«Sto senza una lira… sabato devo andare a ballare e mi servono 200, 300 euro». La voce arriva da un telefono, graffiata dal rumore di fondo e dalla disinvoltura di chi non vede nulla di strano nel dichiarare le proprie intenzioni criminali. È giovane, sicura di sé, quasi . È la voce di un ragazzo partito da Napoli alla volta di Roma per mettere a segno l’ennesima truffa ai danni di anziani soli e vulnerabili.
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