Guerra di cifre tra Mimit e associazioni dei consumatori sul prezzo dei carburanti. Mentre il Ministero ha comunicato che il prezzo medio della benzina oggi è a 1,910 euro al litro, il Codacons sostiene che il prezzo della benzina in modalità servito ha superato i 2,5 euro al litro in diversi impianti sia della rete autostradale, sia di quella urbana, e sono sempre più numerosi i distributori di carburanti che vendono la verde sopra i 2,4 euro al litro.
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Il taglio delle accise appare ormai come un lontano ricordo per gli italiani, col prezzo dei carburanti ai massimi livelli da sei mesi e il governo che, nonostante gli ampi appelli dei cittadini, prosegue col no alla riduzione. Da quando sono saliti al potere, infatti, Giorgia Meloni e il suo esecutivo non ne hanno voluto sapere di applicare lo sconto al rifornimento tagliando l'imposta, come aveva fatto il suo predecessore Mario Draghi, creando ancora una volta non pochi disagi alle tasche degli italiani.
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Secondo il Codacons, il prezzo della benzina ha superato i 2,5 euro al litro in diversi impianti autostradali e urbani, con un numero crescente di distributori che vendono la benzina verde a oltre 2,4 euro al litro. Il prezzo più alto è stato registrato sulla A21 Piacenza-Brescia, dove un litro di benzina verde costava 2,549 euro, e il gasolio 2,499 euro. Prezzi simili sono stati osservati anche sulla A55, A22 Brennero-Modena, A1 Milano-Napoli, A12 Sestri L.
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Due euro e cinquanta centesimi ormai stabili in autostrada, con punte fino a 2,80 ovvero che sfiorano i tre euro al litro. Dei prezzi choc della benzina non sembra importare a nessuno: non sicuramente al governo, che batte in ritirata e neanche parla più del taglio delle accise promesso da Salvini nel caso in cui avesse sfondato la soglia dei 2 euro. Anzi, il ministero parla di un prezzo medio di 1,805 euro per il gasolio e a 1,910 euro per la benzina, in sostanziale…
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