C’è tempo fino alla mezzanotte di lunedì 5 aprile per trovare una soluzione diplomatica al conflitto scatenato in Medio Oriente da Usa ed Israele. Washington e Tel Aviv puntavano su una guerra lampo ma dall’inizio degli scontri è trascorso quasi un mese ed il regime iraniano sembra intenzionato a resistere il più a lungo possibile. Teheran ha adottato la strategia meno attesa: colpire l’economia mondiale.
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Quattro anni dopo l’attacco all’Ucraina, il nuovo conflitto in Iran riporta l’energia al centro del sistema economico globale, evidenziando il vincolo strutturale che influenza inflazione, crescita, equilibri geopolitici e traiettorie tecnologiche. Dopo un decennio in cui il mercato ha scontato energia abbondante e accessibile, gli indici fotografano uno scenario che guarda al passato di un settore oggi più strategico che mai.
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Riserve e produzione «La nuova fase della guerra» Olio da riscaldamento raddoppiato L’escalation militare nel Golfo Persico sta facendo lievitare i prezzi dei carburanti e dei combustibili fossili, con pesanti ripercussioni anche per l’economia elvetica: secondo le stime del ricercatore del Politecnico di Zurigo (ETH) Cyril Brunner, pubblicate a inizio settimana dal Tages-Anzeiger, il rincaro delle importazioni in questo segmento del mercato potrebbe tradursi in costi aggiuntivi compresi tra 4 e 5 miliardi di franchi…
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Quattro-cinque settimane. Tanto doveva durare l’attacco in Iran nella narrativa di Trump della prima ora. Il tempo è scaduto. E ora il bivio obbligato di The Donald sulle prossime mosse nel Golfo con Israele, sta diventando inevitabilmente anche il bivio per l’Europa. In particolare per gli effetti economici che questa guerra in Medio Oriente lascerà sull’economia del Vecchio Continente così affamata di gas e petrolio non suo (oltre che del resto del mondo e sulle…
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Al mercato russo, quasi chiuso per via dell’embargo, si aggiunge la forte contrazione di quello mediorientale per colpa dei guai provocati dall’attacco all’Iran. Si tratta di guai seri per il commercio mondiale, alle prese anche con le ripetute minacce dei dazi da parte del presidente Usa. Il Rapporto Prometeia 2026: frenata per l'economia globale Una frenata dell’economia globale che Prometeia (fondata nel 1974 da Beniamino Andreatta per elaborare previsioni economiche) registra nel…
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La guerra in Iran si riflette sempre di più sui mercati finanziari globali coinvolgendo prezzi energetici, tassi d’interesse, inflazione e crescita economica e portando gli investitori a essere più cauti. A dirlo è l’analisi di Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solutions Zkb/Swisscanto., AUMENTANO I PREZZI DI PETROLIO E GASL’analisi considera che dopo che Israele ha bombardato alcune parti delle infrastrutture energetiche iraniane e non si intravedono ancora segnali di allentamento della tensione, i…
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Il primo ministro Pedro Sánchez è intervenuto ieri al Congresso dei Deputati spagnolo per ribadire la contrarietà del proprio Paese alla guerra in corso in Medio Oriente, scatenata il 28 febbraio dall’attacco di Usa e Israele contro l’Iran e ormai arrivata a coinvolgere l’intera area. Finora i bombardamenti hanno colpito oltre 3.000 obiettivi strategici e distrutto più di 40.000 abitazioni, oltre a ospedali, scuole e…
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Una settimana fa, il 19 marzo, un litro senza piombo 95 si pagava in media 1,82 franchi nella Confederazione, mentre martedì - due giorni or sono - il prezzo era salito a 1,87 franchi. L'aumento è stato ancora più marcato per il diesel: nello stesso periodo il rincaro è stato di 9 centesimi a 2,19 franchi.
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