Medicina a km 0 Il caso emerso a Roma, che vede coinvolti due adulti accusati di abusi su minori, riporta al centro dell’attenzione una delle forme di violenza più gravi e complesse da comprendere e prevenire. Ne abbiamo parlato con il professor Gianluca Lisa, psichiatra di Sanremo, che ci ha spiegato che la pedofilia, dal punto di vista clinico, è una parafilia caratterizzata da un interesse sessuale persistente verso bambini prepuberi.
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Gli abusi sui minori sono degli episodi devastanti che causano dolore, rabbia, sconforto. In modo forse ancora più intenso quando avvengono all’interno della famiglia. Il recente caso di cronaca della ragazzina che ha scoperto le sue foto intime sul pc della madre fa tornare a parlare di violenza sessuale e pedopornografia, ma questa volta all’interno della famiglia. Secondo quanto emerso dalle indagini, un uomo ha denunciato l’ex compagna dopo che la figlia ha trovato, nel pc della madre a Treviso, delle foto…
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L’indagine, avviata dalla procura di Roma, coinvolge anche il compagno della donna, un giornalista romano di 48 anni. A entrambi vengono contestati, a vario titolo e in concorso, i reati di violenza sessuale nei confronti di minori, pedopornografia, detenzione e accesso a materiale pedopornografico. Secondo l’ipotesi accusatoria, la 52enne avrebbe inviato all’uomo immagini intime della propria figlia minorenne e dei suoi due nipoti, figli del fratello, bambini di 5 e 9 anni.
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Lei ha risposto a ogni domanda, lui ha esposto la sua verità davanti al giudice affidandosi a dichiarazioni spontanee. Ma la sostanza rimane invariata: il giornalista e l’insegnante, accusati di violenza sessuale, produzione e detenzione di materiale pedopornografico, hanno cercato di difendersi ammettendo l’evidenza, di essersi inviati immagini dei nipoti e della figlia della donna, foto che ve…
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Ieri in carcere a Venezia l'interrogatorio di garanzia della professoressa 52enne di Treviso arrestata insieme al compagno giornalista con l'accusa di violenza sessuale, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Oltre due ore davanti al giudice La donna ha risposto per oltre due ore alle domande del giudice per le indagini preliminari, negando ogni addebito, tanto che le due avvocatesse della difesa - Marta Labozzetta e Francesca Ottoni, del…
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Un noto giornalista, un’insegnante, un legame sessualmente perverso e criminale che ha reso vittime di abusi sessuali finalizzati alla pedopornografia i loro stessi figli e nipoti. In questa vicenda orribile, una riflessione più ampia dei singoli accadimenti è necessari. Riguarda la trasformazione riguardante la morale sessuale e la percezione del limite che ad essa si correla. Sono due elementi che si sono modificati in modo enorme negli ultimi anni, alla luce di come la…
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Non sono casi isolati. Non sono "emergenze" sporadiche destinate a spegnersi con l’esaurirsi del ciclo mediatico. Le recenti e drammatiche notizie di cronaca che vedono coinvolti un noto giornalista e la sua compagna nella diffusione di materiale pedopornografico riguardante la figlia di lei e i nipotini di appena 5 e 9 ann, i rappresentano solo la punta dell'iceberg di un fenomeno strutturale, diffuso e in costante crescita.
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Alla luce del luogo dove si sarebbero consumati i reati, saranno inviati a Venezia gli atti dell'inchiesta che vedono un 48enne romano ed una 52enne di Treviso accusati di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico. Oggi l'uomo, davanti al gip di Roma, si è avvalso della facoltà di non rispondere facendo però dichiarazioni spontanee, in cui avrebbe fornito una versione dei fatti che si discosta nettamente dall'impianto accusatorio.
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Roma Il caso del giornalista di 48 anni e della professoressa di 52 anni arrestati dai carabinieri a Roma e Treviso con l’accusa di violenza sessuale su minori e pedopornografia, detenzione e accesso a materiale pornografico, continua ad arricchirsi di dettagli provenienti dalle chat tra i due. I due saranno sottoposti all'interrogatorio di garanzia questa settimana. A far partire le indagini era stata la denuncia…
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Gli atti passano per competenza alla procura di Venezia. Focus sulle chat Telegram trovate sullo smartphone dell'uomo. A inchiodare la coppia le immagini della figlia di lei e dei suoi due nipotini Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha fatto delle dichiarazioni spontanee davanti al Gip di Roma il giornalista di 48 anni, arrestato nei giorni scorsi con una insegnante di 52 anni, sua presunta amante, con…
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(Adnkronos) – Si è dichiarata innocente, nel corso dellinterrogatorio di garanzia, la professoressa trevigiana di 52 anni arrestata per violenza sessuale su minori e pornografia minorile: avrebbe scambiato con il suo amante romano di 48 anni foto intime della figlia e dei suoi due nipotini. Oggi nel carcere femminile della Giudecca a Venezia, dov’è rinchiusa da venerdì, si è l’interrogatorio di garanzia.
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L'indagine che coinvolge un giornalista 48enne e una professoressa di liceo 52enne di Treviso, accusati di concorso di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico, sono finiti al centro di un’inchiesta avviata a Roma, un fascicolo che non è escluso possa essere trasferito alla procura di Venezia, competente per i reati distrettuali.
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Tutto comincia con una frase pronunciata in casa. Una frase semplice, ma sufficiente a far scattare un’indagine che oggi scuote profondamente l’opinione pubblica. "Ho trovato delle foto nel computer di mamma". È da questa confidenza fatta al padre che prende avvio l’inchiesta che ha portato all’arresto di due persone: un giornalista con un passato ai vertici dell’informazione televisiva e una docente di liceo.
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Fino a pochi giorni fa, nessuno avrebbe pensato che dietro quella coppia all’apparenza irreprensibile potesse nascondersi un abisso. Lui, giornalista affermato, ex vice direttore di un telegiornale nazionale, un uomo dalla carriera prestigiosa e una famiglia “perfetta”: moglie, due figli, una casa in un bel quartiere romano. Lei, una professoressa e addetta stampa stimata, colta, elegante, da anni punto di riferimento in un teatro capitolino.
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«Quelle foto e quei video sono assolutamente innocenti. Non ho fatto nulla di male, e sono in grado di dimostrarlo». La professoressa 52enne nega nella maniera più assoluta le accuse che l'hanno portata in carcere alla Giudecca di Venezia. Lo fa per voce di uno dei suoi legali, l'avvocato Marta Labozzetta, che ieri l'ha visitata in progione. Per la Procura di Roma la docente di…
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