Riproduzione in 3D dell’endoscheletro del T-800 del film Terminator esposta a un evento sulla tecnologia a Osaka, Giappone, nel 2020 (foto Depositphotos) «La scienza non dovrebbe essere prescrittiva, poiché il suo ruolo principale è fare luce sui fenomeni piuttosto che giudicarli», scrivono Vittorio Gallese, Stefano Moriggi e Pier Cesare Rivoltella nel loro Oltre la tecnofobia. Il digitale dalle neuroscienze all’educazione (Raffaello Cortina Editore).
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Si chiama FilosofIA ed è un libro di Matteo Giarrizzo, che nella vita è responsabile Media & Digital (ma soprattutto appassionato di filosofia), e si basa su un'idea semplice quanto creativa: parlare di filosofia con l'IA, allo scopo di conoscerla meglio, di comprenderla e di riflettere sulla direzione che potrebbe, e dovrebbe, prendere nel prossimo futuro. I temi toccati nelle oltre 200 pagine del libro, che vedono Giarrizzo dialogare con ChatGPT che fa…
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Nel 1950 Alan Turing, giovane britannico geniale, pioniere nell’esplorazione dei fondamenti matematici dell’intelligenza artificiale, si pose la domanda: le macchine possono pensare? Alfio Quarteroni, autorità mondiale nel campo della matematica, nel suo L’intelligenza creata. L’AI e il nostro futuro (Hoepli) torna a quel quesito e prova a fare il punto, cercando di tenerlo nonostante l’innovazione oggi «corra a un ritmo vertiginoso»: «No, le macchine non pensano come noi»…
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E se il futuro della tecnologia non si trattasse solo di attrezzature, ma di quei sistemi che pensano con scopo, imparare e lavorare? L’intelligenza artificiale (AI) non è più un limite distante, è qui, riproporre le industrie e ri -definire ciò che è possibile. Tuttavia, poiché l’IA diventa più integrata nelle nostre vite, la lingua intorno a essa può sembrare complicata e pesante. Come Agente AI O Revival Generation (Rag) Il gergo può apparire, ma hanno la chiave per capire come tutto sta cambiando nel commercio…
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L’AI o intelligenza artificiale è sempre più parte della nostra quotidianità, sia quando interagiamo con lei in modo consapevole, chiedendo a un qualsiasi chatbot di cercare per noi informazioni o di redigere un testo, sia quando lo facciamo quasi automaticamente dando un comando vocale al nostro smartphone. Che ci entusiasmi o ci spaventi interagire con lei appare sempre più simile all’interazione con un altro essere umano: io pongo una domanda e la macchina mi risponde a volte addirittura utilizzando formule di cortesia che simulano emozioni o stati d’animo.
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A cosa serve nella vita di tutti i giorni? Capire cos’è l’intelligenza per chiunque voglia orientarsi in un Mondo dove le macchine decidono, suggeriscono, rispondono e, a volte, anticipano le nostre mosse. Scrive testi, crea immagini, guida auto, seleziona curriculum, consiglia acquisti. Ma cosa c’è davvero dietro questa sigla che ormai compare ovunque? Spiegare l’AI può sembrare complicato, ma tutto parte da alcune semplici domande.
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Con l’avanzata dei chatbot generativi come ChatGPT e Gemini, gli strumenti di rilevamento dell’IA promettono di distinguere i testi scritti dall’uomo da quelli prodotti dalle macchine. Ma sono davvero affidabili o rischiano di generare più dubbi che certezze? Negli ultimi anni l’IA generativa ha rivoluzionato la produzione di contenuti, rendendo possibile creare in pochi secondi e con estrema naturalezza testi, immagini e persino video.
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