Un appuntamento in memoria della strage di Bologna e, in particolar modo, dell’indimenticato Sergio Secci. Alle 10.25 di venerdì mattina, alla stazione ferroviaria, l’Amatori Podistica Terni ha depositato una corona di fiori per ricordare quell’infausto evento che tolse la vita a 85 persone. Con un pensiero – dopo il minuto di silenzio ha parlato il presidente della società, Alessio Schiavo – anche per Lidia e Torquato Secci
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“Sono trascorsi “soltanto” 44 (quarantaquattro) anni dalla strage del 2 agosto, quando, a seguito di un attentato, all’interno della stazione ferroviaria di Bologna, vennero massacrati 85 (ottantacinque innocenti), ed oltre 200 (duecento) feriti, molti dei quali mutilati in varie parti del corpo. Corpi ridotti in brandelli e disseminati lungo l’area e l’onda d’urto della terribile deflagrazione, Sogni spezzati, in una assolata giornata estiva, affetti familiari…
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Vigarano. Nel 44esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna quando, alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980, un attentato di matrice neofascista spezzò la vita di 85 persone innocenti, l’amministrazione comunale di Vigarano Mainarda – come succede ogni anno – ha ricordato Paolino Bianchi, 50enne muratore di Castello, morto nello scoppio della bomba, in cui rimasero ferite anche 200 persone.
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BOLOGNA La strage del 2 agosto è stata "una strage neofascista, espressione di un disegno eversivo che mirava a colpire lo Stato nella componente più sensibile, i cittadini comuni". Lo ha detto il ministro Matteo Piantedosi. "Il governo c'è - ha aggiunto parlando in Comune a Bologna ai familiari della vittime. "Tenere viva tutti insieme la memoria del'attentato serve a rinsaldare l'alleanza democratica", ha aggiunto.
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Il 44° anno dalla strage del 2 agosto 1980 – 85 vite perse, 200 segnate – porta con sé un po' di quella “luce in fondo al tunnel” auspicata dai parenti delle vittime, la cui ostinazione ha portato un contributo fondamentale per colmare il mosaico generale di quella che i giudici definirono “una strage di Stato”
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«Il rischio di un ritorno in Italia di un regime di stampo fascista è pari a zero. Nessun partito politico in Parlamento è nemmeno lontanamente assimilabile al fascismo. L’antifascismo è e deve rimanere un valore condiviso». Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla oggi in un’intervista al Corriere della Sera. Nella quale aggiunge che l’argomento «non può trasformarsi in uno strumento ideologico per attaccare politicamente e delegittimare l’avversario».
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– Manuela Gallon, Sonia Burri, Angela Fresu, Marina Antonella Trolese, Luca Mauri, Francesco Cesare Diomede Fresa e i fratelli Eckhardt e Kai Mäder sono le vittime più piccole della strage del 2 agosto. Vite spezzate da pochi istanti in un sabato d’estate 44 anni fa da una bomba piazzata in una valigia e lasciata in stazione. Ma chi erano? Dove erano diretti? Con chi erano? Leggi anche: Strage di Bologna: 10 cose da sapere Una delle immagini del corteo di commemorazione della strage del 2 agosto di…
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(Adnkronos) – Ottantacinque morti, duecento feriti. Alle 10.25 del 2 agosto 1980 una bomba esplode nella sala d’aspetto della seconda classe della stazione di Bologna. Sono passati 44 anni dall’atto terroristico più grave dalla fine della Seconda guerra mondiale in Italia. “Bologna non dimentica”, la scritta che campeggia da ieri sul grande striscione esposto, oltre che a Palazzo d’Accursio, anche su una delle Torri della Regione Emilia-Romagna in attesa delle celebrazioni di oggi.
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Ricorre oggi il 44esimo anniversario della strage di Bologna, uno degli attentati più devastanti messi a segno dal terrorismo nella storia d’Italia. Erano le 10.25 del 2 agosto 1980 quando un potente ordigno deflagrò alla stazione del capoluogo emiliano, seminando morte e distruzione. Pesantissimo fu il bilancio: 85 vittime e oltre 200 feriti. Tra coloro che persero la vita anche tre donne sarde: Lidia Olla, Maria Fresu (al centro di quello che secondo alcuni sarebbe un “mistero”), la sua figlioletta Angela, di appena tre…
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