(Adnkronos) – “Il controllo virologico non basta: l’esperienza terapeutica va guardata nel suo insieme”. E’ il messaggio lanciato da Davide Moschese, infettivologo dell’ospedale Luigi Sacco e ricercatore dell’università degli Studi di Milano, presentando alla 18esima edizione di Icar – Italian Conference on Aids and Antiviral Research, a Catania, l’analisi sulla sola popolazione italiana dello studio internazionale Positive Perspective 3, indagine globale trasversale…
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(Adnkronos) – “L’aderenza, sia nel trattamento sia nella prevenzione dell’infezione da Hiv, è fondamentale. Oggi abbiamo molti più strumenti sul fronte terapeutico e sappiamo che i farmaci moderni, in particolare gli inibitori dell’integrasi di ultima generazione, consentono una maggiore flessibilità. Entro certi limiti, anche se una persona non è perfettamente aderente, ad esempio salta una compressa o non rispetta l’orario, la replicazione virale resta comunque controllata.
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Nel 2024, in Italia, le nuove diagnosi di Hiv riguardano uomini nel 79% dei casi, mentre le donne rappresentano il 20,8%. L’età mediana alla diagnosi continua a crescere e si attesta a 41 anni per i maschi e 40 anni per le femmine, confermando un progressivo spostamento dell’infezione verso fasce d’età più adulte rispetto al passato. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, questo cambiamento riflette una trasformazione del profilo epidemiologico: l’Hiv non riguarda più…
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(Adnkronos) – “La copertura dei giorni di PrEP è significativamente maggiore nelle persone che assumono la long acting rispetto a chi usa la PrEP orale”. Lo ha sottolineato Valentina Mazzotta, responsabile Uos Counseling test e profilassi dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, centro di riferimento regionale Hiv/Aids, alla 18esima edizione di Icar – Italian Conference on Aids and Antiviral Research che si chiude oggi a Catania…
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Un quadro aggiornato sull’HIV in Italia mostra una situazione ancora stabile nelle nuove diagnosi ma con segnali critici sulla prevenzione e sulle diagnosi tardive. I dati del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, presentati in vista del congresso ICAR 2026 a Catania, evidenziano circa 2.379 nuove infezioni nel 2024, un numero sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente.
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Quasi diecimila persone in Italia convivono con l'Hiv senza esserne consapevoli: un sommerso che ostacola la lotta per l'azzeramento delle nuove infezioni. Mentre compie 40 anni la prima ampia sperimentazione con i farmaci antiretrovirali, che hanno rivoluzionato le storia della malattia, si attende una nuova legge sul tema. E la prevenzione resta a macchia di leopardo, a discapito delle donne e delle regioni del sud.
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In Italia vivono circa 150.000 persone con infezione da Hiv, ma stando alle stime più o meno 8-10mila connazionali non sanno di aver contratto l’infezione, alimentando così inconsapevolmente la trasmissione del virus. A preoccupare gli specialisti che si riuniscono in questi giorni a Catania per la 18ª edizione di Icar – Italian Conference on Aids and Antiviral Research, sotto l’egida di Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), è anche la disinformazione dilagante su questa e altre…
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