La fine disumana riservata a Satman Singh ha portato alla luce anche un’altra forma indiretta di sfruttamento dei braccianti agricoli indiani, ossia quelle condotte più subdole, ma non per questo meno gravi, di chi lucra sulla condizione di necessità dei lavoratori stranieri attraverso la locazione delle case. Proprio come nel caso del trentunenne morto per le conseguenze dell’infortunio sul lavoro e soprattutto per i ritardi nei soccorsi causati dal suo datore di lavoro nel tentativo di allontanarlo…
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"Un corpo agonizzante gettato lì, alla chetichella, con a fianco il braccio amputato, senza pietà. Senza neppure quel velo di pietà che si rivolge agli animali che vengono investiti dalle automobili. Questo ha fatto un "imprenditore agricolo" perché non voleva grane, perché non voleva che le autorità andassero a controllare ciò che avviene nella sua azienda: sfruttamento schiavistico, lavoro in nero…
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A cura di Christian Raimo 6 La manifestazione due giorni fa a Latina è stata importante e bella. È stata importante e bella perché c'è stata una risposta immediata e netta di una comunità democratica, istituzionale, civile, sindacale, che pensa che il caporalato sia, com’è, una merda. È stato urlato più volte dal palco, "Mai più caporalato", si è giustamente ricordato che la legge Bossi-Fini produce questo fenomeno e che andrebbe eliminata.
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Satnam Singh, il bracciante indiano morto in seguito a un incidente sul lavoro nei campi di Latina, avrebbe potuto salvarsi se fosse stato soccorso tempestivamente. I risultati dell'esame autoptico. Poteva essere salvato, Satnam Singh, se non fosse stato abbandonato per strada a dissanguarsi e il datore di lavoro avesse chiamato tempestivamente i soccorsi. E' quanto emerge dalle risultanze dell'esame autoptico condotto sul corpo del 31enne indiano che pochi giorni fa ha perso la vita dopo un incidente…
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Roma, 24 giu. – “La morte di Satnam Singh è maturata in un contesto di sfruttamento disumano che nessun paese civile può tollerare, e dopo aver ribadito al Governo le nostre priorità per debellare ghetti e caporalato pensiamo sia doveroso, in questo momento di dolore, tenere alta l’attenzione su quanto accaduto a Latina. Per questo abbiamo scelto di partecipare domani con la Uila-Uil alla manifestazione promossa dalla comunità indiana locale, proclamando una giornata di sciopero di 8 ore con cui…
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La manifestazione della CGIL per Satnam e il coro mancato negli stonati fischi al sindaco Celentano Lidano Grassucci Direttore Responsabile di Fatto a Latina Ogni uomo che muore è un colpo di lama al fianco di chi vive. Nessuna possibilità di altro. Satnam Singh era un uomo ed è morto in modo atroce, dissanguato per un braccio amputato senza umana pietà. Che altro aggiungere a questo orrore? Era bracciante, quindi considerato solo per le sue braccia: per chi quelle braccia le sfruttava, senza poteva anche morire.
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