Dietro il Bloquons tout della Francia ci sono anche ChatGpt e altre IA Foto, video, musica, volantini... Gli strumenti di creazione di contenuti tramite intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT o Suno, sono stati ampiamente utilizzati per mettere a punto gli appelli a bloccare il Paese. L'articolo di Le Monde “Ciao a tutti, qualcuno sa usare ChatGPT? Ho isolato una piccola sezione di una canzone di Balavoine, vorrei chiedergli di incollare il testo con una voce.
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Mercoledì 10 settembre 2025, nel giorno in cui Sébastien Lecornu ha giurato da primo ministro al posto di François Bayrou, la Francia si è svegliata tra barricate e gas lacrimogeni. Lo slogan che ha unito piazze, strade e social media è stato “Bloquons tout” – blocchiamo tutto. La campagna ha trasformato il debutto di Lecornu in un vero battesimo del fuoco: decine di migliaia di persone hanno costruito blocchi…
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Parigi, 11 set. A Parigi è giorno di pulizie, all'indomani delle proteste "Bloquons tout". Migliaia di persone, soprattutto giovani, sono scese in piazza in decine di città, da Parigi a Lione "Contro l'austerità, le disuguaglianze e la negazione democratica", ore all'insegna della tensione, con centinaia arresti. Una
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Caro Aldo,i francesi quando si arrabbiano, non scherzano. Come finirà? La crisi del debito pubblico in Francia dovrebbe preoccupare tutti i Paesi europei, è evidente che anche una grande economia possa andare in crisi. Con la situazione politica attuale, il Paese, difficilmente, potrà trovare una soluzione, l’estrema destra di Le Pen e l’estrema sinistra di Mélenchon, dicono le stesse cose, come uscire da questo vicolo cieco? Quali alternative concrete ha Macron per superare la crisi? Cari lettori,«Aujourd’hui: rien» , «Oggi…
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Parigi pulizie il giorno dopo "Bloquon tous": 'È il segno della lotta' 11 settembre 2025 Parigi, 11 set. - A Parigi è giorno di pulizie, all'indomani delle proteste "Bloquons tout". Migliaia di persone, soprattutto giovani, sono scese in piazza in decine di città, da Parigi a Lione "Contro l'austerità, le disuguaglianze e la negazione democratica", ore all'insegna della tensione, con centinaia arresti.
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Pietro Piga – Città del Vaticano In una Francia messa in subbuglio dalla crisi istituzionale e dal malcontento popolare, gli agenti della polizia stanno effettuando sgomberi, fermi e arresti nei confronti dei partecipanti alle proteste organizzate dal movimento “Blocchiamo tutto”. Per il ministero dell’Interno, le manifestazioni – che hanno come bersaglio il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, l’intera classe politica e la manovra di bilancio del governo – sono state 596, a cui…
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«Macron démission» è stato lo slogan comune ai cortei di Parigi e Marsiglia, Nantes e Avignone, Rennes e Digione, l’unico vero collante di una protesta che non è riuscita a «bloccare tutto», come era nelle intenzioni, ma ha permesso a 200 mila persone — delle quali circa 500 arrestate — in tutta la Francia di esprimere le rivendicazioni più varie, dal fare pagare i ricchi a dare il potere a Jean-Luc Mélenchon, dalla fine del capitalismo all’incarcerazione (se non peggio) di Benjamin Netanyahu…
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“Blocchiamo tutto”, che è il nome un po’ troppo ambizioso del nuovo movimento di protesta francese, nei fatti bloccherà solo un po’ di strade e di quartieri, come sempre accade con questi moti virulenti e di corto respiro. Poi qualcuno raccoglierà i cocci e tutto tornerà come prima. La parola “tutto”, negli slogan politici, non porta buono, a partire da quel “vogliamo tutto” che nei dintorni del Sessantotto emozionava assai come azzardo esistenziale, ma conteneva già il germe della sconfitta.
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Le dimissioni del Premier Bayrou non sono bastata a fermare le manifestazioni, programmate da settimane, che hanno spinto i cittadini a riversarsi nelle strade delle principali città francesi. Molti, fuori dai confini nazionali, si chiedono chi siano questi manifestanti e quali siano le ragioni che rivendicano scendendo in piazza In Francia, nella seconda notte di proteste, fumogeni color fuoco illuminano le strade delle città piene di manifestanti.
