I risultati del voto sulle mozioni contro il riarmo e le spese militari hanno confermato due cose: la prima è che il governo, nonostante gli schiamazzi di Salvini, non intende deviare dalla strada del riarmo; la seconda è che Renzi e Calenda stanno sulle scatole a tutti. Infatti le mozioni presentate autonomamente da Italia Viva e Azione sono quelle che hanno ricevuto il maggior numero in assoluto di voti negativi.
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Giornata fiacca a Montecitorio, spalti mezzi vuoti da partitella di fine campionato, quando tutto è già deciso. Si riempiono solo al momento del voto, per il cinque a zero scontato, tutte le mozioni delle opposizioni bocciate nell’arco di 5 minuti, si salva solo quella del governo, che ha deciso di non presentarla proprio, così, tanto per non perdere tempo a smussare il testo e a litigare tra loro.
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Il dibattito sull'aumento delle spese per la difesa fa saltare in aria il campo largo. Nel Pd i riformisti votano contro la linea di Schlein. In Aula, alla Camera dei deputati, le opposizioni si spaccano e presentano cinque mozioni. Dal no alla Nato alla condanna tiepida per i droni russi in Polonia: la sinistra sfoggia tutto il repertorio anti-Occidente. È il solito show anti-Nato. La maggioranza preferisce non presentare alcun testo.
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Fatta eccezione per Azione, che sul bellicismo supera Fratelli d’Italia e da tempo non fa più parte del fronte del centrosinistra, alla fine le opposizioni non escono troppo ammaccate dalla seduta di ieri a Montecitorio dedicata alla decisione di portare al 5% del pil le spese militari. Pd, M5s e Avs sono contrari a questa ipotesi e, come ha ricordato il verde Bonelli, «se torneremo al governo annulleremo l’accordo Nato voluto da Trump» e firmato a giugno a L’Aja.
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La Lega si dice contro ma ha già detto sì al target della Nato. Tre dem intanto votano contro le mozioni M5S e Avs Il governo non ha avuto il coraggio nemmeno di metterci la faccia. Nell’Aula della Camera ieri pomeriggio sono andate al voto le mozioni sull’aumento delle spese militari. Il centrosinistra è arrivato in ordine sparso. Cinque mozioni, una per partito: M5S, Pd, Avs, Iv e Azione. Il centrodestra invece non ha presentato nessun testo.
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Erano testi dell'opposizione: Pd, M5s, Avs, Iv e Azione. Schlein: ma siamo tutti d'accordo che il 5% è un obiettivo irrealistico. La maggioranza: l'aumento delle risorse è nell'interesse del popolo
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Anche radicalmente diverse - sull'aumento delle spese per la difesa. Le opposizioni al rientro in Aula danno uno spettacolo di totale disunità. E tornano a dividersi sui temi di politica estera. L'Aula della Camera ha respinto tutte e 5 le mozioni concernenti iniziative volte
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È più unito uno schieramento che si presenta in Parlamento con cinque mozioni diverse sulla politica estera, o uno che non ne presenta nessuna? Il dilemma può apparire surreale, nel momento in cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, evoca un clima da guerra mondiale come nel 1914; e chiede un sussulto all’Europa per fronteggiare le minacce provenienti dalla Russia. Ma il dilemma riflette quanto è successo ieri in Parlamento nella discussione sul sostegno all’Ucraina e sul riarmo europeo.
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Bocciate alla Camera tutte le mozioni presentate dalle opposizioni sulle spese per la difesa. Cinque documenti diversi di Alleanza Verdi e Sinistra, Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Azione e Italia Viva, avanzati in ordine sparso ma con qualche punto di convergenza. Il governo si è dichiarato contrario a tutti i testi, mentre la maggioranza non ne aveva depositato nessuno.
