadal è così, anche quando sta per arrendersi. Non è arrivato a Malaga per far passerella, «ma per aiutare la mia squadra a vincere». Lo ha sempre fatto, da solo o in gruppo. Non ha mai mollato, fin quando c'era da lottare. Ieri, in Coppa Davis, non era ancora il momento di tirar fuori i fazzoletti. Così dicevano.
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MALAGA C’è un signore stempiato, in campo, che sostiene di essere Rafa Nadal. Lo riconosci dalla ghirlanda di nevrosi, quel rito di tic assortiti che nessun allenatore, da zio Toni a Carlos Moya, ha mai osato toccare, con il rischio — Dio non volesse — di inceppare la macchina dei 22 titoli Slam. Eppure il punch mancino è diventato analcolico: non ubriaca più nessuno, da tempo. La chela di dritto finisce spesso lunga e lo slice difensivo è un invito a nozze per le discese…
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L'incredibile epilogo del quarto di finale di Coppa Davis, con l'Olanda che ha eliminato la Spagna padrona di casa, ha sancito anche la fine dell'era Nadal. Rafa aveva perso il primo singolare contro Van de Zandschulp (inutile il pareggio di Alcaraz, che poi ha perso il doppio con Granollers) e da grande campione in conferenza aveva spiegato "se fossi il selezionatore non mi schiererei nell'eventuale semifinale".
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Il 20 novembre 2024 passerà alla storia come uno dei giorni più tristi del tennis spagnolo. La sconfitta contro l'Olanda ha sancito una clamorosa eliminazione ai quarti di Coppa Davis, ma soprattutto ha posto fine alla leggendaria carriera di Rafael Nadal. A 38 anni, il fuoriclasse spagnolo appende la racchetta al chiodo dopo 1307 partite in singolare e 219 in doppio, 103 titoli, tra cui 22 Slam, 209 settimane da numero 1 del mondo, due medaglie…
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