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Il primo giorno di protesta nazionale sotto la sigla Bloquons tout registra tensioni, blocchi sparsi e molti arresti, ma la Francia non si ferma. Mobilitazione contro il caro vita, la politica economica e la figura del presidente Macron: dai social alle strade cittadini indignati scuotono le piazze. Sebbene le adesioni fossero inferiori alle aspettative iniziali, la partecipazione sta crescendo, divenendo un segnale d’allarme per il nuovo governo e il…
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In una Francia che ha appena visto la nomina del nuovo Primo Ministro, Sébastien Lecornu, la giornata di ieri era stata annunciata come il momento in cui il Paese si sarebbe dovuto fermare. L’iniziativa, lanciata sui social con lo slogan “Bloquons tout le 10 Septembre”, mirava a contestare la gestione politica ed economica del governo, invitando i cittadini a non fare acquisti, non prelevare denaro e a bloccare ogni attività legata al sistema bancario.
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Il manifesto del 11 settembre 2025 Le autorità erigono un muro di 80mila agenti e chiudono pezzi di città, ma il movimento «blocchiamo tutto» debutta in Francia con cortei spontanei, scuole occupate, assemblee e primi scioperi in vista di quello generale del 18 settembre: «Abbiamo fermato Bayrou, ora fermiamo Macron»
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"Maestà il popolo ha fame. Che mangino brioche", questa frase attribuita alla regina Maria Antonietta, che pare non l'abbia mai pronunciata è comunque rimasta nella storia. Resta la sua attualità nel farci percepire la distanza che, in Francia, separa le élite dalla gente che vive quotidiane difficoltà. Maria Antonietta fu ghigliottinata. Ora, anche se l'ex primo ministro François Bayrou ha parlato di "guerra civile fra i partiti" e il ministro dell'Interno Bruno Retailleau di condizione pre-insurrezionale, la…
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Il movimento Blocchiamo tutto in Francia– nato sui social e rapidamente diffusosi nelle piazze francesi – ha riportato il Paese in un clima di alta tensione. Le sue mobilitazioni, caratterizzate da blocchi, barricate e appelli a paralizzare le principali infrastrutture, hanno trovato terreno fertile in un momento di fragilità politica. A Parigi e in numerose città di provincia la protesta si è trasformata in scontri con la polizia, incendi e…
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Adriano Scianca Matteo Ghisalberti and Esplode la rabbia contro Macron. E l’estrema sinistra gli fa un favore Ansa Cortei in tutto il Paese, con tafferugli e attimi di tensione: 473 arresti, 267 incendi e 13 agenti feriti. Il ministro dell’Interno denuncia infiltrazioni del partito di Mélenchon. Gli organizzatori: «Tradito il nostro messaggio».Il nuovo primo ministro Sébastien Lecornu è un condensato vivente di tutti gli errori commessi dall’inquilino dell’Eliseo.
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Parigi – È scattata all’alba in tutta la Francia la protesta “Bloquons tout”, blocchiamo tutto, con azioni coordinate soprattutto nell’ovest, dalla Bretagna a Bordeaux, ma anche nella capitale, dove sono stati registrati blocchi sul raccordo anulare, barricate improvvisate davanti a un liceo e cortei spontanei che hanno provocato disagi in diversi quartieri. L’appuntamento del 10 settembre, diffu…
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La nomina di Sébastien Lecornu rischia di esasperare ulteriormente la collera», osserva la politologa Blanche Leridon, direttrice editoriale dell’Institut Montaigne e specialista di questioni democratiche e istituzionali. Che cosa rappresenta il movimento “Bloquons tout”? «È un movimento molto più politico rispetto ai gilet gialli, con una forte presenza della sinistra radicale e degli elettori d…
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Francia, la collera della piazza: «Perché chiedono sacrifici a noi e non ai ricchi?» Francesca Schianchi La rabbia dei francesi ieri è esplosa nel movimento di protesta Blocchiamo tutto. C’è la crisi politica che li infastidisce, certo, ma quello che davvero li esaspera è la qualità della loro vita quotidiana, peggiorata dai salari bassi e dalla perdita del potere d’acquisto. Per questo Macron e il nuovo governo sbaglierebbero se provassero a derubricare quello che è…
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«A causa di una rivolta sociale il Museo d’Orsay è chiuso» e i turisti non potranno ammirare le opere di Courbet. Per questa ironica serrata, il grande pittore rivoluzionario avrebbe guardato con simpatia il movimento che ieri ha paralizzato Parigi al grido «blocchiamo tutto». Alcuni distruttori senza criterio, certo. Ma soprattutto giovani, tantissime donne, molti immigrati, e drappi rossi a volontà.