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Le mozioni depositate erano cinque, tutte di opposizione. Nessun testo dalla maggioranza: trovare una sintesi si è rivelato difficile, con Forza Italia e Fratelli d’Italia a favore e la Lega ferma nel suo no E mentre Ursula von der Leyen punta il dito contro Israele, annunciando che la Commissione è pronta a proporre sanzioni in risposta alla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, anche alla Camera dei deputati si torna a parlare…
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Quella della destra, nel pomeriggio alla Camera, è una «scena muta». Così la definiscono Benedetto Della Vedova (Più Europa) e poi Mauro Del Barba (Iv). In realtà è lungo e articolato l’intervento di Matteo Perego di Cremnago, il forzista sottosegretario alla Difesa che il governo ha mandato in aula a mettere la faccia e il suo eloquio pacato sul mutismo obbligato della destra. Parla della «necessità di incrementare gli investimenti» in un comparto che è «uno dei pilastri…
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Se il centrodestra ha scelto di non presentare mozioni sul riarmo per non mostrare le spaccature interne, ben diversa è la situazione del campo largo. I partiti di opposizione, infatti, portano in aula cinque testi distinti, evidenziando le difficoltà di sintesi tra le diverse forze che lo compongono. Le cinque mozioni arrivano da Chiara Braga (Partito Democratico), Luana Zanella (A…
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Roma, 10 set. Sulle spese militari "non c'è una mozione del governo perché questo governo è molto diviso sulla politica estera". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a 'Tagadà' su La7. "E non è la prima volta", aggiunge. "Sono divisi tra di loro, pure sulle ipotesi di riarmo europeo. Questo rischia poi di danneggiare il nostro paese".
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“Sostenere, nelle sedi opportune, la posizione di non adesione all’obiettivo del 5% del Pil destinato alla spesa militare in ambito Nato” e “intraprendere un percorso analogo a quello della Spagna, promuovendo un dialogo all’interno dell’Alleanza che valorizzi il principio della condivisione equilibrata degli oneri“. Lo chiede il gruppo del Pd alla Camera nella sua mozione sull’aumento delle spese per la difesa…
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Tutti in ordine sparso sul piano di riamo europeo. Alla Camera il voto sull'aumento della spesa militare, che prevede di raggiungere il 5% del pil, come chiesto dalla Nato su sollecitazione degli Stati Uniti. Sono ore di trattativa, soprattutto nel Pd. Prevista l'assemblea del gruppo, l'obiettivo è arrivare a una mediazione interna. La bozza della mozione si richiama al lodo della Spagna di Sanchez.
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L'aula della Camera ha respinto tutte e 5 le mozioni sull'aumento delle spese militari presentate dalle opposizioni (Pd, M5S, Avs, Azione e Iv). Il governo aveva dato parere contrario a tutti i testi. La maggioranza sceglie di non esporsi e non presenta alcun documento votando contro, mentre le opposizioni sono andate in ordine sparso. Il Pd ha votato a favore solo della propria mozione, mentre si è astenuto sui testi di M5S, Avs e Italia viva, votando…
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La sensazione è che le opposizioni contrarie al riarmo si illudano. L’ipotesi che oggi la Lega possa votare le mozioni di M5S e Avs, in contrasto col governo, appare improbabile. E non perché il partito di Matteo Salvini sia favorevole alla politica seguita finora dagli alleati a sostegno dell’Ucraina. Pur contrario, non ha mai strappato a livello parlamentare rispetto alla linea della premier Giorgia Meloni e dell’altro numero due, Antonio Tajani: nonostante i vistosi distinguo che la Lega ha sempre ostentato…
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Arrivano in Aula oggi le diverse (almeno tre) mozioni delle opposizioni contro il riarmo. Un invito a destinare ad altro quel 5% del Pil che il governo si è impegnato a destinare alla difesa. Come voterà la Lega? Giorgia Meloni ha sempre rivendicato la compattezza del governo su questo tema. Ma la posizione di Matteo Salvini si è spesso avvicinata di molto a quella contenuta alle mozioni dell’opposizione.
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