Il piano su Acciaierie d’Italia non è un «piano di chiusura» ma, per il governo Meloni e i commissari straordinari, è l’unica soluzione per garantire la manutenzione - e il conseguente funzionamento - degli impianti e consegnare al futuro acquirente un polo siderurgico competitivo. C’è però una strada che eviterebbe la cassa integrazione per 1.550 dipendenti dell’ex Ilva (oltre ai 4.550 attualmente in cig) e che farebbe lievitare, tra gennaio e febbraio, il numero di lavoratori…
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E’ rottura del tavolo negoziale a Palazzo Chigi sull’ex Ilva. Dopo la sospensione il confronto è ripreso per pochi minuti. Il Governo non ha accolto le richieste dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm che da domani proclamano lo sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti dell’industria siderurgica, che sarà poi articolato a livello territoriale. Il piano prevede 6mila lavoratori in cassa integrazione entro gennaio.
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