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Sbarramenti sulle autostrade attorno alle grandi città; picchetti ai depositi dei trasporti urbani e ferroviari; assemblee nelle università e blocchi davanti ai licei, presto sgomberati manu militari dalla polizia; scioperi diffusi, soprattutto tra gli insegnanti e nel pubblico, senza una vera e propria direttiva sindacale; e poi cortei, tantissimi cortei, da Montpellier a Marsiglia, da Rennes – dove per bloccare l’autostrada hanno dato fuoco a un autobus – a Rouen, da Bordeaux a Parigi
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«Macron deve andarsene». Sandrine Rousseau – deputata degli Ecologisti ed esponente del movimento femminista, economista già vicepresidente dell’università di Lille – non ha dubbi su chi sia il responsabile della crisi. Risponde al manifesto mentre la Francia ancora brucia per le manifestazioni andate in scena ieri. Gli Ecologisti hanno partecipato alla protesta «blocchiamo tutto». Qual è il suo giudizio sulla nuova mobilitazione? È un movimento sociale che…
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Parigi. Gli slogan anti-capitalisti e anti-macronisti si mescolano alle rivendicazioni dei lavoratori sans papiers e degli studenti che subiscono il carovita e agli appelli per la causa palestinese, in questo 10 settembre, il giorno del Bloquons tout!, il movimento nato dal basso e cresciuto sui social durante l’estate per protestare contro le misure d’austerità annunciate …
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«Macron démission» è stato lo slogan comune ai cortei di Parigi e Marsiglia, Nantes e Avignone, Rennes e Digione, l’unico vero collante di una protesta che non è riuscita a «bloccare tutto», come era nelle intenzioni, ma ha permesso a 200 mila persone — delle quali circa 500 arrestate — in tutta la Francia di esprimere le rivendicazioni più varie, dal fare pagare i ricchi a dare il potere a Jean-Luc Mélenchon, dalla fine del capitalismo all’incarcerazione (se non peggio) di Benjamin Netanyahu in un…
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Proteste in Francia, chi sono i Bloquons tout: il movimento, la nascita e l'eredità dei gilet gialli
La Francia si è fermata. O almeno, questo era l’obiettivo dei promotori di «Bloquons tout», il movimento nato sui social e cresciuto nelle piazze fino a trasformarsi in un appuntamento nazionale di protesta. , centinaia di migliaia di persone hanno raccolto l’appello a bloccare trasporti, scuole, uffici e perfino i consumi quotidiani. Una mobilitazione che segna la prima grande risposta popolare al piano di austerità del governo guidato da…
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Soltanto a Parigi sono state arrestate 75 persone in seguito a tentativi di blocchi del Périphérique, tangenziale parigina. Inoltre, sono stati fatti interventi da parte della polizia, che ha lanciato lacrimogeni davanti ad alcuni licei occupati, diventati i punti più caldi della protesta. Secondo il ministero dell’educazione, 27 licei sarebbero bloccati e un centinaio perturbati.
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Durante l’estate la parola d’ordine era «il 10 settembre Bayrou se ne deve andare», l’ambizione era punire il premier che osava chiedere ai francesi di lavorare di più, persino il giorno di Pasquetta, rafforzando la rabbia di chi è convinto che a pagare per i dissesti finanziari siano sempre i soliti. Ma Bayrou se n’è già andato da solo, lunedì sera, con lo schiaffo ricevuto…
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“Le hanno detto di suicidarsi e lei l’ha fatto”: quando il bullismo scolastico porta al peggio Secondo diversi studi, in ogni classe ci sono una o due vittime di bullismo. RTS Il bullismo tra compagne e compagni di scuola è una piaga che colpisce tra il 5 e il 10% delle persone giovani. La RTS ha raccolto testimonianze che riflettono la dura realtà di questo fenomeno. Per disinnescare queste situazioni, sono stati lanciati diversi progetti.
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